CINEMA
Se ne è andato
Michelangelo Antonioni
ROMA - Si è spento a 94 anni un grande
del cinema: Michelangelo Antonioni. Il cineasta è morto la sera del 30 luglio. Si è spento serenamente
in casa, su una poltrona, con accanto la moglie Enrica Fico. Era nato a Ferrara
il 29 settembre 19
Alla sua scuola si sono riferiti importanti registi quali Akira Kurosawa,
Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Wim Wenders.
Spesso definito come regista borghese e autore della crisi, dopo aver collaborato
alla sceneggiatura di “Un pilota ritorna” (1942) di Rossellini e lavorato come
aiuto-regista per Marcel Carné, Michelangelo Antonioni dirige
“Gente del Po” (1943-1947) il suo primo documentario. Il suo lungometraggio
di esordio è “Cronaca di un amore” del 1950, analisi d’una crisi di coppia.
Seguono, tra gli altri, “La signora senza camelie” (1952) e “Le amiche” (1955),
angosciata lettura del racconto “Tra donne sole” di Cesare Pavese.
La
rottura con il neorealismo si evidenzia ne “Il grido” (1954), che sposta dall’ambiente
borghese a quello proletario le tematiche del malessere esistenziale.
“Le amiche”
e “Il grido” precedono quello che molti considerano ancora oggi il suo capolavoro
e l’inizio di una ideale trilogia: “L’ avventura” (1959), “La notte” (1960)
e “L’eclisse” (1962). Monica Vitti è l’interprete principale di tutti e tre
i film. “Deserto rosso”, del 1964, sempre con
Del 1996 è
“Blow up” ambientato in Inghilterra, e vincitore della Palma d’oro al Festival
di Cannes dell’anno seguente. “Zabriskie
Point” (1970) è ambientato nell’America della contestazione giovanile e della
musica rock.
Del 1975 è
“Professione reporter” con Maria Schneider e Jack Nicholson.
Torna al cinema
nell’ 82 con “Identificazione di una donna” con Tomas Milian. Del 1995 sono
“Al di là delle nuvole” , girato con Wim Wenders e l’ultimo “Eros”, per
cui realizza l’episodio “Il filo pericoloso delle cose” . Nel 1995 riceve l’Oscar
alla carriera . (