INFORM - N. 140 - 23 luglio 2007


ASSOCIAZIONI

I giovani immigrati di “Rete G”: “Il tema della cittadinanza sembra scomparso dal dibattito politico”

“Aspettiamo che si sblocchi l’iter del disegno di legge”

 

ROMA – “Il disegno di legge sulla cittadinanza è bloccato alla Camera. Dopo essere stato licenziato dalla commissione Affari Costituzionali, il testo non è stato ancora “calendarizzato”, ovvero non si conoscono le date possibili del suo iter parlamentare”. Lo ricordano i giovani immigrati delle seconde generazioni  che hanno dato vita alla “Rete G2” (http://www.secondegenerazioni.it

“Aspettiamo con ansia che si sblocchi il percorso della legge sulla cittadinanza - spiega Mohamed Tailmoun, uno degli animatori della Rete G2 - Il disegno di legge licenziato dalla commissione Affari costituzionali della Camera non è perfetto, ma sarebbe intanto un primo passo molto importante. Il problema vero è che il tema della cittadinanza sembra scomparso dal dibattito politico”. Esattamente un anno fa, la questione della cittadinanza era all'ordine del giorno. Se ne parlava continuamente nei dibattiti pubblici e in televisione, se ne parlava negli ambiti politico-istituzionali. Ora invece il tema sembra accontonato, probabilmente anche a causa dell'affastellarsi di altre urgenze, come la trattativa sulle pensioni.

“Noi speriamo che il rallentamento dell'iter della legge sulla cittadinanza sia dovuto solo al troppo affollamento dei problemi. Ce lo auguriamo, perché sarebbe grave se il problema fosse sminuito”, aggiunge Tailmoun, che segnala anche uno dei possibili difetti del testo licenziato dalla commissione Affari costituzionali. Uno dei criteri per concedere la cittadinanza è legato ai cinque anni di residenza in Italia. “Noi avremmo preferito lo jus soli - precisa Tailmoun - ma crediamo anche che sia meglio approvare subito la legge, per migliorarla magari in seguito, piuttosto che bloccare tutto il percorso". Più passa il tempo, infatti, e più si producono stranieri. La legislazione attuale, infatti, provoca proprio questo come risultato perché è sufficiente che i genitori non abbiano la residenza per non dare la cittadinanza ai ragazzi. “Dobbiamo superare una legislazione che produce stranieri - conclude Tailmoun - con una legislazione che finalmente produca italiani”. (Inform)

 


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