INFORM - N. 152 - 8 agosto 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Luciano Neri: “Marcinelle , un monito contemporaneo per i diritti delle persone e del lavoro”

 

ROMA - Dopo la visita del vice ministro agli Esteri Franco Danieli, venerdì 3 agosto, a Marcinelle, oggi è il suo consigliere politico Luciano Neri a rendere omaggio, nella città belga, ai lavoratori italiani morti nella tragedia mineraria di 51 anni fa, al Bois du Cazier.

“La tragedia di Marcinelle deve essere un insegnamento per l'oggi”, ha sottolineato Danieli, dopo aver depositato una corona di fiori sul monumento che ricorda i caduti, riferendosi all’inaccettabile prezzo - oltre mille morti all’anno sul posto di lavoro - pagato ancora oggi in Italia. E sullo stesso concetto insiste Luciano Neri nell’intervista rilasciata alla redazione di www.dlmondo.it, che qui pubblichiamo.

Con quali sentimenti oggi si ricorda quell’evento che appare così lontano nel tempo ma in realtà ancora contemporaneo?

C’é sempre un filo di dolore, ogni anno, nel ricordare i 262 lavoratori, dei quali 136 italiani, morti in condizioni drammatiche, la cui larghissima maggioranza erano molto giovani, alcuni addirittura dei bambini. E solo dopo quella tragedia che è stata alzata l’età minima per entrare in miniera, e perché le autorità europee cominciassero a prendere in considerazione i problemi della sicurezza e ad approvare le prime leggi sulla sicurezza in miniera.

Venerdì scorso il vice ministro Danieli si è recato a Marcinelle dove ha incontrato i familiari delle vittime, la associazione degli ex minatori, il direttore del Bois du Cazier e una folta rappresentanza della comunità italiana. Quali sono stati gli elementi essenziali della visita e quali iniziative concrete sono state illustrate?

Sono stati incontri come al solito molto intensi sotto il profilo umano ma sopratutto molto produttivi dal punto vista operativo. Con  molte di queste persone vi è un rapporto personale che il vice ministro intrattiene da tempo. Naturalmente oltre all’aspetto del ricordo e della solidarietá con le famiglie e con i sopravissuti, il vice ministro Danieli ha affrontato e illustrato alla direzione del Bois du Cazier , alla associazione degli ex minatori e alle autorità diplomatiche e consolari, i diversi interventi collegati alla attività che è stata portata avanti a Marcinelle. Tre i temi prioritari illustrati: il progetto del museo della emigrazione italiana, nel quale le vicende di Marcinelle e l’impegno del Bois du Cazier troveranno una collocazione prioritaria, la ricerca su un altra tragedia sconosciuta de lavoro italiano, quella di Monongah nel West Virgina, dove morirono piú di 176 connazionali  e terzo l’impegno per la sicurezza sul lavoro a partire dalla recente legge delega votata dal parlamento.

Questa della sicurezza sul lavoro è una vera e propria emergenza in Italia , e però ce anche chi ha considerato la recente legge eccessivamente rigorosa e penalizzante. Cosa ne pensa?

E’ la situazione concreta che richiede interventi rigorosi per avviare un processo che interrompa le migliaia di morti e inverta rapidamente rotta. E’ inaccettabile il prezzo altissimo di vite umane pagato sopratutto dai lavoratori più deboli nella catena produttiva, dai piú poveri, da quelli costretti a lavorare in nero e in condizioni pericolose, senza garanzie ne diritti. Oltre 2000 morti ogni anno, oltre il 50% delle aziende ispezionate che lavorano in nero o fuorilegge. Come si puó pensare di andare avanti cosi? Che sia dunque la benvenuta una legge cosi rigorosa che prevede per la prima volta anche la chiusura di quelle aziende che lavorano nella piú totale illegalità. Ovviamente non basta mai una legge da sola, è necessario attivare controlli rigorosi, una informazione finalizzata alla prevenzione e la crescita di una cultura della legalità ma, accanto a tutto questo ci devono essere misure repressive certe e sanzioni amministrative e penali adeguate, altrimenti continuerà lo stillicidio vergognoso delle morti per lavoro. (www.dlmondo.it/Inform)

 


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