PATRONATI
Il
Patronato Inas-Cisl replica a L’Espresso
Panero: senza il nostro lavoro molti perderebbero
i propri diritti
ROMA - Il patronato Inas-Cisl risponde all’articolo di
Stefano Livadiotti, pubblicato sull’Espresso di questa settimana, in cui si
traccia un attacco generale al ruolo del sindacato nel nostro Paese. “Un attacco,
spiega il presidente del patronato Giancarlo Panero, che fa da contraltare a
quello contro la classe politica, oggi sotto accusa per il suo rapporto distonico
con i suoi elettori”.
“L’articolo necessita di alcune precisazioni, a partire
da quella per cui ai patronati si attribuisce una convenzione con l’Inps. In
realtà, il nostro ruolo è ben diverso: per dettato costituzionale, infatti,
a noi è affidata la tutela di parte dei lavoratori, che approda anche – in alcuni
casi – al contenzioso con l’ente previdenziale. La nostra missione è stata riconfermata
anche dalla sentenza con cui
“Crediamo fermamente nel valore del nostro lavoro – dice
il presidente dell’Inas – che portiamo avanti anche attraverso una rete di servizi
di assistenza per gli Italiani all’estero, che avrebbero seri problemi senza
il nostro aiuto, a causa dell’attuale riduzione delle strutture consolari. Siamo
ugualmente orgogliosi di contribuire al mantenimento e all’incremento degli
iscritti alla Cisl, perché questo significa che viene apprezzata la qualità
del nostro lavoro”.
Per quanto riguarda il finanziamento dei patronati, Panero
precisa: “Tutti i bilanci hanno la supervisione del Ministero del lavoro, cui
sono affidati i compiti di vigilanza nei nostri confronti. Questi soldi servono
a coprire solo una parte del servizio offerto da oltre 1.200 operatori dell’Inas
in Italia e all’estero – che realizzano due milioni e mezzo di contatti all’anno
da cui si attivano circa un milione di pratiche - e da più di 8.000 lavoratori
di tutti i patronati, che operano spesso in zone dove lo Stato non fornisce
questo tipo di assistenza. C’è da chiedersi quanto tutto questo costerebbe,
se fosse affidato alla pubblica amministrazione. Per non parlare del fatto che
lavoratori, immigrati e pensionati, senza il nostro aiuto gratuito, potrebbero
essere tutelati solo pagando dei consulenti. Sarebbero in molti, in tal caso,
a non poter far valere i propri diritti”.
Panero sottolinea, infine, che “tutta la nostra attività
è condotta in totale trasparenza. Lo dimostra il nostro bilancio sociale, alla
sua terza edizione quest’anno: è un modo per rendere conto di quanto facciamo,
ai nostri interlocutori istituzionali e non. Interlocutori che, per tre anni,
ci hanno confermato la loro fiducia: i bilanci pubblicati hanno infatti registrato
il 98% di utenti soddisfatti dei nostri servizi, il riconoscimento della qualità
del nostro lavoro da parte degli Enti previdenziali e l’approvazione delle strutture
della Cisl”. (