ITALIANI
ALL’ESTERO
Riunione dell’Intercomites Spagna
La comunità italiana continua a crescere.
Sempre più inadeguate le risorse per la rete consolare e le scuole italiane
BARCELLONA - L’Intercomites Spagna si è riunito recentemente
a Barcellona sotto la presidenza del dott. Almerino Furlan.
L’organismo della collettività italiana italiana in Spagna,
composto, oltre che dal presidente Furlan, dalla dott. Cristina Bandettini,
presidente del Comites di Barcellona e dal dott. Carlo Conterio presidente del
Comites delle Canarie, ha preso in esame la situazione istituzionale della collettività
italiana ed i problemi emergenti.
Dal documento finale della riunione emergono alcuni dati
fondamentali: la collettività italiana in Spagna continua a crescere. Negli
ultimi dieci anni – si legge nel documento – la presenza italiana a Madrid è
cresciuta del 400%, mentre quella di Barcellona di un 300%. L’ultimo dato fornito
da una rilevazione dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE) fissa il numero
degli italiani in 135.000, mentre i turisti italiani che hanno scelto
A fronte di queste cifre in aumento non si è riscontrato
un altrettanto incremento nelle risorse umane dei nostri Consolati né un incremento
delle disponibilità finanziarie, al punto che i Consoli Generali sono stati
costretti a ridurre ulteriormente le già scarse sovvenzioni ai Consolati onorari
disseminati nel resto del Paese.
Ma le lamentele dell’Intercomites no si fermano qui.
Il carico di lavoro nei Consolati, si legge nel documento, è cresciuto a dismisura
da rendere vana ogni riorganizzazione dei servizi interni; conseguenza inevitabile,
quindi, è stata la limitazione del rapporto col pubblico, con negative ripercussioni
sui tempi di risposta alle richieste e conseguente malcontento dei tanti che
continuano ad ingrossare le code davanti agli uffici. La recente decisione di
affidare ai Consolati Generali il compito di rilasciare le carte d’identità
sarà un ulteriore elemento di aggravamento della situazione.
Tale negativa situazione incide pesantemente sull’immagine
del nostro Paese che non riesce ad assicurare un servizio fondamentale quale
quello consolare e lo sconcerto aumenta ancora più quando viene a mancare addirittura
il contatto telefonico, sostituito parzialmente da quello telematico.
I Comites sono assolutamente insoddisfatti della quantità
di servizio che le Istituzioni erogano e per questo sono mobilitati a far sì
che l’Amministrazione, ma anche il Parlamento, siano informati delle situazioni
di necessità in cui versano i Consolati Generali in Spagna.
Per quanto attiene al funzionamento dei Comites, questa
si svolge con regolarità tenendo presenti le scarse risorse disponibili. Ciò
nonostante ogni Comites ha attivato un proprio portale col quale gestisce il
rapporto con la collettività.
Altro problema che rischia di esplodere è quello delle
Scuole italiane in Spagna. Le Scuole pubbliche italiane di Madrid e Barcellona
vivono il forte aumento della domanda con risposte differenti, mentre Barcellona
ha già in programma un ampiamento dell`edificio delle Scuole elementari e medie
(locali di proprietà della Casa degli Italiani ) a Madrid, essendo i locali
di proprietà demaniale, e non avendo fondi disponibili per adeguare le strutture
alle richieste,
Il Comites di Madrid, visti i problemi e le difficoltà
della Scuola, ha votato una mozione inoltrata a tutte le autorità competenti,
prima fra tutte, il Vice Ministro Danieli, con l`obiettivo di riaffermare il
duplice ruolo della scuola italiana: educazione e formazione dei figli dei connazionali;
diffusione della lingua e della cultura italiana ed integrazione delle due collettività.
La riunione dell’Intercomites si è conclusa con la richiesta
al Governo di aumentare l’organico del Consolato di Madrid di un 50% e di un
30% per quello di Barcellona.
L’Intercomites chiede un potenziamento della rete consolare
onoraria con l’erogazione di contributi integrativi. Chiede inoltre lo snellimento
delle pratiche burocratiche attraverso l’adozione di strumenti e procedure informatiche. Ma, soprattutto,
i Comites chiedono l’agevolazione dei rapporti tra le varie Amministrazioni
chiamate ad erogare i servizi per gli italiani all’estero (MAE, Ministero dell’Interno,
Comuni…).Cambiare si può - afferma l’Intercomites -e nell’era dell’informatizzazione
e dello sviluppo tecnologico è possibile erogare servizi più rapidi e meno costosi,
evitando disagi ai cittadini e contribuendo a dare un’immagine diversa
del nostro Paese. (