INFORM - N. 157- 28 agosto 2007

STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Dal Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero, settembre 2007

Alla riscoperta di Fausto Tasca, artista di scuola veneta in California

L’intervista alla nipote Sandra Tasca: “Se fosse ancora vivo vorrei che mi insegnasse a dipingere. Potremmo parlare di arte e fotografia, discipline in cui egli era davvero maestro”

 

SAN DIEGO - Il nome e il talento di un pittore di scuola veneziana, Fausto Bellino Tasca, sono indissolubilmente legati al gioiello d’arte religiosa custodito nella Chiesa dei Pescatori, centro di vita spirituale, culturale e sociale della Little Italy della magnifica citta’ di San Diego, e luogo d’aggregazione per i credenti italoamericani delle zone circostanti. Polo d’attrazione anche dei turisti in cerca di tesori da scoprire e ricordare, la Our Lady of the Rosary Parish - nome ufficiale della chiesa di stile romantico-genovese situata all’angolo di State e Date, una parallela di Columbia Street - è nata meno di un secolo fa dal sogno di un salesiano di origine piemontese con oltre trent’anni di esperienza missionaria, padre Silvestro Rabagliati, poliglotta e raffinato pianista, in congiunzione con il contributo delle famiglie italiane insediate nella zona del porto (in maggioranza pescatori genovesi e portoghesi, cui piu’ tardi si aggiunsero i siciliani).

Assegnato nel 1921 alla comunità cattolica di San Diego, in un paio d’anni il leader religioso pote’ benedire l’edificio della chiesa italiana: era la vigilia di Natale del 1923 e - come ricordano i documenti d’epoca - “la santa messa di mezzanotte costitui’ per l’intera comunita’ un momento di incredibile gioia e di ringraziamento”.

Rimaneva da rivestire l’interno della chiesa con le opportune decorazioni. Amante dell’arte e desideroso di ricreare un ambiente familiare che facesse sentire i fedeli come a casa, il sacerdote cerco’ tra gli artisti d’origine italiana i piu’ adatti all’impresa. La scelta cadde sul pittore Fausto Tasca che, in una serie di straordinarie tele eseguite tra il 1920 e il 1928, dipinse gli Apostoli, gli Evangelisti, una grande Crocifissione e un enorme Giudizio Universale; e sullo scultore Carlo Romanelli, che magistralmente modello’ le statue di Nostra Signora, del Sacro Cuore, di Sant’Anna e di San Giuseppe. Con le belle vetrate a mosaico multicolore raffiguranti i Misteri del Rosario, l’insieme della Chiesa dei Pescatori costituisce uno scrigno di bellezze artistiche davvero unico lungo la costa sud-californiana. La chiesa fu formalmente dedicata, alla presenza del vescovo di Los Angeles, la domenica 20 dicembre 1925,. Il giornale cattolico della diocesi scrisse tra l’altro che “il risultato del lavoro del famoso artista italiano Fausto Tasca, i cui dipinti coprono pareti e soffitti del santuario, e’ di grande ispirazione... un’impresa di grande merito. Le scene sono simboliche sia del nuovo che del vecchio Testamento... Non c’e’ interno di chiesa, almeno da questa parte del Paese, che restera’ impresso nel visitatore come quello della Our Lady of the Rosary di San Diego”.

La Crocifissione, che copre l’intera volta dell’altar maggiore, e’ considerata dai critici il capolavoro di Tasca, ma e’ forse l’originale e impressionante Giudizio Universale a rivelare il tormento e l’estasi dell’artista, la condanna e la salvezza, il dissidio e la serenita’, la luce e le tenebre di un’esistenza umana difficile, condotta tra il vecchio e il nuovo mondo, in cerca di personale realizzazione e giusto riconoscimento. Ogni volta che l’ammiro, e ci ritorno ormai da anni, ne rimango estasiata.

Ma chi era Fausto Bellino Tasca? Nato a San Zenone degli Ezzelini il 29 giugno 1885 da una numerosa famiglia di modeste condizioni economiche, fin da bambino aveva dimostrato particolare attitudine al disegno (si nascondeva di notte sotto il letto per dedicarvisi) e fu solo grazie alla generosita’ di un mecenate del luogo che pote’ seguire gli studi di Belle Arti a Venezia. Poco si sa di lui e della sua opera, specie in Italia. Nel ponderoso volume Artists in California 1786-1940 si elencano i dipinti murali da lui realizzati per la Citizens Trust & Savings Bank di Los Angeles, per la Chiesa del Rosario di Los Angeles, per la Chiesa dei Pescatori di San Diego, per la Camera di Commercio di Long Beach. Esegui’ parecchi ritratti di personaggi celebri, famoso quello di Galilei commissionatogli dalla Galileo Lodge di Los Angeles, oggi esposto nella sala d’entrata all’Osservatorio astronomico di Griffith Park. Sicuramente lavoro’ su commissione di privati per eseguirne i ritratti e decorarne le lussuose magioni.

Dal Veneto Tasca parti’ nel 1913, gia’ sposato con la cantante conterranea Paolina Melchiori, di quattro anni piu’ giovane. Non si conoscono, anche se sono facilmente intuibili, le ragioni della decisione di emigrare. La coppia si stabili’ dapprima a New York, “dove il dotato artista - secondo uno stampato diffuso in occasione del cinquantesimo anniversario della Our Lady of the Rosary Church - creo’ eccezionali lavori d’arte, ivi inclusi i bei dipinti trovati nella Cappella di Madre Cabrini nella citta’ di Orange”. Nel 1916 i Tasca decisero di trasferirsi in California, inizialmente a Santa Barbara dove rimasero per quattro anni prima di spostare la loro residenza a Los Angeles, nel 1920. Qui vissero e lavorarono fianco a fianco fino alla morte prematura di Fausto, spentosi nel 1937 a soli 52 anni. Avevano un figlio, Angelo, chiamato Tony.

