DIRITTI
Meeting di San Rossore “I Bambini, le Donne”
Barbara Pollastrini: “Nessun uomo, neanche il leader migliore, può
fare bene per le donne senza di loro”
SAN
ROSSORE - “Purtroppo è difficile far
capire che non si può crescere in Italia se c’è un pezzo di Italia come il Sud
dove solo il 26 per cento delle donne lavorano. Faccio fatica a dire queste
cose anche al mio presidente del consiglio, anche a qualche collega di governo,
perché in Italia anche la classe politica maschile più avanzata è, diciamo così,
un po’ attardata”.
Così
Barbara Pollastrini, ministro per i Diritti e le Pari Opportunità alla sessione
conclusiva del meeting di San Rossore. “Nessun uomo, neanche il leader migliore,
potrebbe fare qualcosa di decisivo per le donne – ha detto - senza essere indotto
e sostenuto dall’intelligenza, dal talento e dai consigli delle donne stesse”.
Il ministro ha poi portato alcune notizie positive da Roma. La prima riguarda
il ddl contro le molestie e le violenze alle donne e ai bambini che, passato
il primo vaglio della commissione Giustizia, già da settembre potrà andare in
aula.
“In
questa legge – ha spiegato Pollastrini –
ci sono aspetti estremamente importanti, per esempio in relazione alla promozione
della cultura del rispetto e in relazione alla tutela delle vittime. Se ci fosse
stata questa legge, forse anche Ina, la ragazza pakistana i cui assassini sono
processati in questi giorni, non sarebbe stata ammazzata, perché sarebbe stata
protetta dopo la denuncia. E poi c’è un altro aspetto importante, che riguarda
la certezza della pena, dico la certezza, non l’innalzamento della pena, che
è cosa decisiva perché in Italia è successo più di una volta che una donna sia
stata ammazzata da uomini usciti dal carcere per attenuanti generiche”.
La
seconda buona notizia riguarda lo sblocco dei fondi che consentiranno di istituire
il primo Osservatorio nazionale contro le violenze. “E’ un traguardo molto concreto
– ha spiegato Barbara Pollastrini – Per me è stato scioccante scoprire che in
Italia tutti i governi che si sono succeduti finora non avevano sentito la necessità
di istituire un organismo con cui monitorare le forme di violenza e scambiarsi
le esperienze più avanzate”.
Ma
altri interventi sono maturi per una legislazione nazionale che preveda incentivi
per le imprese che promuovano concretamente le pari opportunità, così come per
le università che rendano effettivo il diritto allo studio, magari prevedendo
asili nido al loro interno. Tutto ciò con due convinzioni che il ministro ha
sottolineato con forza. La prima, sulla necessità di investire: “La politica
dovrebbe dire che anche quando la coperta è corta c’è sempre qualcosa per cui
vale la pena investire, e cioè i diritti umani, a partire dai diritti delle
donne e dei bambini”. La seconda, che questi sono investimenti che si ripagano:
“Le pari opportunità – ha sottolineato - non vanno nell’interesse delle donne,
sono l’unica opportunità di crescita per un paese che vuole essere moderno”.
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