STAMPA
PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
Dal
Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero, settembre 2007
Alla riscoperta di Fausto Tasca, artista
di scuola veneta in California
L’intervista alla nipote Sandra Tasca:
“Se fosse ancora vivo vorrei che mi insegnasse a dipingere. Potremmo parlare
di arte e fotografia, discipline in cui egli era davvero maestro”
SAN DIEGO - Il nome e il talento di un pittore di scuola
veneziana, Fausto Bellino Tasca, sono indissolubilmente legati al gioiello d’arte
religiosa custodito nella Chiesa dei Pescatori, centro di vita spirituale, culturale
e sociale della Little Italy della magnifica citta’ di San Diego, e luogo d’aggregazione
per i credenti italoamericani delle zone circostanti. Polo d’attrazione anche
dei turisti in cerca di tesori da scoprire e ricordare,
Assegnato nel 1921 alla comunità cattolica di San Diego,
in un paio d’anni il leader religioso pote’ benedire l’edificio della chiesa
italiana: era la vigilia di Natale del 1923 e - come ricordano i documenti d’epoca
- “la santa messa di mezzanotte costitui’ per l’intera comunita’ un momento
di incredibile gioia e di ringraziamento”.
Rimaneva da rivestire l’interno della chiesa con le opportune
decorazioni. Amante dell’arte e desideroso di ricreare un ambiente familiare
che facesse sentire i fedeli come a casa, il sacerdote cerco’ tra gli artisti
d’origine italiana i piu’ adatti all’impresa. La scelta cadde sul pittore Fausto
Tasca che, in una serie di straordinarie tele eseguite tra il 1920 e il 1928,
dipinse gli Apostoli, gli Evangelisti, una grande Crocifissione e un enorme
Giudizio Universale; e sullo scultore Carlo Romanelli, che magistralmente modello’
le statue di Nostra Signora, del Sacro Cuore, di Sant’Anna e di San Giuseppe.
Con le belle vetrate a mosaico multicolore raffiguranti i Misteri del Rosario,
l’insieme della Chiesa dei Pescatori costituisce uno scrigno di bellezze artistiche
davvero unico lungo la costa sud-californiana. La chiesa fu formalmente dedicata,
alla presenza del vescovo di Los Angeles, la domenica 20 dicembre 1925,. Il
giornale cattolico della diocesi scrisse tra l’altro che “il risultato del lavoro
del famoso artista italiano Fausto Tasca, i cui dipinti coprono pareti e soffitti
del santuario, e’ di grande ispirazione... un’impresa di grande merito. Le scene
sono simboliche sia del nuovo che del vecchio Testamento... Non c’e’ interno
di chiesa, almeno da questa parte del Paese, che restera’ impresso nel visitatore
come quello della Our Lady of the Rosary di San Diego”.
Ma chi era Fausto Bellino Tasca? Nato a San Zenone degli
Ezzelini il 29 giugno 1885 da una numerosa famiglia di modeste condizioni economiche,
fin da bambino aveva dimostrato particolare attitudine al disegno (si nascondeva
di notte sotto il letto per dedicarvisi) e fu solo grazie alla generosita’ di
un mecenate del luogo che pote’ seguire gli studi di Belle Arti a Venezia. Poco
si sa di lui e della sua opera, specie in Italia. Nel ponderoso volume Artists
in California 1786-1940 si elencano i dipinti murali da lui realizzati per
Dal Veneto Tasca parti’ nel 1913, gia’ sposato con la
cantante conterranea Paolina Melchiori, di quattro anni piu’ giovane. Non si
conoscono, anche se sono facilmente intuibili, le ragioni della decisione di
emigrare. La coppia si stabili’ dapprima a New York, “dove il dotato artista
- secondo uno stampato diffuso in occasione del cinquantesimo anniversario della
Our Lady of the Rosary Church - creo’ eccezionali lavori d’arte, ivi inclusi
i bei dipinti trovati nella Cappella di Madre Cabrini nella citta’ di Orange”.
Nel 1916 i Tasca decisero di trasferirsi in California, inizialmente a Santa
Barbara dove rimasero per quattro anni prima di spostare la loro residenza a
Los Angeles, nel 1920. Qui vissero e lavorarono fianco a fianco fino alla morte
prematura di Fausto, spentosi nel
L’intervista
alla nipote Sandra Tasca: “Se fosse ancora vivo vorrei che mi insegnasse a dipingere.
Potremmo parlare di arte e fotografia, discipline in cui egli era davvero maestro”.
Nel cimitero cattolico di Los Angeles, anni or sono,
avevo individuato e fotografato la semplice tomba dei coniugi Tasca. Paolina
era deceduta nel 1972, sopravvivendo al marito per ben trentacinque anni. Di
recente, in seguito a ricerche eseguite presso
Che cosa sai di tua nonna, Paolina Melchiori Tasca? Hai
fatto in tempo a conoscerla?
Mia nonna e’ vissuta con noi per anni. Che donna straordinaria!
Poteva essere scherzosa e amava ridere, ma era nello stesso tempo molto dignitosa:
portamento eretto e slanciato anche da anziana e malata. Canto’ a livello professionistico
fino a quasi settant’anni, e in seguito come solista per diverse chiese. Allora
ero troppo giovane per ricordare dove cantava, ma? ricordo di averla sentita
mentre si esercitava. Era una mezzo-soprano, la sua voce era stupenda, vellutata.
Prendeva con serieta’ il suo impegno e le piaceva esibirsi. Ma desiderava anche
condividere la sua conoscenza e il suo amore per la musica con quanti le erano
vicini. Non ci sono incisioni conosciute della sua voce.
Come hai fatto a scoprire il valore artistico di Fausto
Tasca e quando hai deciso di dedicarti alla sua valorizzazione?Mi risulta che
stai attivando anche il sito internet www.faustotasca.com ?
Avevamo dipinti di mio nonno appesi alle pareti della
nostra casa mentre io stavo crescendo. Era impossibile non conoscere qualcosa
di lui, specialmente da quando nonna venne a vivere con noi. L’alta qualita’
del suo lavoro mi fu sempre ovvia, seppure fossi bambina. Ho poi studiato Storia
dell’arte all’universita’, e dunque mi e’ venuto facile collegare il posto di
mio nonno nella storia dell’arte. Con la crescita di mio figlio, ho cominciato
a chiedermi se egli dara’ valore al lavoro di mio nonno come lo sto dando io.
Altrimenti questo lavoro andra’ perduto per sempre. Devo anche ammettere, e
con molto dolore, che mio padre distrusse fotografie, album di schizzi e documenti
del lavoro di suo padre perche’ non vedeva in essi alcun valore.? Questo mi
ha sempre disturbata, portandomi a capire la fragilita’ dell’opera di un artista
poco conosciuto. Far conoscere mio nonno significa proteggere il suo lavoro.
Per questa ragione ho iniziato a dedicare parte delle mie energie alla pubblicizzazione
della sua vita e della sua opera. E’ un progetto a lungo termine, e spero sfocera’
in un piu’ ampio apprezzamento della sua creativita’.
Sei tu stessa un’artista: quali sono i tuoi principali
interessi? e che cosa significa essere l’erede di Fausto Tasca?
Dopo gli studi di Storia dell’arte - mi sono laureata
alla Queen’s University in Kingston, in Canada - avrei voluto diventare architetto.
Ho finito invece per studiare fotografia presso una delle migliori scuole degli
Stati Uniti, l’Art Center College of Design in Pasadena, in California. Ho lavorato
per oltre vent’anni come professionista fotografa. Ora che ho il miglior lavoro
del mondo - allevare mio figlio - ho cominciato a dipingere! Sono consapevole
di aver scelto di dipingere (e di suonare il pianoforte) per l’influenza esercitata
su di me dai miei nonni. Sono sempre stata fiera del lavoro di mio nonno. Nonostante
egli fosse morto molto prima della mia nascita, lui e la sua opera sono una
parte reale della mia vita. Quando dipingo me lo sento vicino, e penso che anch’egli
sia fiero di me.
Sandra, sei un’americana con una frazione di sangue italiano:
sei mai stata in Italia? nel Veneto? a San Zenone?
Sono veramente orgogliosa del mio heritage italiano!
Ma poiche’ mia madre non era d’origine italiana, non si parlava italiano in
casa prima che mia nonna venisse a vivere con noi. Lei mi parlava sempre in
italiano quand’eravamo sole. Provava seriamente ad interessarmi alla lingua
e ai suoi grandi autori. Ricordo che una volta mi disse che non sarei mai stata
realmente bene educata se non avessi appreso l’italiano. Cio’ mi rimase sottopelle.
Alla Queen’s frequentai corsi di italiano, scoprendo che, grazie alla nonna,
il linguaggio era gia’ nella mia testa, e parlare italiano mi venne facile.
Ovviamente, parlo con errori dal momento che non l’ho imparato da bambina, ma
lo amo molto. Grazie a nonna, ho anche studiato per un’estate alla International
University in Venezia. Quanto l’ho amata! Venezia e’ davvero speciale per me,
in parte per la sua bellezza misteriosa e in parte perche’ e’ stata la prima
citta’ italiana che ho conosciuto. E poi mio nonno e mia nonna fecero il loro
viaggio di nozze a Venezia! Con mia grande gioia, sono gia’ stata cinque volte
a San Zenone.(Anna Maria Zampieri Pan, Messaggero di sant’Antonio, edizione
italiana per l’estero/Inform)