INFORM - N. 154 - 10 agosto 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” dell’8 agosto La Finestra di Mario Basti

Tre (o due) pensano anche a noi

 

ROMA - Mercoledì scorso è cominciato nella nostra Italia il mese estivo per antonomasia, agosto, mese di riposo, di vacanze, magari al mare, ai monti, in campagna. Beati loro!

Ci sarà consentita un po’ di invidia e desiderare, magari sia pure per poco, per una breve parentesi, di preferire l’afa di 40 gradi e forse di più, allo zero grado e forse meno di certe ore, di certe giornate di questo rigido inverno argentino? Ci saranno consentiti l’invidia e l’irrealizzabile desiderio, perché tanto, come dicono qui, “no cuesta nada”?

Credo che ci sia consentita anche un po’ di comprensione e compassione per chi le vacanze non le sta godendo ancora e perciò mare e monti deve limitarsi ancora a sognarli per qualche giorno, come tanti politici del governo e dell’opposizione, di tutte le coloriture e sfumature dall’estrema sinistra, all’estrema destra, dai comunisti ai leghisti, impegnatissimi a preparare un autunno ben movimentato.

Ma non tutti. Ce ne sono almeno tre (o due) che invece, prima del mare e i monti e la verde ubertosa campagna, hanno pensato a noi, a noi italiani all’estero, alla nostra situazione, ai nostri problemi, alle nostre aspirazioni. Tu, caro Lettore, lo sai perché leggi questo giornale e perciò penso che nel numero di mercoledì scorso abbia già letto l’editoriale del Direttore, intitolato “I colleghi della porta accanto”, e il lungo servizio sul II Rapporto del nostro Vice ministro Franco Danieli e un altro lungo servizio sugli impegnativi propositi del direttore di Rai International per l’autunnale metamorfosi di Rai International e una lettera che ha scritto il dott. Tullio Zembo sulla recente visita del Vice ministro Patrizia Sentinelli non a noi, ma al governo argentino per comunicargli che il governo italiano gli ha concesso un aiuto di 67 milioni di dollari nel quadro della cooperazione internazionale. Penso, caro Lettore, che su tutto questo sei già al corrente, per averlo letto nel nostro giornale di mercoledì scorso, ma credo che non ti dispiacerà che ci torni su brevemente nella FINESTRA odierna, visto che si tratta delle tre cose importanti, le uniche, che ci riguardano direttamente.

La lunga attesa

Dei tre che hanno pensato a noi, il primo posto spetta naturalmente al nostro Vice ministro, il sen. Franco Danieli, che in seno al governo si occupa specificamente di noi italiani all’estero, della nostra situazione e dei nostri problemi e che, proprio alla vigilia delle vacanze estive (se le farà) ha presentato il suo secondo rapporto semestrale per esporre le attività svolte nel corso del primo semestre e quelle programmate per il secondo, cioè fino alla fine dell’anno. Un quadro dettagliato in varie sezioni dell’altra Italia che vive all’estero, cioè noi residenti qui e in un’altra ventina di Paesi che, secondo le statistiche ufficiali siamo 3.703.256 iscritti nelle anagrafi consolari. Ma bisogna tener conto di altre due cifre fondamentali per una conoscenza migliore: sono 1.020.000 le domande di cittadinanza in attesa di essere accolte nelle varie sedi consolari e sono 578mila i residenti all’estero non iscritti anche nell’AIRE del Ministero dell’Interno e quindi non in grado si partecipare col loro voto alle elezioni , cioè all’incirca uno ogni sei o poco più. Come si vede, per molti, per troppi residenti all’estero è ancora troppo lunga l’attesa, sia per avere il riconoscimento della cittadinanza che gli spetta, sia per avere la possibilità reale di partecipare alle elezioni, cui hanno ugualmente diritto.

In una situazione siffatta è logico e lodevole che il nostro Vice ministro sottolinei con enfasi la necessità e l’urgenza di un rilancio della rete consolare. Scrive infatti nel rapporto: “...il prossimo semestre sarà il semestre riservato alla presentazione e realizzazione del progetto strategico per il rilancio della rete consolare”.