L’intervista alla nipote Sandra Tasca: “Se fosse ancora vivo vorrei che mi insegnasse a dipingere. Potremmo parlare di arte e fotografia, discipline in cui egli era davvero maestro”.

Nel cimitero cattolico di Los Angeles, anni or sono, avevo individuato e fotografato la semplice tomba dei coniugi Tasca. Paolina era deceduta nel 1972, sopravvivendo al marito per ben trentacinque anni. Di recente, in seguito a ricerche eseguite presso la Biblioteca civica di San Zenone, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con l’unica nipote diretta del pittore, Sandra Tasca, che vive in New Jersey ed e’ lei stessa un’artista. Le ho rivolto alcune domande.

Che cosa sai di tua nonna, Paolina Melchiori Tasca? Hai fatto in tempo a conoscerla?

Mia nonna e’ vissuta con noi per anni. Che donna straordinaria! Poteva essere scherzosa e amava ridere, ma era nello stesso tempo molto dignitosa: portamento eretto e slanciato anche da anziana e malata. Canto’ a livello professionistico fino a quasi settant’anni, e in seguito come solista per diverse chiese. Allora ero troppo giovane per ricordare dove cantava, ma? ricordo di averla sentita mentre si esercitava. Era una mezzo-soprano, la sua voce era stupenda, vellutata. Prendeva con serieta’ il suo impegno e le piaceva esibirsi. Ma desiderava anche condividere la sua conoscenza e il suo amore per la musica con quanti le erano vicini. Non ci sono incisioni conosciute della sua voce.

Come hai fatto a scoprire il valore artistico di Fausto Tasca e quando hai deciso di dedicarti alla sua valorizzazione?Mi risulta che stai attivando anche il sito internet www.faustotasca.com ?

Avevamo dipinti di mio nonno appesi alle pareti della nostra casa mentre io stavo crescendo. Era impossibile non conoscere qualcosa di lui, specialmente da quando nonna venne a vivere con noi. L’alta qualita’ del suo lavoro mi fu sempre ovvia, seppure fossi bambina. Ho poi studiato Storia dell’arte all’universita’, e dunque mi e’ venuto facile collegare il posto di mio nonno nella storia dell’arte. Con la crescita di mio figlio, ho cominciato a chiedermi se egli dara’ valore al lavoro di mio nonno come lo sto dando io. Altrimenti questo lavoro andra’ perduto per sempre. Devo anche ammettere, e con molto dolore, che mio padre distrusse fotografie, album di schizzi e documenti del lavoro di suo padre perche’ non vedeva in essi alcun valore.? Questo mi ha sempre disturbata, portandomi a capire la fragilita’ dell’opera di un artista poco conosciuto. Far conoscere mio nonno significa proteggere il suo lavoro. Per questa ragione ho iniziato a dedicare parte delle mie energie alla pubblicizzazione della sua vita e della sua opera. E’ un progetto a lungo termine, e spero sfocera’ in un piu’ ampio apprezzamento della sua creativita’.

Sei tu stessa un’artista: quali sono i tuoi principali interessi? e che cosa significa essere l’erede di Fausto Tasca?

Dopo gli studi di Storia dell’arte - mi sono laureata alla Queen’s University in Kingston, in Canada - avrei voluto diventare architetto. Ho finito invece per studiare fotografia presso una delle migliori scuole degli Stati Uniti, l’Art Center College of Design in Pasadena, in California. Ho lavorato per oltre vent’anni come professionista fotografa. Ora che ho il miglior lavoro del mondo - allevare mio figlio - ho cominciato a dipingere! Sono consapevole di aver scelto di dipingere (e di suonare il pianoforte) per l’influenza esercitata su di me dai miei nonni. Sono sempre stata fiera del lavoro di mio nonno. Nonostante egli fosse morto molto prima della mia nascita, lui e la sua opera sono una parte reale della mia vita. Quando dipingo me lo sento vicino, e penso che anch’egli sia fiero di me.

Sandra, sei un’americana con una frazione di sangue italiano: sei mai stata in Italia? nel Veneto? a San Zenone?

Sono veramente orgogliosa del mio heritage italiano! Ma poiche’ mia madre non era d’origine italiana, non si parlava italiano in casa prima che mia nonna venisse a vivere con noi. Lei mi parlava sempre in italiano quand’eravamo sole. Provava seriamente ad interessarmi alla lingua e ai suoi grandi autori. Ricordo che una volta mi disse che non sarei mai stata realmente bene educata se non avessi appreso l’italiano. Cio’ mi rimase sottopelle. Alla Queen’s frequentai corsi di italiano, scoprendo che, grazie alla nonna, il linguaggio era gia’ nella mia testa, e parlare italiano mi venne facile. Ovviamente, parlo con errori dal momento che non l’ho imparato da bambina, ma lo amo molto. Grazie a nonna, ho anche studiato per un’estate alla International University in Venezia. Quanto l’ho amata! Venezia e’ davvero speciale per me, in parte per la sua bellezza misteriosa e in parte perche’ e’ stata la prima citta’ italiana che ho conosciuto. E poi mio nonno e mia nonna fecero il loro viaggio di nozze a Venezia! Con mia grande gioia, sono gia’ stata cinque volte a San Zenone.(Anna Maria Zampieri Pan, Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero/Inform)

 


Vai a: