INFORM - N. 141 - 24 luglio 2007


CONTRATTO DEI GIORNALISTI

Il presidente del Senato Marini: “Sbagliata la posizione dura degli editori”. Ma “i giornalisti devono fare uno sforzo di realismo”

Siddi (Fnsi): “Giornalisti realisti e pronti al dialogo”

 

ROMA – “Gli editori hanno una posizione dura e, secondo me, dura in quel modo è sbagliato. Non entro nel merito ma mi pare impensabile perché una posizione di chiusura che non negozia è sbagliata”. Così il presidente del Senato Franco Marini riguardo il contratto dei giornalisti scaduto da anni , nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio tenutasi a Palazzo Giustiniani. Marini rivolto ai giornalisti ha poi aggiunto: “Voi dovreste fare uno sforzo di realismo, comunque auguro al ministro del Lavoro, Damiano, che ha trovato un filo per uscire dall’impasse sulle pensioni di trovarne un altro anche sul contratto dei giornalisti”.

“Non è il realismo che manca a questa parte, quella del sindacato dei giornalisti. Manca, invece, alla controparte,  la Fieg, la quale, come ha riconosciuto oggi il presidente Franco Marini,  si è chiusa in una posizione “sbagliata” negando sin qui il negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro”, ha  precisato Franco Siddi presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Siddi è presidente della Commissione Informazione del Consiglio generale degli Italiani all’Estero)

“La chiarezza e la schiettezza della seconda carica dello Stato consentono però di inquadrare nella giusta dimensione la vicenda del contratto” ha aggiunto subito Siddi. Ricordando che la Fnsi “è realisticamente impegnata nella difesa di diritti essenziali che si vogliono cancellare o negare e apprezza le parole del presidente Marini, che riconfermano quale sia la via giusta per risolvere le questioni sociali e del lavoro: il dialogo, appunto, tra parti sociali”. “E’ vero – ha soggiunto -  che questo oggi manca ma è vero anche che il sindacato dei giornalisti è pronto a riprenderlo da tempo. Su questa linea non va in ferie. Ma –ha rimarcato - per dialogare occorre essere in due”.

“L’appello al dialogo – ha concluso Siddi - è da noi raccolto, così come è seguito con grande interesse l’auspicio rivolto al Ministro del Lavoro perché le azioni tese a riaprire il dialogo negoziale possano trovare uno sbocco”.

Siddi ha commentato anche le affermazioni del presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, nell’ambito della relazione annuale al Parlamento.

“La consapevolezza della funzione essenziale del giornalista espressa oggi da un’Autorità importante e indipendente come è il presidente delle Garanzie delle Comunicazioni, Corrado Calabrò, è riconoscimento ineludibile di un ruolo e di un lavoro fondamentale per un corretto sistema dell’informazione, senza distinzioni tra vecchi e nuovi media” ha detto Siddi. Che ha aggiunto : “La moltiplicazione dei mezzi di comunicazione non cancella ma rende, infatti, più evidente l’esigenza di riconoscibilità, affidabilità, credibilità dell’informazione offerta,  che è certificata e garantita quando è espressione di mani intelligenti e di livelli professionali e di responsabilità deontologica ancora più elevati di quelli attuali”. Per Siddi la relazione di Calabrò “merita riflessione severa e rigorosa per quanto riguarda la cultura delle regole”. “Un Paese democratico è veramente tale e libero – ha detto Siddi -  se il sistema dell’informazione e il suo mercato sa costruire, sa riconoscere e sa rispettare regole condivise di garanzia. Su questo terreno ci sono da colmare vuoti e da sanare errori e guasti legislativi che incidono sui livelli di pluralismo e sulla reale concorrenza nel mercato dei media, squilibrato dalla prevalenza di quello televisivo, tanto che oggi  risultano gravi i moniti dell’Unione Europea, per correggere le storture della legge Gasparri, e non eludibili i richiami del Capo dello Stato”.

“Anche il servizio pubblico radiotelevisivo, lo abbiamo detto più volte spesso da isolati,  come rilevato oggi dall’Autorità, deve diventare più efficiente e soprattutto necessita di essere sganciato dalle ingerenze della politica”. E, infine, “la cultura delle regole da riscoprire e rispettare più che mai si impone per il lavoro, oggi cosi autorevolmente riconosciuto, dei giornalisti, il cui contratto da rinnovare è questione che non potrà essere eternamente elusa, senza conseguenze, dagli Editori della Fieg”, ha concluso Siddi (Inform)

 


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