STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana” dell’8 agosto
Tre (o due)
pensano anche a noi
ROMA - Mercoledì scorso è cominciato nella
nostra Italia il mese estivo per antonomasia, agosto, mese di riposo, di vacanze,
magari al mare, ai monti, in campagna. Beati loro!
Ci sarà consentita un po’ di invidia e
desiderare, magari sia pure per poco, per una breve parentesi, di preferire
l’afa di 40 gradi e forse di più, allo zero grado e forse meno di certe ore,
di certe giornate di questo rigido inverno argentino? Ci saranno consentiti
l’invidia e l’irrealizzabile desiderio, perché tanto, come dicono qui, “no cuesta
nada”?
Credo che ci sia consentita anche un po’
di comprensione e compassione per chi le vacanze non le sta godendo ancora e
perciò mare e monti deve limitarsi ancora a sognarli per qualche giorno, come
tanti politici del governo e dell’opposizione, di tutte le coloriture e sfumature
dall’estrema sinistra, all’estrema destra, dai comunisti ai leghisti, impegnatissimi
a preparare un autunno ben movimentato.
Ma non tutti. Ce ne sono almeno tre (o
due) che invece, prima del mare e i monti e la verde ubertosa campagna, hanno
pensato a noi, a noi italiani all’estero, alla nostra situazione, ai nostri
problemi, alle nostre aspirazioni. Tu, caro Lettore, lo sai perché leggi questo
giornale e perciò penso che nel numero di mercoledì scorso abbia già letto l’editoriale
del Direttore, intitolato “I colleghi della porta accanto”, e il lungo servizio
sul II Rapporto del nostro Vice ministro Franco Danieli e un altro lungo servizio
sugli impegnativi propositi del direttore di Rai International per l’autunnale
metamorfosi di Rai International e una lettera che ha scritto il dott. Tullio
Zembo sulla recente visita del Vice ministro Patrizia Sentinelli non a noi,
ma al governo argentino per comunicargli che il governo italiano gli ha concesso
un aiuto di 67 milioni di dollari nel quadro della cooperazione internazionale.
Penso, caro Lettore, che su tutto questo sei già al corrente, per averlo letto
nel nostro giornale di mercoledì scorso, ma credo che non ti dispiacerà che
ci torni su brevemente nella FINESTRA odierna, visto che si tratta delle tre
cose importanti, le uniche, che ci riguardano direttamente.
La lunga attesa
Dei tre che hanno pensato a noi, il primo
posto spetta naturalmente al nostro Vice ministro, il sen. Franco Danieli, che
in seno al governo si occupa specificamente di noi italiani all’estero, della
nostra situazione e dei nostri problemi e che, proprio alla vigilia delle vacanze
estive (se le farà) ha presentato il suo secondo rapporto semestrale per esporre
le attività svolte nel corso del primo semestre e quelle programmate per il
secondo, cioè fino alla fine dell’anno. Un quadro dettagliato in varie sezioni
dell’altra Italia che vive all’estero, cioè noi residenti qui e in un’altra
ventina di Paesi che, secondo le statistiche ufficiali siamo 3.703.256 iscritti
nelle anagrafi consolari. Ma bisogna tener conto di altre due cifre fondamentali
per una conoscenza migliore: sono 1.020.000 le domande di cittadinanza in attesa
di essere accolte nelle varie sedi consolari e sono 578mila i residenti all’estero
non iscritti anche nell’AIRE del Ministero dell’Interno e quindi non in grado
si partecipare col loro voto alle elezioni , cioè all’incirca uno ogni sei o
poco più. Come si vede, per molti, per troppi residenti all’estero è ancora
troppo lunga l’attesa, sia per avere il riconoscimento della cittadinanza che
gli spetta, sia per avere la possibilità reale di partecipare alle elezioni,
cui hanno ugualmente diritto.
In una situazione siffatta è logico e lodevole
che il nostro Vice ministro sottolinei con enfasi la necessità e l’urgenza di
un rilancio della rete consolare. Scrive infatti nel rapporto: “...il prossimo
semestre sarà il semestre riservato alla presentazione e realizzazione del progetto
strategico per il rilancio della rete consolare”.
Una rete “vasta, con luci ed ombre, uffici
funzionanti e non, strutture adeguate e non”; rete che “oggi costa 300 milioni
di euro”, ma “che ne incamera 100 ogni anno di introiti”. Una rete quindi, “un
servizio dello Stato che – per Danieli - se paragonato ad altri servizi dello
Stato costa pochissimo, ma che nel corso degli anni si è visto gravato di più
compiti: voto, referendum, visti, flussi migratori, formazione professionale,
passaporti, assistenza ai connazionali, realtà consolari”. “Obiettivo pertanto
“sviluppare una qualità più diffusa”. “La rete – ha proseguito - soffre per
mancanza di personale, di strutture adeguate, per la persistenza di una burocrazia
ridicola”. Ed è per tutte queste ragioni che “bisogna porre mano ad un piano
straordinario con un fondo straordinario e consistente da cui attingere”.
Benissimo. Più chiaro impossibile. E infatti,
il sen Danieli annuncia la prossima assunzione di 323 dipendenti in Italia,
la maggior parte di ruolo, e
La metamorfosi
di Rai International
Quando, alcuni anni fa, cominciò a trasmettere
Rai International, si affermò che la sua funzione era informare le comunità
italiane all’estero e al tempo stesso far sapere con notizie sulle nostre attività
ai residenti in Italia, che esiste ed opera un’altra Italia, quella di noi emigrati
e dei nostri discendenti. Ma ecco che ora è stata siglata a Palazzo Chigi una
convenzione fra
C’è anche un
terzo che pensa a noi?
Ho scritto nel titolo che “Tre (o due)
pensano anche a noi” e mi riferivo alle personalità romane che prima di iniziare
le vacanze, avevano pensato anche a noi italiani all’estero. Ma erano due o
tre? Uno è stato certamente il nostro Vice ministro Danieli e naturalmente gliene
siamo grati, l’altro è stato il direttore generale di Rai International che
ha preparato o sta preparando la metamorfosi de essa per volere o con indicazioni
del presidente del Consiglio Prodi e staremo a vedere (ma siamo perplessi) come
sarà questa metamorfosi. Ma c’è stato anche un terzo? Possiamo considerare un
terzo