VOTO
ALL’ESTERO
Per
il video sui presunti brogli elettorali
Randazzo e Fedi querelano Rajo, una giornalista
e il direttore di “Repubblica.it”
In arrivo altre querele
ROMA - Il senatore Nino Randazzo e l'onorevole Marco
Fedi, eletti nelle liste dell'Unione-Prodi nella ripartizione elettorale Africa-Asia-Oceania-Antartide
della circoscrizione Estero nelle elezioni politiche del 2006, con l'assistenza
degli avvovati Gian Michele Gentile e Marco Gentile dello "Studio Legale
Associato Mereu-Gentile" di Roma, hanno presentato querela nei confronti
di Paolo Rajo, di Sydney, della giornalista Alessia Manfredi e del direttore
responsabile di "Repubblica.it", di Roma, per il reato di diffamazione
a mezzo stampa, commesso con la diffusione di un video, contenente un falso,
in data 9 luglio 2007, nel quale sarebbero rappresentati brogli elettorali nell'espressione
del voto a favore dei due parlamentari eletti.
La querela - sottoscritta presso gli uffici della Stazione
Carabinieri di Roma San Lorenzo in Lucina - è stata presentata alla Procura
della Repubblica di Roma, dinanzi alla quale è già pendente l'indagine avviata
d'ufficio in merito alla diffusione del video ed ha ad oggetto anche le dichiarazioni
rese dall'autore del video alla stampa nei giorni successivi alla diffusione
del filmato.
Altra querela - è detto in un comunicato - verrà presentata
nei prossimi giorni, sempre per il reato di diffamazione a mezzo stampa, nei
confronti del sig. Joe Cossari, di Melbourne, referente di Forza Italia, per
le dichiarazioni rese l'11 e il 17 luglio 2007, e nei confronti del giornalista
Mattias Mainiero e del direttore del quotidiano "Libero", per gli
articoli pubblicati in data 11 luglio 2007.
Contemporaneamente il sen. Randazzo e l'on. Fedi avviano
analoga azione legale in Australia con richiesta di risarcimento per danni morali
e materiali
Il senatore Randazzo e l'onorevole Fedi - così termina
il comunicato - intendono, con tale iniziativa, smascherare lo squallido tentativo
di aggressione alla loro reputazione posto in essere con detta diffusione di
video e dichiarazioni varie, e porre fine ad ogni ulteriore speculazione sulla
legittimità della loro elezione al Parlamento della Repubblica e del voto del
2006. (