IMMIGRAZIONE E IMPRENDITORIA
I dati di Unioncamere
Immigrati: 6 mila “padroncini” in più tra aprile e luglio
In Lombardia la concentrazione maggiore di imprenditoria
immigrata.
ROMA – L'impresa individuale si conferma corsia preferenziale
per l'integrazione di tanti immigrati extracomunitari residenti nel nostro Paese.
Nel secondo trimestre dell'anno, in Italia, sono state 10.958 le imprese individuali
aperte da persone nate al di fuori dei confini dell'Unione Europea, a fronte
delle quali 4.770 hanno chiuso i battenti. Questi i dati più significativi di
Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sul
Registro delle imprese da InfoCamere, la società consortile di informatica delle
Camere di Commercio italiane (www.infocamere.it)
Il saldo risultante (+6.188
imprese) ha portato il totale delle imprese individuali gestite da titolari
immigrati a 218.467 unità, il 2,9% in più rispetto al dato di fine marzo e il
9,1% in più rispetto al valore del giugno 2006. Un dato – dice Unioncamere -
che conferma l’eccezionale vitalità dell’imprenditoria immigrata visto che,
nonostante l’apporto positivo di queste imprese, il bilancio demografico complessivo
delle micro-aziende negli ultimi dodici mesi è stato deficitario per 4mila unità
(-0,1%). E tuttavia – precisa Unioncamere - se confrontata con la rilevazione fatta un anno
fa, la crescita su base annuale delle imprese di immigrati fa registrare un
rallentamento di circa 4 punti percentuali (tra giugno 2005 e giugno 2006 l’aumento
era stato infatti del +13,3%).
Nella classifica delle provenienze,
il paese più rappresentato tra le nuove iscrizioni del trimestre è
Subito dietro i nati in Marocco
(1.683 nuovi titolari) e in Albania (1.568 nuovi imprenditori). Insieme, i primi
tre paesi di provenienza hanno determinato il 47% delle nuove iscrizioni nel
periodo considerato. Imprese individuali con titolari non UE iscritte nel II
trimestre 2007 (Valori assoluti e peso % sul totale dell imprese non UE iscritte
nel periodo)
La crescita del trimestre aprile-giugno
si concentra per oltre il 40% nelle costruzioni (2.555 unità in più), tradizionale
settore di attività per un gran numero di cittadini immigrati che – soprattutto
in questi anni di forte sviluppo del comparto - hanno finito per trasformare
un rapporto di dipendenza in una forma di lavoro autonomo. Subito a ridosso
segue il contributo del commercio (cresciuto di 1.716 unità) e, più a distanza,
quello delle attività manifatturiere (+842 imprese).
La concentrazione maggiore
dell’imprenditoria immigrata si registra in termini assoluti in Lombardia (39.684
imprese, il 18,2% di tutte le imprese con titolare non UE), ma è
All’opposto, il valore più
basso tra le regioni si rileva in Basilicata (2,2% il peso delle imprese di
immigrati sul totale delle imprese individuali) mentre, tra le province, Enna
è quella con la presenza più ridotta (1,4%). (