INFORM - N. 144 - 27 luglio 2007


 

UNICEF-UNHCR 

Appello congiunto per il ritorno a scuola dei bambini iracheni

 

GINEVRA - L'Unicef  e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) hanno lanciato oggi un appello congiunto da 129 milioni di dollari per riportare a scuola decine di migliaia di bambini iracheni costretti ad abbandonare le loro terre d'origine.

Ricordando che un'intera generazione di iracheni potrebbe crescere senza istruzione e in condizione di esclusione sociale, le due agenzie delle Nazioni Unite hanno presentato un piano di sostegno ai paesi che accolgono rifugiati dall'Iraq -  soprattutto Siria e Giordania, ma anche Egitto e Libano - teso a garantire l'istruzione scolastica, durante l'anno scolastico 2007-2008, di altri 155.000 bambini rifugiati iracheni in aggiunta a quelli che già frequentano le scuole nei paesi ospitanti. In totale di oltre 2 milioni di iracheni si sono riversati nei paesi confinanti -  principalmente in Siria e Giordania -  per sfuggire alle continue violenze nel loro paese d'origine. Circa 500.000 di essi sono bambini in età scolare e la maggior parte ha un accesso limitato o inesistente all'istruzione. Giovedì scorso la Giordania ha annunciato la sua disponibilità a permettere a tutti i bambini iracheni presenti nel paese di frequentare le scuole.

"Siamo molto grati alla Giordania per questa decisione dettata da motivi umanitari", ha dichiarato Judy Cheng-Hopkins, assistente Alto Commissario per le operazioni umanitarie. "I paesi d'accoglienza stanno sostenendo uno sforzo enorme per fornire assistenza a milioni di iracheni. Le capacità di risposta dei servizi di base di tali paesi non possono tuttavia far fronte all'elevato numero di rifugiati iracheni, soprattutto per ciò che riguarda l'istruzione. Per tali motivi, chiediamo un sostegno internazionale diretto, nello specifico, a sostenere gli sforzi compiuti da questi generosi paesi d'accoglienza per riportare a scuola i bambini iracheni".

"L'Unicef  considera l'istruzione scolastica una priorità in tutte le situazioni di emergenza, in quanto contribuisce a ripristinare un senso di normalità nella vita dei bambini, aiutandoli a superare traumi psicologici e di altro tipo", ha affermato Perette Vu Thi, vice direttore dell'Ufficio Unicef per i programmi di emergenza. "Finora i governi giordano e siriano hanno fatto fronte all'emergenza in maniera eccezionale, accogliendo gli iracheni come degli ospiti. I bambini iracheni hanno atteso abbastanza: dobbiamo agire ora, in modo che possano  tornare  a scuola quando riprenderanno le lezioni".

L'appello da 129 milioni di dollari lanciato da Unicef e Unhcr evidenzia come, su 300.000 bambini iracheni d'età scolare presenti in Siria, appena 33.000 risultino al momento iscritti a scuola, anche se il governo ha concesso loro pieni diritti in materia di istruzione. In Giordania, il governo stima che i bambini e le bambine iracheni iscritti a scuola siano 19.000, mentre altri 50.000 ne restano invece esclusi. Obiettivo dell'appello congiunto, che copre il periodo che va dall'agosto 2007 sino alla fine del 2008, è di consentire ad altri 100.000 bambini iracheni in Siria, 50.000 in Giordania, 2.000 in Egitto, 1.500 in Libano e 1.500 in altri paesi della regione di frequentare la scuola.

LUnicef e l'Unhcr lavoreranno con i ministeri dell'istruzione e altri partner in ciascuno dei paesi interessati allo scopo di: potenziare le capacità ricettive delle scuole pubbliche; riportare a scuola i bambini che hanno abbandonato gli studi, con particolare attenzione alle bambine ed agli adolescenti; fornire assistenza sul posto e sostegno diretto a circa 12.000 famiglie povere e in condizioni di particolare vulnerabilità; informare le famiglie irachene del fatto che possono mandare nuovamente a scuola i loro bambini.

Gli interventi previsti includono la fornitura di scuole e aule scolastiche prefabbricate; l'individuazione di edifici già esistenti che possano essere utilizzati come scuole temporanee; il potenziamento dei servizi idrici e igienico-sanitari nelle scuole; la costruzione di nuove scuole o di ulteriori aule scolastiche; la ristrutturazione delle scuole esistenti. I doppi turni nelle scuole in funzione costituiranno un'opzione ulteriore. Saranno inoltre affittati o acquistati gli scuolabus per portare i bambini a scuola. L'appello stima che siano necessari più di 4.000 nuovi maestri per i 155.000 bambini aggiuntivi che frequenteranno la scuola se l'obiettivo dell'appello sarà raggiunto. L'Unicef e l'Unhcr copriranno i salari, i costi di formazione e altre spese relative ai nuovi insegnanti.

Molti bambini hanno già perso fino a 3 anni di scuola, e per rispondere alle loro esigenze saranno organizzati appositi corsi di recupero, nonché attività di assistenza psicosociale estese anche ai loro genitori, con l'obiettivo di reinserire i bambini nel sistema scolastico. Sarà fornita una formazione apposita ai maestri ed agli assistenti scolastici, in modo che possano rispondere alle esigenze particolari dei bambini iracheni, molti dei quali hanno vissuto esperienze traumatiche.(sul sito www.unhcr.org il testo completo, in lingua inglese, dell'appello congiunto Unhcr-Unicef ) (Inform)  

 

 


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