IMMIGRAZIONE
Sardegna impegnata con gli sbarchi di extracomunitari:
psicologi e mediatori a lavoro
CAGLIARI - L’intensificarsi, in Sardegna, di sbarchi
di extracomunitari provenienti dal Nord Africa comincia a porre i problemi di
accoglienza già affrontati a tempo in Sicilia, a Lampedusa e a Pantelleria.
I migranti necessitano di essere assistiti sul piano materiale (acqua, cibo,
vestiti, un posto letto) e morale, per iniziare a capire la loro storia anche
in vista del successivo procedimento di identificazione.
“Si fidano di noi”, affermano le professioniste, “perché
non abbiamo una divisa e non incutiamo timore. Siamo disponibili 24 ore su 24,
li soccorriamo circa dodici ore dopo lo sbarco, su avviso della prefettura di
Cagliari, quando l'identificazione è avvenuta, ed effettuiamo un colloquio umanitario
per capire i motivi, sempre gli stessi, che li hanno spinti ad affrontare un
viaggio che mette a repentaglio la loro vita, insidioso e senza certezze: non
hanno lavoro e vivono in condizioni disumane. Alcuni clandestini parlano di
guerra e coprifuoco, informazioni che andrebbero verificate”. Gli extracomunitari
sono quasi tutti algerini, uomini e donne tra i 20 e 30 anni. L’ assessore alle
Politiche sociali Angela Quaquero annuncia: “Stiamo predisponendo un questionario,
d'intesa con questura e prefettura, per monitorare il fenomeno, raccogliere
dati e capire dove e come è meglio intervenire”.
Questi primi risultati mostrano che forse si sta definendo
una nuova rotta diretta dall’Algeria alla Sardegna, che si aggiunge a quelle
ormai ben note dalla Libia a Lampedusa.
L'assessorato provinciale alle Politiche sociali ha avviato
anche un'azione di coordinamento delle associazioni di volontariato, in primo
luogo
Proprio l’azione di coordinamento sviluppata dagli enti
locali rappresenta un fattore chiave di successo dell’assistenza ai migranti,
per garantirne l’efficienza e l’aderenza ai loro bisogni. (Francesca Mascellini-