INFORM - N. 143 - 26 luglio 2007


RIFUGIATI

Accordo tra Ministero dell’Interno e Comune di Roma per nuovo sistema integrato per accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo

Amato : “Accogliamoli come fu per i nostri padri. In Consiglio dei Ministri, gli schemi di decreto legislativo per attuazione direttive UE relative allo status di rifugiato”. Veltroni: “Devono poter sempre coesistere la capacità di accoglienza e la capacità di repressione”

 

ROMA - Il ministro dell’Interno Amato e il sindaco di Roma Walter Veltroni hanno siglato al Viminale un accordo per la promozione del “Progetto per le accoglienze e l’integrazione sociale e lavorativa dei richiedenti asilo, dei titolari di permesso per ragioni umanitarie e dei rifugiati”.

A ottobre aprirà un nuovo centro polifunzionale a Roma in grado di ospitare oltre 400 persone con nuove modalità di accoglienza e programmi di sostegno per l’inserimento nella società di uomini, donne e minori costretti a lasciare il loro Paese perché oggetto di persecuzione.

Il centro, si sottolinea dal Comune di Roma,  sarà il primo in Italia e verrà realizzato a Boccea, in zona Casalotti. “Un piccolo evento con un grande valore”, ha osservato il ministro dell’Interno Amato durante la conferenza stampa di presentazione.

Il progetto riguarda persone che abbandonano la propria terra perché perseguitati, ha spiegato il ministro Amato, “come hanno fatto i padri della mia generazione, costretti a lasciare il nostro Paese solo perché antifascisti o ebrei”. “E’ una questione di civiltà”, ha detto spiegando che “con le espulsioni o l’immigrazione in genere questo accordo non c’entra proprio nulla”.

Amato ha anche colto l’occasione della presentazione del centro per annunciare  che “questo venerdì o il prossimo, il Consiglio di ministri dovrebbe approvare, in prima lettura, gli schemi di decreto legislativo con cui si dà attuazione alle  direttive comunitarie relative allo status di rifugiato e alle procedure per il riconoscimento di questo status, per avere la disciplina che la Costituzione richiede”.

Il centro che aprirà nella capitale, sarà un luogo di accoglienza, ha commentato il sindaco Veltroni, per favorire l’integrazione di chi “viene in Italia per fuggire da regimi e da guerre, da situazioni che minacciano l’incolumità personale”. Nei confronti di persone minacciate che chiedono asilo “una comunità civile non può e non deve far altro che favorirne l’integrazione”, ha detto  Veltroni, “è un fatto di maturità civile”. Tra le attività da mettere in campo “devono poter sempre coesistere tre posizioni: la capacità di accoglienza, la capacità di repressione e quella di integrazione”, ha aggiunto il sindaco.

La nuova struttura, ha spiegato  Veltroni, sarà il cuore della rete romana di accoglienza, che comporterà anche un accordo a tutto campo con la Prefettura per la sicurezza. Tornando al centro rifugiati, il sindaco ha osservato che si tratta “di persone che cercano di sopravvivere”, interessati ad evitare minacce, non a minacciare. .Il nuovo centro, secondo il sindaco, è “un prototipo” deve essere considerato quale “baricentro di un sistema di reti di accoglienza” che interessa tutta la città, un “lavoro di squadra” che evidenzia la presenza di un clima di civiltà. “Nessuno può dire ‘la cosa non mi riguarda’ - ha osservato il sindaco - i cittadini sono maturi, spesso è la politica che è irresponsabile”.

Non si tratta di immigrati sollecitati da motivi economici, ha osservato il sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi, “chi viene in Italia chiedendo asilo non ha più nulla, noi abbiamo il dovere di intervenire”.

Ricordando le 5.347 persone accolte nel sistema nazionale di protezione nel 2006 con il riconoscimento dello “status di rifugiato”, il sottosegretario ha osservato come la situazione attuale imponga “uno sforzo in due direzioni: potenziare il sistema nazionale di protezione, come chiedeva anche la Commissione De Mistura, e rendere l’accoglienza incisiva nelle città dove è più marcata la presenza dei richiedenti asilo e dei rifugiati”.

L’iniziativa illustrata dal sottosegretario parte con il Comune di Roma, ma in seguito dovrebbe interessare anche Milano e Venezia; rappresenta la volontà “di essere per queste persone una terra nuova, una terra madre, che consenta nuove prospettive di inclusione”.

La Prefettura di Roma, ha spiegato il sottosegretario, ha seguito il lavoro di stesura dei contenuti dell’accordo e ne curerà gli aspetti successivi.

Presenti alla firma dell’accordo il capo di Gabinetto del Ministro, Giovanni De Gennaro, il capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, prefetto Mario Morcone, e il prefetto di Roma Achille Serra.(Inform) 

 

 


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