INFORM - N. 158- 29 agosto 2007

ITALIANI ALL’ESTERO

Luigi Pallaro: “Stiamo lavorando per voi. Il nostro lavoro è appena cominciato”

 

BUENOS AIRES - “Stiamo lavorando per voi, il nostro lavoro è appena cominciato”. Questo il messaggio lanciato dal senatore Luigi Pallaro durante l’ultimo fine di settimana durante il quale ha partecipato a tre riunioni conviviali in altrettante associazioni. Infatti, sabato scorso alla cena dell’80º anniversario dell’Associazione Calabrese, e domenica prima alla Tevisana per la festa del 21º dell’Associazione Emigrati dei Comuni Goriziani e poi durante la festa dell’Associazione Italia Duemila, Pallaro ha riaffermato alcuni punti di forza del suo discorso.

Tra essi l’invito alla collettività che lo ha eletto a non farsi ingannare da chi solo ora che si vota ha scoperto la collettività, “mentre voi conoscete quanti sono stati con voi a lavorare per decenni, molto prima che si parlasse della possibilità del nostro voto”.

Nei suoi discorsi il senatore ha  insistito nel far sapere che i parlamentari eletti all’estero stanno lavorando, che è appena un anno che siedono al Parlamento e che alcune cose sono state già ottenute ed altre sono in procinto di diventare realtà.

Tra queste, il nuovo programma di assistenza sanitaria.

Un programma che consentirà l’accesso gratuito all’assistenza sanitaria a migliaia di connazionali bisognosi. “Non l’assistenza col PAMI”, ha detto Pallaro, “ma un’assistenza di alto livello, degna, come meritano i nostri connazionali”.

Pallaro ha ricordato inoltre che si lavora sulla nuova legge di cittadinanza, perché possano riaverla quelle persone nate in Italia, che per ragioni di lavoro sono state constrette a rinunciarvi, così come a modifiche che prevedono che possano vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana i figli nati prima del 1948 di cittadine italiane e i figli di donne italiane che avevano perso la cittadinanza per aver sposato uno straniero.

Pallaro ha raccontato il suo lavoro in Italia, gli incontri con esponenti del mondo politico, economico e culturale e con i media.

“A tutti spiego che noi non siamo andati in Italia per far cadere i governi eletti dagli italiani in Patria. Noi siamo stati eletti per altro. Per far conoscere in Italia la realtà degli italiani all’estero, una   realtà fatta sì di alcune migliaia di connazionali colpiti dalle crisi e che hanno bisogno di aiuto, ma anche di realtà delle quali siamo orgogliosi, di nostri figli e nipoti che hanno raggiunto le più alte cariche nei Paesi di accoglienza,  presidenti, ministri, giudici, parlamentari”. Pallaro ha segnalato gli esempi di Mauricio Macri, eletto sindaco della Città di Buenos Aires e di Daniel Scioli. Del Vice presidente dell’Argentina, ha parlato dei vari viaggi fatti in Italia, del suo impegno per rilanciare i rapporti tra l’Italia e l’Argentina e della nuova sfida che affrontato,  presentandosi alle elezioni per governatore della Provincia di Buenos Aires.

Una realtà - ha detto il presidente della Camera di Commercio Italiana in Argentina -  fatta anche di imprenditori che si sono distinti nei Paesi di accoglienza. “Quando parlo con i parlamentari calabresi, io ricordo sempre che da noi i calabresi si sono distinti come lo hanno fatto gli italiani delle altre regioni. Da noi non ci sono differenze come succede in Italia”.

Il senatore ha parlato anche dell’importanza di non appartenere agli schierameti politici italiani, di poter conservare l’indipendenza di criterio, per poter meglio difendere gli interessi degli italiani all’estero. E anche per difendere i nostri valori, tra i quali la famiglia. “Per noi la famiglia è molto importante e oggi in Italia è in pericolo”. 

E chi gli ha detto che “i veri italiani siamo noi italiani all’estero”, egli ha risposto che certo dobbiamo essere fieri di quanto hanno fatto gli italiani emigrati: “Le carceri dell’Argentina certo non sono mai state piene di italiani”.

Riguardo alla recente denuncia di presunti brogli durante le elezioni all’estero, ha detto che non bisogna lasciarsi trascinare nella polemica, che ha per scopo mettere in forse il voto degli italiani all’estero.

Pallaro ha detto anche che qualcuno pretende di essere in permanente campagna elettorale e che invece “il nostro lavoro è appena incominciato”. “Rispettino il voto che ci ha dato la gente. Le elezioni sono passate, noi abbiamo vinto e loro hanno perso, è ora che certe persone finiscano la campagna elettorale e prendano atto che noi siamo stati eletti e stiamo lavorando tanto, per ottenere le cose di cui abbiamo parlato nella campagna elettorale”. Voi sapete che c’è gente che si è avvicinata solo adesso alla collettività, perché hanno scoperto che possono essere eletti al Parlamento italiano. A loro dico che fanno bene ad avvicinarsi alla collettività, ma che devono lavorare in favore della collettività, come abbiamo fatto per decenni con tanti  di voi, come continuiamo a fare.”(Tribuna Italiana/Inform)

 

 


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