INFORM - N. 145 - 30 luglio 2007


IMMIGRAZIONE E IMPRENDITORIA

I dati di Unioncamere

Immigrati: 6 mila “padroncini” in più tra aprile e luglio

In Lombardia la concentrazione maggiore di imprenditoria immigrata. La Toscana resta la “seconda patria” più gettonata

 

ROMA – L'impresa individuale si conferma corsia preferenziale per l'integrazione di tanti immigrati extracomunitari residenti nel nostro Paese. Nel secondo trimestre dell'anno, in Italia, sono state 10.958 le imprese individuali aperte da persone nate al di fuori dei confini dell'Unione Europea, a fronte delle quali 4.770 hanno chiuso i battenti. Questi i dati più significativi di Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sul Registro delle imprese da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane (www.infocamere.it)

Il saldo risultante (+6.188 imprese) ha portato il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati a 218.467 unità, il 2,9% in più rispetto al dato di fine marzo e il 9,1% in più rispetto al valore del giugno 2006. Un dato – dice Unioncamere - che conferma l’eccezionale vitalità dell’imprenditoria immigrata visto che, nonostante l’apporto positivo di queste imprese, il bilancio demografico complessivo delle micro-aziende negli ultimi dodici mesi è stato deficitario per 4mila unità (-0,1%). E tuttavia – precisa Unioncamere -  se confrontata con la rilevazione fatta un anno fa, la crescita su base annuale delle imprese di immigrati fa registrare un rallentamento di circa 4 punti percentuali (tra giugno 2005 e giugno 2006 l’aumento era stato infatti del +13,3%).

Nella classifica delle provenienze, il paese più rappresentato tra le nuove iscrizioni del trimestre è la Cina (1.865 i titolari nati nel celeste impero che hanno iscritto il proprio nome nei registri delle Camere di Commercio).

Subito dietro i nati in Marocco (1.683 nuovi titolari) e in Albania (1.568 nuovi imprenditori). Insieme, i primi tre paesi di provenienza hanno determinato il 47% delle nuove iscrizioni nel periodo considerato. Imprese individuali con titolari non UE iscritte nel II trimestre 2007 (Valori assoluti e peso % sul totale dell imprese non UE iscritte nel periodo)

La crescita del trimestre aprile-giugno si concentra per oltre il 40% nelle costruzioni (2.555 unità in più), tradizionale settore di attività per un gran numero di cittadini immigrati che – soprattutto in questi anni di forte sviluppo del comparto - hanno finito per trasformare un rapporto di dipendenza in una forma di lavoro autonomo. Subito a ridosso segue il contributo del commercio (cresciuto di 1.716 unità) e, più a distanza, quello delle attività manifatturiere (+842 imprese).

La concentrazione maggiore dell’imprenditoria immigrata si registra in termini assoluti in Lombardia (39.684 imprese, il 18,2% di tutte le imprese con titolare non UE), ma è la Toscana che ospita il numero più elevato di imprenditori immigrati in proporzione al numero di imprese individuali residenti: 22.537 su 223.987, in pratica un’impresa ogni 10. Il record provinciale va a Prato, dove un’impresa ogni quattro ha un titolare immigrato.

All’opposto, il valore più basso tra le regioni si rileva in Basilicata (2,2% il peso delle imprese di immigrati sul totale delle imprese individuali) mentre, tra le province, Enna è quella con la presenza più ridotta (1,4%). (Inform)

 


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