GOVERNO
Visita del
presidente del Consiglio Romano Prodi in Slovacchia
Trattato europeo : “Ogni tentativo
di rimettere in discussione quanto concordato sarebbe un gesto irresponsabile”
“
BRATISLAVA – Italia e Slovacchia, Paesi “uniti da affinità storiche, culturali
e da forti legami economici”. Lo ha rimarcato il presidente del Consiglio Romano
Prodi intervenendo il 18 luglio a Bratislava alla Conferenza degli Ambasciatori
slovacchi.
Prodi ha segnalato che “davvero numerosi sono i settori di comune interesse
che vedono una crescente convergenza di vedute, sia in ambito comunitario, che
sul piano regionale ed internazionale”. Pertanto “particolarmente opportune
e necessarie” sono “le sinergie che i nostri Paesi possono mettere in atto,
tramite un stretto raccordo, che oggi vede quale sede privilegiata, oltre all’Unione
Europea, anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in cui entrambi
i Paesi siedono”.
Prodi ha aggiunto che la qualità dei rapporti politici tra Italia e Repubblica
Slovacca “rispecchia l’importanza che ha assunto la cooperazione economica bilaterale”.
L’Italia è attualmente al quarto posto tra i partner commerciali della Slovacchia,
“con un interscambio in continua espansione”. Una collaborazione che si è realizzata,
ha ricordato Prodi, “non solo sul piano commerciale, ma soprattutto in termini
di partnership strategiche che hanno visto importanti gruppi italiani effettuare
ingenti investimenti nel Paese”. Oggi più di trecento imprese italiane investono
e operano in Slovacchia a significare che il Paese “rappresenta per
noi un partner irrinunciabile”.
Prodi ha sottolineato che allo sviluppo delle piccole e medie imprese “al
quale le nostre imprese hanno significativamente contribuito”, le partnership
realizzate nel settore bancario ed energetico “rappresentano ormai un legame
strategico ed imprescindibile tra i nostri due Paesi”. E, ha aggiunto Prodi,“ritengo
che altri promettenti settori, quali i trasporti, la logistica ed il turismo,
possano favorire ulteriori opportunità di collaborazione e sviluppo tra le nostre
realtà economico-imprenditoriali”.
Il presidente del Consiglio ha evidenziato che “la crescita del rapporto politico tra i
nostri Paesi e l’intensificarsi dei legami a livello economico e produttivo
sono stati senza dubbio favoriti anche dai forti elementi di vicinanza culturale
che ci accomunano”. Infatti, “la promozione della cultura costituisce certamente
uno strumento importante che consentirà di completare e di rafforzare ulteriormente
il quadro complessivo dei nostri rapporti, favorendo tra i nostri cittadini
una maggiore conoscenza reciproca”.
Prodi ha poi rimarcato che Italia e Slovacchia “sono soprattutto partner
all’interno dell’Unione europea”, e che
Poi, una riflessione sull’ Europa “doverosa, in un momento in cui molti,
al suo interno, sembrano aver smarrito la carica ideale, lo spirito che ne costituisce
il fondamento”.
“Il compromesso raggiunto durante l’ultimo Consiglio Europeo rappresenta
indubbiamente – ha detto - un livello di ambizione inferiore rispetto a quello
prospettato dal Trattato costituzionale del 2004. Allo stesso tempo però consente
di uscire dallo stallo di questi ultimi anni e di preservare la sostanza di
quel Trattato. Dobbiamo ora assicurarci che il mandato concordato a Bruxelles
sia tradotto in norme chiare e comprensibili per tutti”.
Prodi si è detto “certo che nella Conferenza intergovernativa che sta per
aprirsi, Italia e Slovacchia potranno fare molto insieme, lavorando di comune
accordo perché su nessuno dei punti affrontati a Bruxelles si riapra il dibattito.
Ogni tentativo di rimettere in discussione quanto concordato sarebbe – ha avvertito
Prodi - un gesto irresponsabile. Perché i tempi sono molto stretti se vogliamo
rispettare la promessa fatta ai cittadini europei di presentarci alle elezioni
del 2009 con regole nuove”. “Queste nuove regole – ha sottolineato - sono importanti
per noi e sono importanti per quanti, fuori dal continente europeo, chiedono
un’Europa più forte, in grado di esportare il proprio modello di aggregazione
dove mancano la pace, la libertà, il rispetto del diritto e della dignità umana
o dove questi valori devono ancora essere consolidati”.
E se è “necessario completare prima di tutto la riunificazione del nostro
continente” non va dimenticato che .”al di là del Mediterraneo ci sono il Medio
Oriente, l’Asia centrale, l’Africa...” “Sono stato in Israele e nei Territori
pochi giorni fa e ancora una volta – ha spiegato - sono stato testimone di quanto ci si attenda
da parte dell’Unione Europea per pacificare finalmente anche quella parte di
mondo: Europa, Europa, Europa ci viene chiesto...”
“Ecco perché – ha concluso Prodi -