ITALIANI ALL’ESTERO
Luigi
Pallaro: “Stiamo lavorando per voi. Il nostro lavoro è appena cominciato”
BUENOS AIRES
- “Stiamo lavorando per voi, il nostro lavoro è appena cominciato”. Questo il
messaggio lanciato dal senatore Luigi Pallaro durante l’ultimo fine di settimana
durante il quale ha partecipato a tre riunioni conviviali in altrettante associazioni.
Infatti, sabato scorso alla cena dell’80º anniversario dell’Associazione Calabrese,
e domenica prima alla Tevisana per la festa del 21º dell’Associazione Emigrati
dei Comuni Goriziani e poi durante la festa dell’Associazione Italia Duemila,
Pallaro ha riaffermato alcuni punti di forza del suo discorso.
Tra essi l’invito
alla collettività che lo ha eletto a non farsi ingannare da chi solo ora che
si vota ha scoperto la collettività, “mentre voi conoscete quanti sono stati
con voi a lavorare per decenni, molto prima che si parlasse della possibilità
del nostro voto”.
Nei suoi discorsi
il senatore ha insistito nel far sapere
che i parlamentari eletti all’estero stanno lavorando, che è appena un anno
che siedono al Parlamento e che alcune cose sono state già ottenute ed altre
sono in procinto di diventare realtà.
Tra queste,
il nuovo programma di assistenza sanitaria.
Un programma
che consentirà l’accesso gratuito all’assistenza sanitaria a migliaia di connazionali
bisognosi. “Non l’assistenza col PAMI”, ha detto Pallaro, “ma un’assistenza
di alto livello, degna, come meritano i nostri connazionali”.
Pallaro ha
ricordato inoltre che si lavora sulla nuova legge di cittadinanza, perché possano
riaverla quelle persone nate in Italia, che per ragioni di lavoro sono state
constrette a rinunciarvi, così come a modifiche che prevedono che possano vedersi
riconosciuta la cittadinanza italiana i figli nati prima del 1948 di cittadine
italiane e i figli di donne italiane che avevano perso la cittadinanza per aver
sposato uno straniero.
Pallaro ha
raccontato il suo lavoro in Italia, gli incontri con esponenti del mondo politico,
economico e culturale e con i media.
“A tutti spiego
che noi non siamo andati in Italia per far cadere i governi eletti dagli italiani
in Patria. Noi siamo stati eletti per altro. Per far conoscere in Italia la
realtà degli italiani all’estero, una realtà fatta sì di alcune migliaia di connazionali
colpiti dalle crisi e che hanno bisogno di aiuto, ma anche di realtà delle quali
siamo orgogliosi, di nostri figli e nipoti che hanno raggiunto le più alte cariche
nei Paesi di accoglienza, presidenti, ministri, giudici, parlamentari”.
Pallaro ha segnalato gli esempi di Mauricio Macri, eletto sindaco della Città
di Buenos Aires e di Daniel Scioli. Del Vice presidente dell’Argentina, ha parlato
dei vari viaggi fatti in Italia, del suo impegno per rilanciare i rapporti tra
l’Italia e l’Argentina e della nuova sfida che affrontato, presentandosi alle elezioni per governatore
della Provincia di Buenos Aires.
Una realtà
- ha detto il presidente della Camera di Commercio Italiana in Argentina - fatta anche di imprenditori che si sono distinti
nei Paesi di accoglienza. “Quando parlo con i parlamentari calabresi, io ricordo
sempre che da noi i calabresi si sono distinti come lo hanno fatto gli italiani
delle altre regioni. Da noi non ci sono differenze come succede in Italia”.
Il senatore
ha parlato anche dell’importanza di non appartenere agli schierameti politici
italiani, di poter conservare l’indipendenza di criterio, per poter meglio difendere
gli interessi degli italiani all’estero. E anche per difendere i nostri valori,
tra i quali la famiglia. “Per noi la famiglia è molto importante e oggi in Italia
è in pericolo”.
E chi gli ha
detto che “i veri italiani siamo noi italiani all’estero”, egli ha risposto
che certo dobbiamo essere fieri di quanto hanno fatto gli italiani emigrati:
“Le carceri dell’Argentina certo non sono mai state piene di italiani”.
Riguardo alla
recente denuncia di presunti brogli durante le elezioni all’estero, ha detto
che non bisogna lasciarsi trascinare nella polemica, che ha per scopo mettere
in forse il voto degli italiani all’estero.
Pallaro ha
detto anche che qualcuno pretende di essere in permanente campagna elettorale
e che invece “il nostro lavoro è appena incominciato”. “Rispettino il voto che
ci ha dato la gente. Le elezioni sono passate, noi abbiamo vinto e loro hanno
perso, è ora che certe persone finiscano la campagna elettorale e prendano atto
che noi siamo stati eletti e stiamo lavorando tanto, per ottenere le cose di
cui abbiamo parlato nella campagna elettorale”. Voi sapete che c’è gente che
si è avvicinata solo adesso alla collettività, perché hanno scoperto che possono
essere eletti al Parlamento italiano. A loro dico che fanno bene ad avvicinarsi
alla collettività, ma che devono lavorare in favore della collettività, come
abbiamo fatto per decenni con tanti di
voi, come continuiamo a fare.”(Tribuna Italiana/Inform)