INFORM - N. 139 - 20 luglio 2007


RIFORMA PENSIONI

Raggiunto l’accordo tra governo e sindacati: via libera dal Consiglio dei ministri

Ma alla Ue non piace: “L'età pensionabile è tra le più basse in Europa. Non è un accordo che va nella tendenza della maggioranza dei Paesi Ue”

 

ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri all'accordo tra governo e sindacati, che dopo una lunga  notte di trattativa  hanno raggiunto l'intesa sulla riforma del sistema previdenziale e la modifica dello scalone Maroni.

Dal 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 58 anni di età e 35 di contributi mentre dal primo luglio 2009 per ritirarsi dal lavoro sarà necessario avere raggiunto quota 95 come somma tra età anagrafica e contributiva.

L'età minima però sarà 59 anni. È quanto prevede l'accordo raggiunto all'alba a palazzo Chigi tra Governo e sindacati, ora approvato dai ministri dell'Esecutivo.

La riforma previdenziale proposta da Prodi va a modificare il cosiddetto “scalone” Maroni, ovvero il meccanismo che avrebbe prvisto il passaggio da 57 a 60 anni, a partire dal 2008, come requisito minimo per accedere alla pensione di anzianità.

Ma l’accordo non piace all’Unione Europea. “L'età pensionabile è tra le più basse in Europa. Non è un accordo che va nella tendenza della maggioranza dei Paesi Ue” ha detto seccamente il portavoce Oliver Grewes. Che ha tuttavia precisato che la Commissione Europea ha “preso nota” dell'accordo tra governo e sindacati e che si riserva di fare commenti specifici una volta concluso il processo legislativo. (Inform)

 


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