INFORM - N. 148 - 2 agosto 2007


ASSOCIAZIONI

la FIEI sul nuovo Bando di formazione professionale all'estero del Ministero del Lavoro

“Un positivo elemento di innovazione”

 

ROMA - Il nuovo bando del Ministero del Lavoro relativo alla formazione professionale per gli italiani residenti nei paesi extra UE, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, costituisce un positivo elemento di innovazione da parte della Direzione Generale per la Formazione Professionale sia per il merito che per il metodo utilizzato per la sua definizione e stesura.

La FIEI, che nel passato non ha lesinato critiche alla gestione di questo bando, riconosce che per la prima volta, dopo molti anni, si è operato in modo rigoroso quanto alla definizione qualitativa e quantitativa dei fabbisogni formativi degli italiani all'estero, nonchè alla definizione delle aree territoriali e tematiche di intervento.

Anche sul piano dell'individuazione dei soggetti che possono candidarsi alla gestione di queste attività - di notevole importanza per le nostre comunità assieme a quelli per l'insegnamento della lingua e della cultura-, si riconosce l'elemento più volte rivendicato, di un insediamento reale all'estero, di competenze ed esperienze certificabili e dimostrabili in questo settore.

Ulteriore importante innovazione sono le modalità previste per la trasparenza e il controllo degli interventi, nel quale vengono coinvolte anche le rappresentanze elette dai nostri emigrati (Comites).

Questo positivo risultato, da auspicare per il complesso degli interventi destinati ai nostri connazionali nel mondo, è l'esito di una pratica e di un metodo di consultazione ampio e approfondito che ha coinvolto la V Commissione del CGIE, diretta da Franco Santellocco e il CGIE nel suo complesso, trovando nella Direzione Generale della Formazione Professionale presso il Ministero del Lavoro - diretta dalla dottoressa Vera Marincioni - e nelle strutture tecniche dello stesso Ministero, l'adeguata attenzione e sensibilità.

Il metodo di partecipazione applicato in questo caso, costituisce una indicazione indispensabile e un punto fermo per il futuro - conclude la FIEI - a cui il CGIE e l'associazionismo, debbono saper richiamare il complesso della machina amministrativa sia a livello centrale (MAE, ecc.) che periferico (Regioni). (Inform)

 

 


Vai a: