INFORM - N. 151 - 7 agosto 2007


IMMIGRAZIONE

Sardegna impegnata con gli sbarchi di extracomunitari: psicologi e mediatori a lavoro

 

CAGLIARI - L’intensificarsi, in Sardegna, di sbarchi di extracomunitari provenienti dal Nord Africa comincia a porre i problemi di accoglienza già affrontati a tempo in Sicilia, a Lampedusa e a Pantelleria. I migranti necessitano di essere assistiti sul piano materiale (acqua, cibo, vestiti, un posto letto) e morale, per iniziare a capire la loro storia anche in vista del successivo procedimento di identificazione.

La Provincia di Cagliari, sotto questo ultimo aspetto, da metà luglio ad oggi, ha fornito supporto psicologico a circa 100 clandestini sbarcati sulle coste meridionali della Sardegna, attraverso quattro psicologhe dell'assessorato alle Politiche sociali e altrettanti mediatori culturali.

“Si fidano di noi”, affermano le professioniste, “perché non abbiamo una divisa e non incutiamo timore. Siamo disponibili 24 ore su 24, li soccorriamo circa dodici ore dopo lo sbarco, su avviso della prefettura di Cagliari, quando l'identificazione è avvenuta, ed effettuiamo un colloquio umanitario per capire i motivi, sempre gli stessi, che li hanno spinti ad affrontare un viaggio che mette a repentaglio la loro vita, insidioso e senza certezze: non hanno lavoro e vivono in condizioni disumane. Alcuni clandestini parlano di guerra e coprifuoco, informazioni che andrebbero verificate”. Gli extracomunitari sono quasi tutti algerini, uomini e donne tra i 20 e 30 anni. L’ assessore alle Politiche sociali Angela Quaquero annuncia: “Stiamo predisponendo un questionario, d'intesa con questura e prefettura, per monitorare il fenomeno, raccogliere dati e capire dove e come è meglio intervenire”.

Questi primi risultati mostrano che forse si sta definendo una nuova rotta diretta dall’Algeria alla Sardegna, che si aggiunge a quelle ormai ben note dalla Libia a Lampedusa.

L'assessorato provinciale alle Politiche sociali ha avviato anche un'azione di coordinamento delle associazioni di volontariato, in primo luogo la Caritas, che prestano soccorso materiale ai clandestini appena sbarcano.

Proprio l’azione di coordinamento sviluppata dagli enti locali rappresenta un fattore chiave di successo dell’assistenza ai migranti, per garantirne l’efficienza e l’aderenza ai loro bisogni. (Francesca Mascellini-Inform)

 


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