ITALIANI
ALL’ESTERO
Luciano Neri: “Marcinelle , un monito contemporaneo
per i diritti delle persone e del lavoro”
ROMA - Dopo la visita del vice ministro
agli Esteri Franco Danieli, venerdì 3 agosto, a Marcinelle, oggi è il suo consigliere
politico Luciano Neri a rendere omaggio, nella città belga, ai lavoratori italiani
morti nella tragedia mineraria di 51 anni fa, al Bois du Cazier.
“La tragedia di Marcinelle deve essere
un insegnamento per l'oggi”, ha sottolineato Danieli, dopo aver depositato una
corona di fiori sul monumento che ricorda i caduti, riferendosi all’inaccettabile
prezzo - oltre mille morti all’anno sul posto di lavoro - pagato ancora oggi
in Italia. E sullo stesso concetto insiste Luciano Neri nell’intervista rilasciata
alla redazione di www.dlmondo.it, che qui
pubblichiamo.
Con
quali sentimenti oggi si ricorda quell’evento che appare così lontano nel tempo
ma in realtà ancora contemporaneo?
C’é sempre un filo di dolore, ogni anno,
nel ricordare i 262 lavoratori, dei quali 136 italiani, morti in condizioni
drammatiche, la cui larghissima maggioranza erano molto giovani, alcuni addirittura
dei bambini. E solo dopo quella tragedia che è stata alzata l’età minima per
entrare in miniera, e perché le autorità europee cominciassero a prendere in
considerazione i problemi della sicurezza e ad approvare le prime leggi sulla
sicurezza in miniera.
Venerdì
scorso il vice ministro Danieli si è recato a Marcinelle dove ha incontrato
i familiari delle vittime, la associazione degli ex minatori, il direttore del
Bois du Cazier e una folta rappresentanza della comunità italiana. Quali sono
stati gli elementi essenziali della visita e quali iniziative concrete sono
state illustrate?
Sono stati incontri come al solito molto
intensi sotto il profilo umano ma sopratutto molto produttivi dal punto vista
operativo. Con molte di queste persone
vi è un rapporto personale che il vice ministro intrattiene da tempo. Naturalmente
oltre all’aspetto del ricordo e della solidarietá con le famiglie e con i sopravissuti,
il vice ministro Danieli ha affrontato e illustrato alla direzione del Bois
du Cazier , alla associazione degli ex minatori e alle autorità diplomatiche
e consolari, i diversi interventi collegati alla attività che è stata portata
avanti a Marcinelle. Tre i temi prioritari illustrati: il progetto del museo
della emigrazione italiana, nel quale le vicende di Marcinelle e l’impegno del
Bois du Cazier troveranno una collocazione prioritaria, la ricerca su un altra
tragedia sconosciuta de lavoro italiano, quella di Monongah nel West Virgina,
dove morirono piú di 176 connazionali e terzo l’impegno per la sicurezza sul lavoro
a partire dalla recente legge delega votata dal parlamento.
Questa
della sicurezza sul lavoro è una vera e propria emergenza in Italia , e però
ce anche chi ha considerato la recente legge eccessivamente rigorosa e penalizzante.
Cosa ne pensa?
E’ la situazione concreta che richiede
interventi rigorosi per avviare un processo che interrompa le migliaia di morti
e inverta rapidamente rotta. E’ inaccettabile il prezzo altissimo di vite umane
pagato sopratutto dai lavoratori più deboli nella catena produttiva, dai piú
poveri, da quelli costretti a lavorare in nero e in condizioni pericolose, senza
garanzie ne diritti. Oltre 2000 morti ogni anno, oltre il 50% delle aziende
ispezionate che lavorano in nero o fuorilegge. Come si puó pensare di andare
avanti cosi? Che sia dunque la benvenuta una legge cosi rigorosa che prevede
per la prima volta anche la chiusura di quelle aziende che lavorano nella piú
totale illegalità. Ovviamente non basta mai una legge da sola, è necessario
attivare controlli rigorosi, una informazione finalizzata alla prevenzione e
la crescita di una cultura della legalità ma, accanto a tutto questo ci devono
essere misure repressive certe e sanzioni amministrative e penali adeguate,
altrimenti continuerà lo stillicidio vergognoso delle morti per lavoro. (www.dlmondo.it/