MEMORIA
Trentini nel Mondo - Incontro a Comano in ricordo degli
emigrati morti sul lavoro
TRENTO
- In una giornata dal tempo instabile, durante la quale si sono alternati rovesci
di pioggia e sprazzi di sole, è stato il paese di Comano, l’8 agosto, ad ospitare
la manifestazione per celebrare la “Giornata
Mondiale dedicata al Sacrificio del Lavoro degli Italiani nel Mondo”. Ad organizzare
l’appuntamento per ricordare i tragici eventi avvenuti l’8 agosto 1956 nella
miniera Bois du Cazier a Marcinelle (Belgio), dove 262 persone, di cui 136 emigrati italiani, persero
la loro vita, è stata l’associazione
Trentini nel Mondo in collaborazione con il Circolo trentino di Charleroi (Belgio)
e con il Coro
Per gli
oltre cento partecipanti, soci dei Circoli trentini di Belgio, Germania, Francia
e Italia, la manifestazione è iniziata alle 11 con la santa messa celebrata
dal padre Adriano presso la chiesa di Comano. Il rito religioso è stato reso
ancora più toccante ed emozionante dalla voce del presidente del Circolo trentino
di Colonia (Germania), Alessandro Mosna, che accompagnandosi all’organo ha intonato
un suggestivo «Ave Maria», in memoria delle vittime di Marcinelle e di tutti
gli emigrati morti sul lavoro.
Finita
la santa messa, il presidente della Trentini nel Mondo, Ferruccio Pisoni, ha
detto che questi incontri devono innanzi tutto servire per ricordare i grandi
sacrifici che i nostri emigrati all’estero dovevano affrontare, spesso lavorando
in condizioni durissime e pericolosissime.
Dopo il
breve discorso del presidente Pisoni, la parola è passata a Giuseppe Filippi,
presidente del Circolo trentino di Charleroi (Belgio), che ha salutato tutti
i presenti ed ha ringraziato
Poi è stata
la volta di Aldo Degaudez, membro di giunta dell’associazione, che ha ricostruito
gli angosciosi eventi di quella triste mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera
Bois du Cazier a Marcinelle e ha ricordato l’unico trentino perito nella tragedia,
Primo Leonardelli. A Marcinelle una campana di bronzo del peso di 440 chili,
dedicata agli oltre 400 orfani, l’8 agosto di ogni anno suona 262 rintocchi,
un rintocco per ogni vittima.
Nella sua
relazione Degaudez ha fatto riferimento anche ad altre disgrazie avvenute in
altri luoghi: come nella miniera di Monongah nel West Virginia (Stati Uniti),
dove i morti sarebbe stati oltre novecento, anche se i dati ufficiali parlano
di 361 vittime, delle quali 171 italiane; a Dowson nel New Mexico al confine con il Colorado
(Stati Uniti) e a Superior, una cittadina vicino a Rockspring nel Wyoming (Stati
Uniti); a Mattmark nell’Alta Valle della Saas nel Vallese (Svizzera) durante
la costruzione di una diga e nell’Arlberg (Austria) durante la costruzione della
ferrovia. Tutte tragedie in cui centinaia di persone, tra cui anche trentini,
hanno perso la vita.
Degaudez
ha terminato il suo ricordo solenne delle vittime mettendo in evidenza che proprio
la tragedia dell’8 agosto 1956, con i suoi numerosi lutti, ha reso l’opinione
pubblica cosciente della situazione di sfruttamento che esisteva in miniera;
in Europa, soprattutto dopo Marcinelle, la consapevolezza della necessità di
garantire condizioni di maggiore rispetto della dignità dei lavoratori, ha fatto
passi da gigante.
Si è poi
continuato con un pranzo tipico a base di polenta, spezzatino, salsicce e crauti,
preparato egregiamente dal Coro