CONTRATTO
DEI GIORNALISTI
Il presidente del Senato Marini: “Sbagliata
la posizione dura degli editori”. Ma “i giornalisti devono fare uno sforzo di
realismo”
Siddi (Fnsi): “Giornalisti realisti e pronti
al dialogo”
ROMA – “Gli editori hanno una posizione dura e, secondo
me, dura in quel modo è sbagliato. Non entro nel merito ma mi pare impensabile
perché una posizione di chiusura che non negozia è sbagliata”. Così il presidente
del Senato Franco Marini riguardo il contratto dei giornalisti scaduto da anni
, nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio tenutasi a Palazzo Giustiniani.
Marini rivolto ai giornalisti ha poi aggiunto: “Voi dovreste fare uno sforzo
di realismo, comunque auguro al ministro del Lavoro, Damiano, che ha trovato
un filo per uscire dall’impasse sulle pensioni di trovarne un altro anche sul
contratto dei giornalisti”.
“Non è il realismo che manca a questa parte, quella del
sindacato dei giornalisti. Manca, invece, alla controparte,
“La chiarezza e la schiettezza della seconda carica dello
Stato consentono però di inquadrare nella giusta dimensione la vicenda del contratto”
ha aggiunto subito Siddi. Ricordando che
“L’appello al dialogo – ha concluso Siddi - è da noi
raccolto, così come è seguito con grande interesse l’auspicio rivolto al Ministro
del Lavoro perché le azioni tese a riaprire il dialogo negoziale possano trovare
uno sbocco”.
Siddi ha commentato anche le affermazioni del presidente
dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, nell’ambito
della relazione annuale al Parlamento.
“La consapevolezza della funzione essenziale del giornalista
espressa oggi da un’Autorità importante e indipendente come è il presidente
delle Garanzie delle Comunicazioni, Corrado Calabrò, è riconoscimento ineludibile
di un ruolo e di un lavoro fondamentale per un corretto sistema dell’informazione,
senza distinzioni tra vecchi e nuovi media” ha detto Siddi. Che ha aggiunto
: “La moltiplicazione dei mezzi di comunicazione non cancella ma rende, infatti,
più evidente l’esigenza di riconoscibilità, affidabilità, credibilità dell’informazione
offerta, che è certificata e garantita quando è espressione
di mani intelligenti e di livelli professionali e di responsabilità deontologica
ancora più elevati di quelli attuali”. Per Siddi la relazione di Calabrò “merita
riflessione severa e rigorosa per quanto riguarda la cultura delle regole”.
“Un Paese democratico è veramente tale e libero – ha detto Siddi -
se il sistema dell’informazione e il suo mercato sa costruire, sa riconoscere
e sa rispettare regole condivise di garanzia. Su questo terreno ci sono da colmare
vuoti e da sanare errori e guasti legislativi che incidono sui livelli di pluralismo
e sulla reale concorrenza nel mercato dei media, squilibrato dalla prevalenza
di quello televisivo, tanto che oggi risultano
gravi i moniti dell’Unione Europea, per correggere le storture della legge Gasparri,
e non eludibili i richiami del Capo dello Stato”.
“Anche il servizio pubblico radiotelevisivo, lo abbiamo
detto più volte spesso da isolati, come
rilevato oggi dall’Autorità, deve diventare più efficiente e soprattutto necessita
di essere sganciato dalle ingerenze della politica”. E, infine, “la cultura
delle regole da riscoprire e rispettare più che mai si impone per il lavoro,
oggi cosi autorevolmente riconosciuto, dei giornalisti, il cui contratto da
rinnovare è questione che non potrà essere eternamente elusa, senza conseguenze,
dagli Editori della Fieg”, ha concluso Siddi (