FARNESINA
Presentato lo spot televisivo che promuove
l’utilizzo dei siti “Viaggiare Sicuri e “Dove siamo nel mondo”
Con la loro simpatia Syusy Blady e Patrizio
Roversi chiedono agli italiani di segnalare volontariamente all’Unità di Crisi
il loro viaggio all’estero. Danieli: “I turisti vivano il mondo con razionalità,
intelligenza, evitando eccessivi pericoli”
ROMA - “Fai un click e viaggi sicuro”.
Con questa frase si chiude lo spot televisivo istituzionale realizzato dal ministero
degli Affari Esteri per promuovere l’utilizzo di “Dove siamo nel mondo” e “Viaggiare
Sicuri”: i due siti per gli italiani che si accingono ad andare all’estero per
le vacanze.
Collegandosi a www.dovesiamonelmondo.it. chi sta
per lasciare l’Italia può infatti registrare, su base volontaria, i propri dati
e la propria destinazione nell’archivio dell’Unità di Crisi della Farnesina.
Un accorgimento che, in caso di situazioni d’emergenza, consentirà di pianificare
con maggiore rapidità gli interventi di soccorso. Le segnalazioni dei viaggiatori
vengono registrate da 30 giorni prima della partenza ed automaticamente cancellate
48 ore dopo la data programmata di rientro in Italia. Nel sito vi è anche uno
spazio dedicato alle aziende che desiderano segnalare la presenza dei loro dipendenti
all’estero.
L’altro portale, www.viaggiaresicuri.it, offre invece
agli utenti che vogliono viaggiare dettagliate informazioni sulle modalità doganali,
d’ingresso, sulle situazioni sanitarie, sui servizi di telefonia e sulla condizioni
di sicurezza dei vari paesi del mondo. Un sito costantemente aggiornato, realizzato
in collaborazione con l’Aci, che viene molto seguito ed apprezzato anche dalle
agenzie di viaggio e dai tour operator che variano l’offerta dei loro pacchetti
turistici sulla base delle informazioni fornite dal sito. Notizie che possono
essere acquisite anche tramite call center al numero 06/491115.
Nello spot televisivo promosso dalla Farnesina,
che è stato realizzato con la collaborazione della società “Sea Studio Art
“Questo spot è una tappa ulteriore dell’opera
d’informazione e sensibilizzazione promossa dal ministero degli Esteri per i
nostri connazionali in viaggio”, ha spiegato il vice ministro Franco Danieli.
“Alcune categorie di cittadini italiani che si recano all’estero spesso vanno
incontro a pericoli. Vi sono ad esempio i giornalisti che svolgono un’attività
d’informazione puntuale e corretta, i missionari che operano in zone pericolose
e devono continuarlo a fare e quei lavoratori che sono chiamati a portare avanti
le loro mansioni in luoghi a rischio. Per queste categorie è implicito un elemento
d’incertezza e preoccupazione. Per chi si reca in vacanza all’estero la cosa
è diversa. Il nostro invito ai turisti, che spesso vogliono un viaggio improntato
alla scoperta, è di cercare di vivere il mondo con razionalità, intelligenza,
evitando pericoli eccessivi”.
Naturalmente il servizio offerto riguarda
tutti i cittadini italiani, quindi non si fa differenza fra i connazionali residenti
in patria o all’estero. “E’ evidente però che parliamo di viaggi in uscita dal
territorio nazionale”, ha precisato Danieli. “Non potremmo gestire quotidianamente
gli spostamenti che all’interno dell’Argentina o del Brasile compie nella vita
di tutti i giorni un cittadino italiano ivi residente”. Non vi sono però limitazioni
per quanto riguarda questo servizio offerto dal ministero degli Esteri: E Danieli
ha voluto ricordare che “i cittadini italiani che risiedono nel mondo ed hanno
vissuto condizioni di pericolo sono stati assistiti dall’Unità di Crisi, come
nel caso dei connazionali sequestrati in Venezuela o dei milleduecento italiani,
stabilmente residenti in Libano, che abbiamo evacuato durante i bombardamenti”.
Dopo l’intervento telefonico di Susy Blady
che si è detta speranzosa in una positiva ricaduta del messaggio istituzionale
sui tanti turisti italiani che andranno per le vacanze all’estero, Patrizio
Roversi ha evidenziato come “viaggiare e fare turismo sia una cosa importante
a metà fra un diritto e un dovere. Possono capitare situazioni incresciose –
ha aggiunto - ma è essenziale stimolare il turista ad informarsi e ad affidarsi
sempre a qualcuno. Andare da solo spesso non paga. Bisogna dare un senso di
sicurezza a chi va in giro per il mondo attraverso queste innovazioni tecnologiche
e collegandolo con le ambasciate, i consolati e le comunità italiane all’estero
che rappresentano una vera e propria agenzia di socializzazione”.
Durante l’incontro, che è stato seguito
dai capi dell’Unità di Crisi Elisabetta Belloni e del servizio Stampa e