INFORM - N. 146 - 31 luglio 2007


CINEMA

Se ne è andato Michelangelo Antonioni

 

ROMA -  Si è spento a 94 anni un grande del cinema: Michelangelo Antonioni. Il cineasta è morto  la sera del 30 luglio. Si è spento serenamente in casa, su una poltrona, con accanto la moglie Enrica Fico. Era nato a Ferrara il 29 settembre 1912  .

Alla sua scuola si sono riferiti importanti registi quali Akira Kurosawa, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Wim Wenders.

Spesso definito come regista borghese e autore della crisi, dopo aver collaborato alla sceneggiatura di “Un pilota ritorna” (1942) di Rossellini e lavorato come aiuto-regista per Marcel Carné, Michelangelo Antonioni dirige  “Gente del Po” (1943-1947) il suo primo documentario. Il suo lungometraggio di esordio è “Cronaca di un amore” del 1950, analisi d’una crisi di coppia. Seguono, tra gli altri, “La signora senza camelie” (1952) e “Le amiche” (1955), angosciata lettura del racconto “Tra donne sole” di Cesare Pavese.

La rottura con il neorealismo si evidenzia ne “Il grido” (1954), che sposta dall’ambiente borghese a quello proletario le tematiche del malessere esistenziale.

“Le amiche” e “Il grido” precedono quello che molti considerano ancora oggi il suo capolavoro e l’inizio di una ideale trilogia: “L’ avventura” (1959), “La notte” (1960) e “L’eclisse” (1962). Monica Vitti è l’interprete principale di tutti e tre i film. “Deserto rosso”, del 1964, sempre con la Vitti, segna il suo passaggio al colore. Con questo film Antonioni vince  il primo Leone d’Oro al Festival di Venezia . Il secondo, alla carriera, gli arriva nel 1983.

Del 1996 è “Blow up” ambientato in Inghilterra, e vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes dell’anno seguente.   “Zabriskie Point” (1970) è ambientato nell’America della contestazione giovanile e della musica rock.

Del 1975 è “Professione reporter” con Maria Schneider e Jack Nicholson. 

Torna al cinema nell’ 82 con “Identificazione di una donna” con Tomas Milian. Del 1995 sono  “Al di là delle nuvole” , girato con Wim Wenders e l’ultimo “Eros”, per cui realizza l’episodio “Il filo pericoloso delle cose” . Nel 1995 riceve l’Oscar alla carriera . (Inform)

 


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