SENATO
Missioni
all’estero: via libera alla risoluzione della maggioranza
D’Alema
in Aula ha fatto appello a un “largo consenso”
ROMA - Via
libera dal Senato alla risoluzione del Governo sulla politica estera e, in particolare,
sulle missioni militari internazionali, firmata da tutti i capigruppo dell'Unione.
la risoluzione era stata illustrata dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
159 i voti
a favore (156 dei senatori dell’Unione e 3 dei senatori a vita Andreotti, Colombo
e Montalcini). I voti contrari sono stati 153. Non ci sono stati astenuti. Assenti
al momento della votazione i senatori a vita Scalfaro, Cossiga, Ciampi e Pininfarina,
i senatori dell’opposizione Selva, Pirovano e Pistorio e quelli della maggioranza
Rossi e Turigliatto. Bocciata dal Senato la risoluzione unitaria presentata
dall’opposizione, e firmata da tutti i capigruppo della Cdl, che mette in dubbio
la legittimità di Hamas. Sulla mozione il governo aveva espresso parere contrario.
Nella sua relazione
D’Alema ha aveva toccato tutti i principali nodi dello scenario internazionale
sui quali anche l'Italia è chiamata ad operare come il Libano e l'Afghanistan.
Ma anche gli sviluppi in Medio Oriente e le prospettive di una ripresa del processo
di integrazione europea dopo il compromesso raggiunto a Bruxelles in giugno.
Il ministro ha fatto appello a un “largo consenso” necessario a una politica
estera coerente con gli impegni assunti dall'Italia.
Riguardo alla
Palestina D’Alema ha replicato alle polemiche alimentate nei giorni scorsi dalla
Cdl ribadendo di non aver “mai proposto che la comunità internazionale apra
negoziati diretti con Hamas, ma la necessità di evitare l'isolamento di Gaza
e la necessità di evitare di spingere Hamas tra le braccia di Al Qaeda”. Il
ministro ha inoltre posto l’accento sulla necessità di un “forte sostegno ad
Abu Mazen” per cercare di risolvere la crisi palestinese ed evitare una crisi
umanitaria a Gaza. Riguardo l’Afghanistan, D’Alema ha ricordato che il problema principale per
il governo di Karzai è quello di conquistare il consenso popolare mentre “l'Italia
continuerà a impegnarsi nella prospettiva di una conferenza di pace internazionale
in Afghanistan che rimane il nostro obiettivo strategico”. Per quanto concerne
il Libano per D’Alema “la soluzione dell'attuale crisi continua ad essere condizionata
da decisioni che vengono prese al di fuori del Libano, ovvero in Iran, ma anche
in Siria, dato che quel Paese non sembra aver rinunciato ad influenzare il Libano,
e in Arabia Saudita, per la sua difesa degli interessi sunniti in Libano”. (