INFORM - N. 159- 30 agosto 2007

ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE

Rapporto di “Nessuno Tocchi Caino”: 5628 esecuzioni nel mondo. Primato della Cina

Al Presidente del Rwanda Paul Kagame il Premio “Abolizionista dell’anno”.Napolitano: “Italia in prima fila nell’azione contro la pena di morte”. Prodi: “Non siamo soli. Straordinario impegno dell’Africa”. D’Alema auspica il sostegno del Rwanda in sede Onu. In Texas (Usa) più di 400 esecuzioni. E oggi tocca a Kenneth Foster Jr.

 

ROMA – “La giustizia non deve mai equivalere a vendetta, ma salvaguardare sempre la dignità e la sacralità della vita umana”. Lo rimarca il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio indirizzato all’Associazione “Nessuno tocchi Caino” (http://www.nessunotocchicaino.it/)  che oggi 30 agosto, a Roma nella sede del partito Radicale, ha presentato il Rapporto 2007 sulla pena di morte nel mondo. In questa occasione il presidente del Consiglio Romano Prodi ha consegnato al Presidente del Rwanda Paul Kagame il Premio “Abolizionista dell’anno”, promosso dall’Associazione, quale riconoscimento per l’impegno sul fronte della moratoria delle esecuzioni capitali e dell’abolizione della pena di morte.

Il Rapporto 2007 di Nessuno Tocchi Caino - del quale Prodi ha scritto l’introduzione e Kagame la prefazione -  racconta l’assassinio legalizzato nel mondo, denunciandone la crescita nel 2006 , con almeno 5628 esecuzioni contro le 5494 dell’anno precedente, avvenute in 27 paesi mentre nel 2004 erano 24. Alla Cina il primato delle esecuzioni. Le nazioni interessate con il numero delle esecuzioni: Cina almeno 5.000 ; Iran: 215; Pakistan: 82; Iraq: almeno 65; Sudan: almeno 65; Stati Uniti: 53 ; Arabia Saudita: 39; Yemen: 30; Vietnam: almeno 14 ; Kuwait: almeno 11 ; Somalia: almeno 7 ; Singapore: almeno 5 ;  Egitto: almeno 4 ;  Giordania: almeno 4 ;  Bangladesh: 4 ;  Giappone: 4 ; Malaysia: 4 ; Corea del Nord: almeno 3 ; Bahrein: 3 ; Bielorussia: 3 ; Indonesia: 3 ;  Mongolia: 3; Siria: 2 ; Uganda: 2 ; Botswana: 1 ; Emirati Arabi Uniti: 1; Guinea Equatoriale: 1.

Nel 2006 non risultano esecuzioni in Libia, Taiwan, Uzbekistan e nei territori amministrati dall’Autorità Nazionale Palestinese (in tutti ne erano però state eseguite nel 2005).

Nel sottolineare che “l’Italia è da anni in prima fila nell’azione internazionale contro la pena capitale, coerentemente con la più alta tradizione giuridica del nostro Paese”, Napolitano nel messaggio ricorda che “l’Italia si accinge, insieme all’Unione Europea, a presentare una risoluzione per la moratoria delle esecuzioni e l’abolizione della pena di morte alla 62esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite”.

“In questa azione – sottolinea il Capo dello Stato - ci sentiamo forti del sostegno di numerosi paesi, di tutte le aree geografiche, che condividono la nostra causa”. “L’abolizione della pena di morte in Rwanda – prosegue il messaggio - testimonia la volontà di superare i tragici anni di conflitto e di proseguire il cammino di pace, stabilità e sviluppo. Tale decisione rende inoltre possibile concludere trattati di estradizione dei colpevoli del genocidio e devolvere ai tribunali locali le competenze del Tribunale Penale Internazionale per il Rwanda, una volta che il mandato di quest’ultimo sarà esaurito”. Da Napolitano, pertanto, “calorose felicitazioni” al Presidente Kagame per il riconoscimento ricevuto e all’Associazione Nessuno tocchi Caino per il suo “generoso impegno”. Kagame a Roma ha incontrato il ministro degli Esteri Massimo D’Alema. Un colloquio nel corso del quale, riferiscono fonti della Farnesina, oltre ad uno scambio di vedute approfondito sui principali temi dell’attualità regionale africana, D’Alema ha tenuto ad esprimere “il grande apprezzamento e la soddisfazione italiana” per la decisione del Parlamento rwandese, in luglio, di abolire la pena di morte. D’Alema, nel ricordare l’impegno profuso dall’Italia per favorire una moratoria universale sulla pena di morte in vista della sua abolizione, ha sottolineato come nel corso della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Presidenza dell’Unione Europea - su impulso italiano- presenterà un progetto di risoluzione in materia. Il titolare della Farnesina ha quindi espresso il “vivo auspicio che il Rwanda sia disponibile a co-sponsorizzare tale progetto di risoluzione”.

Nel corso della presentazione del Rapporto e della cerimonia di premiazione, fatto anche  il punto sulla campagna internazionale volta a ottenere quest’anno un voto dell’Assemblea Generale dell’ONU a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali.

E Prodi nell’introduzione al Rapporto sottolinea che Italia ed Europa “non sono sole” nella battaglia per la moratoria universale delle esecuzioni capitali. Prodi considera “particolarmente straordinario l’impegno dell’Africa” a sostegno dell’iniziativa italiana e della campagna internazionale per ottenere il voto Onu a favore di una moratoria.

Anche Roma è mobilitata. “La città di Roma in questi anni - sottolinea il sindaco Walter Veltroni in un messaggio a Nessuno Tocchi Caino - ha sostenuto fortemente ogni iniziativa in favore dell’abolizione della pena di morte nel mondo, come l’appello dello scorso gennaio a tutte le capitali europee perché si unissero nel chiedere alle Istituzioni Europee e alle Nazioni Unite di adoperarsi per ottenere la moratoria” E la sera del 29 agosto il Colosseo è stato illuminato. Per ricordare, rimarca Veltroni, l’impegno e il sostegno della capitale. “Un gesto – aggiunge il sindaco -  che vogliamo dedicare anche alla richiesta di sospendere l’esecuzione della pena a Kenneth Foster Jr, attualmente nel braccio della morte in Texas, condannato nel 1997, e accusato senza nessuna prova e contro ogni verosimiglianza, di un delitto di cui è stato soltanto spettatore, senza esserne complice, mandante, e tanto meno esecutore materiale”. Per aver aiutato a fuggire un amico che aveva appena commesso un assassinio, stanotte una iniezione spegnerà la vita del giovane afro americano. E sarà la terza esecuzione questa settimana in Texas: martedì e mercoledì sono stati giustiziati John Amador e DaRoyce Mosley. E con l’esecuzione di Johnny Conner, la scorsa settimana,  è stato tagliato il traguardo delle 400 iniezioni letali in Texas (che ha ripreso le esecuzioni nel 1982, dopo la reintroduzione della pena di morte da parte della Corte Suprema nell’ordinamento giuridico federale nel 1976) Il secondo Stato in graduatoria è la Virginia, con 98 iniezioni letali. Macabri primati. (S.P.-Inform)

 


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