INFORM - N. 144 - 27 luglio 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Gente d’Italia: “Cgie, ma quanto ci costi…”

 

MIAMI - La Commissione Continentale per i Paesi Anglofoni si riunisce a Miami per tre giorni – è il fondo di Gente d’Italia quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia -  Sarà un evento storico, a giudicare dalla spesa. Forse le cifre che ci hanno sussurrato non sono esatte. Se lo fossero non ci sarebbe nulla da dire sul piano della legalità formale. Ma molto sul piano etico. Un Paese come il nostro, giustamente scandalizzato per il costo della politica, come giudicherebbe le cifre che così sintetizziamo? Il viaggio per i 15 consiglieri e la segreteria costerà 64mila euro.  Le diarie per i consiglieri comporteranno una spesa di poco più di 15mila euro. L’anno scorso una analoga e memorabile tre giorni a Montreal si concluse con l’approvazione, tra gli altri, di un ordine del giorno – certamente molto apprezzato da tutti gli italiani che vivono all’estero – con il quale si lamentavano “i pesanti disagi imposti dalle restrizioni di viaggio previste dalla Finanziaria 2006, tanto più gravi in quanto i Consiglieri del CGIE prestano la loro opera su base di puro volontariato, rinunciando ai propri impegni familiari e di lavoro”. Anche nel corso del dibattito una particolare attenzione era stata dedicata al problema dei viaggi dei consiglieri CGIE. Dal resoconto si legge infatti che “per quanto riguarda i viaggi in business class, è stata presentata una proposta di legge in tal senso, che si augura divenga al più presto legge dello Stato, dal momento che sull’applicazione della normativa vigente la Ragioneria del Ministero è estremamente rigida e non consente alcun margine di flessibilità”. Ed uno dei consiglieri chiese “ una previsione dei tempi di conversione della proposta di legge sui viaggi in business class per i Consiglieri del CGIE” e quali potevano essere gli eventuali ostacoli al suo iter e come questi potessero  essere superati”. Un altro ancora intervenne per auspicare che fosse “ripristinata la possibilità di viaggiare in business class per i viaggi di durata superiore alle 5-6 ore”.

Tornando alla riunione di quest’anno a Miami va detto che anche questa volta i Consiglieri potranno avvalersi dell’opera di esperti ( per un totale, tra spese e compensi, di quasi 28mila euro). Al seguito dei Consiglieri ci sarà un valente resocontista (5mila euro). L’anno scorso fu redatto un prezioso resoconto della tre giorni di Montreal. Ecco l’incipit di quel resoconto: “Il presidente accoglie con parole di benvenuto i partecipanti alla riunione. Prima di dare inizio ai lavori, invita all’ascolto dell’inno nazionale italiano. Viene eseguito l’inno nazionale italiano, che i presenti ascoltano in piedi…..” Meno male che l’hanno scritto nel resoconto. Qualche cattiva lingua avrebbe anche potuto mettere in giro la voce che i presenti erano rimasti comodamente seduti mentre s’intonava l’inno nazionale. A Miami quest’anno ci sarà di sicuro una svolta nella politica per gli italiani nei paesi anglofoni. Una svolta analoga a quella di Montreal dove, con un ordine del giorno, si individuava la necessità di “quantificare il numero dei cittadini italiani residenti all’estero non assicurati; fare una mappatura dei bisognosi accertandone il reddito; studiare il costo e quindi la spesa dell’eventuale intervento di assistenza da parte dello Stato italiano”. Che cosa sia cambiato sul piano dell’assistenza noi lo ignoriamo e lo ignorano gli italiani all’estero che ne avrebbero bisogno.

La tre giorni di Miami costerà poco più di 133mila euro, quasi 45mila euro al giorno. Troppi? Ai lettori il giudizio. (Gente d’Italia)

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