ITALIANI
ALL’ESTERO
Gino Bucchino: Allarme per la rete consolare
onoraria del Canada
Lettera aperta al Vice Ministro degli Affari
Esteri Franco Danieli
ROMA - Gino Bucchino, deputato eletto nella
ripartizione del Nord e Centro America, è preoccupato per la situazione della
rete consolare onoraria del Canada, che egli definisce, in una lettera aperta
al vice ministro con la delega per gli italiani nel mondo Franco Danieli, “solo
la punta dell’iceberg di un annoso problema che riguarda tutta la rete consolare
italiana nel mondo”. Qui di seguito il testo della lettera aperta.
Egregio Signor Vice Ministro,
nel preannunciarLe la presentazione, alla
riapertura dei lavori parlamentari, di una interpellanza urgente (nella speranza
che questa diventi inutile e superata da un Suo sollecito intervento al riguardo)
mi preme renderLe previamente noto le motivazioni di detta interpellanza e portare
alla Sua attenzione la gravissima situazione nella quale versa la rete consolare
onoraria del Canada la quale, purtroppo, è solo la punta dell’iceberg di un
annoso problema che riguarda tutta la rete consolare italiana nel mondo. La
comunicazione del MAE inviata a tutta la rete in data 22 maggio u.s. nella quale
si fa presente che “l’Amministrazione si sta attivamente adoperando
affinché le risorse destinate alla rete onoraria siano adeguatamente integrate”
non sembra possa dare luogo a soluzioni di carattere definitivo.
In un clima di contrazione generalizzata
della spesa pubblica e di conseguenti minor risorse assegnate al Ministero degli Affari Esteri e
in mancanza di una nuova politica di attenzione verso gli italiani all’estero,
l’operazione che oggi si sta compiendo consiste nel continuare a tagliare la
torta dei fondi a disposizione in fette sempre più piccole. A mio parere, invece,
si imporrebbe una vera rivoluzione culturale che preveda, ad esempio, di pensare
a “nuovi” consolati: più moderni e con meno personale dall’Italia (mi chiedo
perché a Toronto, New York, ecc. ci siano autisti giunti dall’Italia).
A mio parere sarebbe assai utile decidere
una scala delle priorità che preveda di rivedere la cosiddetta rete consolare
di prima categoria. In tal senso mi permetto di fare un confronto, senza che
questo voglia rappresentare un motivo di polemica e attrito, tra il caso Svizzera,
dove esiste una rete consolare capillare e al contempo ci si può spostare su
brevi distanze, rispetto a quello di, per citarne alcuni, Canada, Stati Uniti
e Australia, dove capita invece di dover prendere l’aereo per raggiungere il
più vicino consolato.
Nell’analisi della scala delle priorità
credo che una rete di consolati onorari ben strutturata sia un’esigenza che
meriterebbe la precedenza rispetto a tante altre spese dal momento che,
in ultima analisi, si traduce per l’Amministrazione in una fonte di risparmio
e non di maggiori spese. Non a caso, paesi che hanno
una gestione della cosa pubblica attenta ed oculata, continuano a ridurre il
numero dei consolati di prima categoria potenziando parallelamente la
rete onoraria.
Nella circoscrizione consolare di Toronto,
grande tre volte l’Italia e con una comunità di grandi dimensioni presente su
tutto il territorio, la rete dei consolati onorari è uno strumento
indispensabile per assicurare adeguati servizi ai nostri connazionali.
E, proprio a causa dei costi e delle difficoltà nel far quadrare il bilancio,
esiste il concreto pericolo che alcuni consoli onorari rinuncino al loro incarico.
Qualora la paventata ipotesi di chiusura dei consolati onorari di Brantford,
Kingston e Sault S.te Marie si traducesse in realtà, le pratiche finora sbrigate
localmente dovrebbero essere trasmesse al Consolato di Toronto con, conseguentemente,
costi di gran lunga maggiori.
La prego quindi, Signor Vice Ministro,
di adoperarsi per dare un segnale di attenzione nei confronti dei nostri connazionali
intervenendo con l’autorità conferitaLe dal Suo alto mandato e fermare la decisione
del MAE di chiudere i sopracitati consolati onorari.
Mi è gradita l’occasione per porgerLe i
più sinceri auguri di buon lavoro (Gino Bucchino