INFORM - N. 138 - 19 luglio 2007


STATO CIVILE

Circolare del Ministero dell’Interno-Direzione centrale servizi demografici

“Matrimonio olandese: disciplina in materia di procedura di convivenza registrata e di divorzio lampo”

 

ROMA - Il Ministero degli Affari Esteri ha portato a conoscenza della Direzione centrale per i Servizi Demografici del Ministero dell’Interno alcune richieste di trascrizione di provvedimenti di cessazione degli effetti del matrimonio ottenuti in Olanda attraverso la procedura del “divorzio lampo”. Di qui una circolare (n. 40 del 18 luglio) nella quale si fa presente che “ai sensi della legge olandese è possibile che in relazione ad un vincolo matrimoniale, precedentemente registrato in Italia, i coniugi decidano di trasformare il matrimonio in convivenza registrata mediante semplice comunicazione all’ufficiale dello stato civile. Tale convivenza registrata può poi essere cessata senza particolari formalità, con atto notarile e gli ex coniugi richiedono poi la trascrizione della cessazione degli effetti del matrimonio in Italia”. “Vista la delicatezza della materia e l’importanza della questione, che potrebbe proporsi anche per altri paesi” nella circolare si indicano delle linee guida, “alle quali gli ufficiali dello stato civile dovranno attenersi, fino alla eventuale emanazione di una normativa italiana in materia”.

Nella circolare si precisa che allo stato attuale della normativa italiana, lo scioglimento del vincolo matrimoniale con la procedura del “divorzio lampo” olandese, o simile, è “chiaramente non trascrivibile” per i seguenti motivi. Innanzitutto “nel caso di matrimonio tra cittadini italiani, la legge applicabile, ex art. 29 L. 218/1995 è quella italiana e pertanto nessun riconoscimento può essere concesso a fattispecie normative al momento al di fuori dell’ordinamento giuridico nazionale”. “La medesima considerazione - prosegue la circolare - è applicabile ad un matrimonio tra un cittadino italiano ed un cittadino straniero, nel caso in cui la vita matrimoniale sia prevalentemente localizzata in Italia. Quanto sopra al fine di evitare abusi e atteggiamenti di “forum shopping” già avvenuti nel passato per il divorzio”.

Per quanto riguarda invece le diverse ipotesi nelle quali la normativa olandese “fosse applicabile”, ad esempio in caso di matrimonio tra un italiano ed un olandese con vita matrimoniale prevalentemente localizzata in Olanda, nella circolare si fa presente che “si ritiene comunque non trascrivibile in Italia sia la decisione di “derubricare” il vincolo da matrimonio a convivenza registrata, sia il successivo provvedimento di scioglimento della convivenza registrata”.

Infatti, per quanto riguarda la decisione dei coniugi di trasformare il vincolo matrimoniale in convivenza registrata, “questa decisione è chiaramente contraria all’ordine pubblico italiano il quale, in relazione al matrimonio, riconosce il divorzio o la separazione, ma non la trasformazione del vincolo in un diverso istituto”. “Ovviamente – precisa la circolare - la situazione potrebbe cambiare a seguito di possibili modifiche normative, ma al momento, non sussistono norme che consentano di trascrivere e di dare un qualche effetto alla trasformazione da matrimonio a convivenza registrata”.

Per quanto riguarda, invece, la cessazione degli effetti della convivenza registrata, “anche questo atto appare non trascrivibile”. Infatti, ricorda la circolare,, in primo luogo “non esistendo nell’ordinamento italiano la figura della convivenza registrata, risulta di fatto impossibile trascrivere sia l’inizio della medesima sia la sua cessazione”. In secondo luogo, “la procedura vigente in detto Paese è utilizzata al fine di evitare il controllo giudiziale sul divorzio e proprio tale intento lo pone inevitabilmente in contrasto con l’ordine pubblico italiano il quale, anche nelle ipotesi di divorzio congiunto richiede comunque un controllo giudiziario sulle condizioni del divorzio”.  (Inform)

 


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