RIFUGIATI
Accordo
tra Ministero dell’Interno e Comune di Roma per nuovo sistema integrato per
accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo
Amato : “Accogliamoli come fu per i
nostri padri. In Consiglio dei Ministri, gli schemi di decreto legislativo per
attuazione direttive UE relative allo status di rifugiato”. Veltroni: “Devono
poter sempre coesistere la capacità di accoglienza e la capacità di repressione”
ROMA - Il ministro
dell’Interno Amato e il sindaco di Roma Walter Veltroni hanno siglato al Viminale
un accordo per la promozione del “Progetto per le accoglienze e l’integrazione
sociale e lavorativa dei richiedenti asilo, dei titolari di permesso per ragioni
umanitarie e dei rifugiati”.
A ottobre aprirà
un nuovo centro polifunzionale a Roma in grado di ospitare oltre 400 persone
con nuove modalità di accoglienza e programmi di sostegno per l’inserimento
nella società di uomini, donne e minori costretti a lasciare il loro Paese perché
oggetto di persecuzione.
Il centro,
si sottolinea dal Comune di Roma, sarà
il primo in Italia e verrà realizzato a Boccea, in zona Casalotti. “Un piccolo
evento con un grande valore”, ha osservato il ministro dell’Interno Amato durante
la conferenza stampa di presentazione.
Il progetto
riguarda persone che abbandonano la propria terra perché perseguitati, ha spiegato
il ministro Amato, “come hanno fatto i padri della mia generazione, costretti
a lasciare il nostro Paese solo perché antifascisti o ebrei”. “E’ una questione
di civiltà”, ha detto spiegando che “con le espulsioni o l’immigrazione in genere
questo accordo non c’entra proprio nulla”.
Amato ha anche
colto l’occasione della presentazione del centro per annunciare che “questo venerdì o il prossimo, il Consiglio
di ministri dovrebbe approvare, in prima lettura, gli schemi di decreto legislativo
con cui si dà attuazione alle direttive comunitarie relative allo status di
rifugiato e alle procedure per il riconoscimento di questo status, per avere
la disciplina che
Il centro che
aprirà nella capitale, sarà un luogo di accoglienza, ha commentato il sindaco
Veltroni, per favorire l’integrazione di chi “viene in Italia per fuggire da
regimi e da guerre, da situazioni che minacciano l’incolumità personale”. Nei
confronti di persone minacciate che chiedono asilo “una comunità civile non
può e non deve far altro che favorirne l’integrazione”, ha detto Veltroni,
“è un fatto di maturità civile”. Tra le attività da mettere in campo “devono
poter sempre coesistere tre posizioni: la capacità di accoglienza, la capacità
di repressione e quella di integrazione”, ha aggiunto il sindaco.
La nuova struttura,
ha spiegato Veltroni, sarà il cuore della rete romana di accoglienza,
che comporterà anche un accordo a tutto campo con
Non si tratta
di immigrati sollecitati da motivi economici, ha osservato il sottosegretario
all’Interno Marcella Lucidi, “chi viene in Italia chiedendo asilo non ha più
nulla, noi abbiamo il dovere di intervenire”.
Ricordando
le 5.347 persone accolte nel sistema nazionale di protezione nel 2006 con il
riconoscimento dello “status di rifugiato”, il sottosegretario ha osservato
come la situazione attuale imponga “uno sforzo in due direzioni: potenziare
il sistema nazionale di protezione, come chiedeva anche
L’iniziativa
illustrata dal sottosegretario parte con il Comune di Roma, ma in seguito dovrebbe
interessare anche Milano e Venezia; rappresenta la volontà “di essere per queste
persone una terra nuova, una terra madre, che consenta nuove prospettive di
inclusione”.
Presenti alla
firma dell’accordo il capo di Gabinetto del Ministro, Giovanni De Gennaro, il
capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, prefetto Mario Morcone,
e il prefetto di Roma Achille Serra.(