INFORM - N. 138 - 19 luglio 2007


DIRITTI

Meeting di San Rossore “I Bambini, le Donne”

Europa, Africa, America Latina: più risorse per l’infanzia

Gli interventi di De Boer-Buquicchio, Assefa Bequele, Enrique Iglesias

 

SAN ROSSORE - Uccisi dalle malattie e nei conflitti, orfani a causa della guerra e dell’Aids, violentati dentro e fuori dalla famiglia, vittime della povertà e, soprattutto, dell’iniquità sociale e della ingiusta distribuzione di risorse che caratterizza i paesi in cui vivono. Europa, Africa e America Latina lanciano un appello all’economia e alla politica perché questi problemi vengano affrontati e risolti non soltanto sul versante dell’etica, ma anche, attraverso investimenti e risorse.

“Costruire un Europa per e con i bambini è il programma promosso dal Consiglio d’Europa per dar potere ai nostri figli, per costruire un mondo che sia in grado di accoglierli ed amarli nel modo che meritano”. Le parole sono di Maud de Boer-Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d’Europa. “Questo è un mondo inadatto ai bambini, per il modo in cui ci occupiamo di loro, per il modo in cui li trattiamo. Il Consiglio d’Europa, fin dalla sua fondazione, dal 1949, ha investito tantissimo per proteggere i più piccoli, per eliminare la tratta, la schiavitù, lo sfruttamento e la violenza di qualsiasi tipo. Adesso oltre al programma Costruire un Europa per e con i bambini, abbiamo proposto una convenzione contro lo sfruttamento sessuale, aperta alla firma di tutti gli stati membri fino al prossimo ottobre”. Protezione dei diritti dei bambini ma anche creazione di consapevolezza nella società di questa necessità. “C’è bisogno dello sforzo di tutti per raggiungere questi obiettivi.  Contiamo su questo ma anche sulla nostra capacità di mobilitare gli stati, i parlamenti, la società civile. Vogliamo motivare questi attori, a prendersi l’impegno di un’applicazione reale di tutto il nostro lavoro. La posta in gioco è enorme, sia per coloro che sono stati bambini che per coloro che lo saranno”.

Un appello ancora più pressante viene dal mondo africano e dall’America latina. La povertà di massa, la presenza massiccia di bambini orfani soprattutto a causa dell’Aids, la necessità di affrontare le radici culturali della violenza che spesso ha in famiglia uno degli scenari principali: queste le tre zone critiche su cui si è concentrato nel suo intervento Assefa Bequele direttore del’African Child Policy Forum.  “L’Africa è cresciuta – ha detto –  nella seconda metà del decennio, a un ritmo impressionante, con un tasso che si aggira sul 5% e che in alcuni paesi ha sfiorato il 10%. Il problema è che questa crescita non è equamente distribuita. Non basta allora affrontare le questioni dell’infanzia e delle donne sul piano etico, ma è indispensabile puntare sull’economia, trovare  meccanismi di redistribuzione delle risorse, utilizzando politiche fiscali”.

Politiche concrete, strumenti finanziari, investimenti sono stati sollecitati anche da Enrique Iglesias, segretario della Camera iberoamericana che ha inviato il suo messaggio in video dal Brasile. “In Brasile ci stiamo concentrando sulla coesione sociale e sull’educazione – ha detto – per colmare il deficit sociale e rilanciare i diritti dell’infanzia”. (bc-ft/Inform)

 


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