INFORM - N. 142 - 25 luglio 2007


SENATO

Missioni all’estero: via libera alla risoluzione della maggioranza

D’Alema in Aula ha fatto appello a un “largo consenso”

 

ROMA - Via libera dal Senato alla risoluzione del Governo sulla politica estera e, in particolare, sulle missioni militari internazionali, firmata da tutti i capigruppo dell'Unione. la risoluzione era stata illustrata dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

159 i voti a favore (156 dei senatori dell’Unione e 3 dei senatori a vita Andreotti, Colombo e Montalcini). I voti contrari sono stati 153. Non ci sono stati astenuti. Assenti al momento della votazione i senatori a vita Scalfaro, Cossiga, Ciampi e Pininfarina, i senatori dell’opposizione Selva, Pirovano e Pistorio e quelli della maggioranza Rossi e Turigliatto. Bocciata dal Senato la risoluzione unitaria presentata dall’opposizione, e firmata da tutti i capigruppo della Cdl, che mette in dubbio la legittimità di Hamas. Sulla mozione il governo aveva espresso parere contrario.

Nella sua relazione D’Alema ha aveva toccato tutti i principali nodi dello scenario internazionale sui quali anche l'Italia è chiamata ad operare come il Libano e l'Afghanistan. Ma anche gli sviluppi in Medio Oriente e le prospettive di una ripresa del processo di integrazione europea dopo il compromesso raggiunto a Bruxelles in giugno. Il ministro ha fatto appello a un “largo consenso” necessario a una politica estera coerente con gli impegni assunti dall'Italia.

Riguardo alla Palestina D’Alema ha replicato alle polemiche alimentate nei giorni scorsi dalla Cdl ribadendo di non aver “mai proposto che la comunità internazionale apra negoziati diretti con Hamas, ma la necessità di evitare l'isolamento di Gaza e la necessità di evitare di spingere Hamas tra le braccia di Al Qaeda”. Il ministro ha inoltre posto l’accento sulla necessità di un “forte sostegno ad Abu Mazen” per cercare di risolvere la crisi palestinese ed evitare una crisi umanitaria a Gaza. Riguardo l’Afghanistan, D’Alema  ha ricordato che il problema principale per il governo di Karzai è quello di conquistare il consenso popolare mentre “l'Italia continuerà a impegnarsi nella prospettiva di una conferenza di pace internazionale in Afghanistan che rimane il nostro obiettivo strategico”. Per quanto concerne il Libano per D’Alema “la soluzione dell'attuale crisi continua ad essere condizionata da decisioni che vengono prese al di fuori del Libano, ovvero in Iran, ma anche in Siria, dato che quel Paese non sembra aver rinunciato ad influenzare il Libano, e in Arabia Saudita, per la sua difesa degli interessi sunniti in Libano”. (Inform)

 


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