Una rete “vasta, con luci ed ombre, uffici funzionanti e non, strutture adeguate e non”; rete che “oggi costa 300 milioni di euro”, ma “che ne incamera 100 ogni anno di introiti”. Una rete quindi, “un servizio dello Stato che – per Danieli - se paragonato ad altri servizi dello Stato costa pochissimo, ma che nel corso degli anni si è visto gravato di più compiti: voto, referendum, visti, flussi migratori, formazione professionale, passaporti, assistenza ai connazionali, realtà consolari”. “Obiettivo pertanto “sviluppare una qualità più diffusa”. “La rete – ha proseguito - soffre per mancanza di personale, di strutture adeguate, per la persistenza di una burocrazia ridicola”. Ed è per tutte queste ragioni che “bisogna porre mano ad un piano straordinario con un fondo straordinario e consistente da cui attingere”.

Benissimo. Più chiaro impossibile. E infatti, il sen Danieli annuncia la prossima assunzione di 323 dipendenti in Italia, la maggior parte di ruolo, e 86 a contratto e di 70 “digitatori” all’estero: quasi 500 persone per tutta la rete consolare. Sarà il massimo che può fare il governo, ma basteranno per un “rilancio”? Basteranno per il milione di domande di cittadinanza e per l’iscrizione di oltre mezzo milione di residenti all’estero all’AIRE? Quante migliaia sono i dipendenti dei 300 Comuni dell’Abruzzo, una Regione che cito per un confronto, considerando che gli abitanti sono meno di un terzo degli italiani residenti all’estero? Noi meritiamo davvero tanto meno perché emigrati?

La metamorfosi di Rai International

Quando, alcuni anni fa, cominciò a trasmettere Rai International, si affermò che la sua funzione era informare le comunità italiane all’estero e al tempo stesso far sapere con notizie sulle nostre attività ai residenti in Italia, che esiste ed opera un’altra Italia, quella di noi emigrati e dei nostri discendenti. Ma ecco che ora è stata siglata a Palazzo Chigi una convenzione fra la Presidenza del Consiglio e Rai International e il presidente del Consiglio Prodi ha precisato la nuova funzione che è “presentare a tutto il mondo...il dibattito politico, le scelte e i problemi del nostro Paese”. Quindi non più soltanto “per gli interessi delle nostre comunità”. Staremo a vedere, ma aspettiamo che passi l’estate (italiana). Il direttore di Rai International Piero Badaloni ha annunciato che “fra settembre e ottobre parte il nuovo palinsesto...la programmazione sarà diversa rispetto agli anni precedenti, poiché non si rivolgerà solo alla fascia più anziana della emigrazione italiana...” Io sono proprio di quella fascia più anziana per cui aspetterò di saperne di più dallo stesso Badaloni che il mese prossimo verrebbe a Buenos Aires per avere indicazioni sugli orientamenti degli italiani d’Argentina. Ma, dal momento che il nuovo palinsesto partirà fra settembre e ottobre, non sarà tardivo il suo viaggio?

C’è anche un terzo che pensa a noi?

Ho scritto nel titolo che “Tre (o due) pensano anche a noi” e mi riferivo alle personalità romane che prima di iniziare le vacanze, avevano pensato anche a noi italiani all’estero. Ma erano due o tre? Uno è stato certamente il nostro Vice ministro Danieli e naturalmente gliene siamo grati, l’altro è stato il direttore generale di Rai International che ha preparato o sta preparando la metamorfosi de essa per volere o con indicazioni del presidente del Consiglio Prodi e staremo a vedere (ma siamo perplessi) come sarà questa metamorfosi. Ma c’è stato anche un terzo? Possiamo considerare un terzo la Vice ministro Patrizia Sentinelli, che è venuta a Buenos Aires per comunicare ufficialmente al ministero degli Esteri argentino che l’Italia ha donato all’Argentina 67 milioni di euro per la cooperazione? Possiamo, perché crediamo che tutto quel che riguarda i rapporti fra l’Italia e l’Argentina è interesse della collettività italiana e quindi anche dei giornali e degli altri media della collettività. Ma non possiamo, perché la Vice ministro non ha informato TRIBUNA ITALIANA, nè altri media della collettività perché evidentemente ha ritenuto che la sua comunicazione non potesse interessare anche la nostra comunità italiana che è tale, anche perché ha i suoi media. Pertanto non sono stati tre, ma solo due a pensare a noi per cui condivido le osservazioni che fa nella sua lettera aperta il dott. Zembo. (Mario Basti-Inform) finestra@tribunaitaliana.com.ar

 

 


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