STAMPA
ITALIANA PER L’ESTERO
Su
“L’Italiano” di oggi l’editoriale del direttore Gian Luigi Ferretti
Riflessi condizionati del centrodestra
Sinistra... brogli... elezioni all’estero...
Unione... Giù botte, che muoia Sansone con tutti i Filistei. E poi che sarà
sarà
ROMA - In Danimarca, dove ho vissuto vent’anni, c’è un’espressione
idiomatica colorita, ma che ben rende l’idea: “tisse i bukser for at faa varm”,
pisciarsi nei pantaloni per riscaldarsi. Sì, ti riscaldi per un minuto, ma poi
resti bagnato e puzzolente oltre che infreddolito.
Nel centrodestra purtroppo ci sono molti ingenui che
reagiscono per riflessi condizionati e, alla notizia di un video su presunti
brogli a Sydney, si sono riscaldati un minuto.
Non si sono chiesti perché uno strano personaggio abbia
tirato fuori a freddo, 15 mesi dopo le elezioni, questo falso (dai, ormai è
appurato che è un falso) scoop. Né perché lo abbia “gridato” Repubblica.
Abbiamo detto che questo Paolo Rajo è uno strano personaggio.
Il senatore Randazzo lo definisce un ottimo raccontatore di barzellette. Probabilmente
si è presentato alle elezioni per fare un divertente happening; che senso aveva
, d’altronde, concorrere con un partitino del tutto inesistente all’estero quando
si sapeva che il seggio sarebbe stato attribuito automaticamente alla lista
con più voti? Ma forse il nostro la legge neppure la conosceva. In effetti manifesta
anche oggi la sua ignoranza quando, in quasi tutte le sue interviste “esclusive”,
dichiara: «L’unica volta in assoluto che il partito (Udeur, ndr) mi ha contattato
è stato qualche mese fa quando mi chiedeva di inviare al più presto la nota
firmata per le spese elettorali che avevo sostenuto in Australia ai fini del
rimborso». Eh, no, caro signore, la nota firmata per le spese elettorali lei
era obbligato dalla legge a presentarla. L’art.7 comma 6 della Legge 515/93,
come modificato dall’art.1 della Legge 672/96, dispone che tutti i candidati,
sia eletti che non eletti, - entro tre mesi dalla ultima proclamazione - devono
trasmettere al Collegio Regionale di Garanzia Elettorale la dichiarazione di
cui all’art. 2 della Legge 441/1982 ed anche il rendiconto relativo ai contributi,
ai servizi ricevuti ed alle spese sostenute allegando, inoltre, gli estratti
del conto corrente bancario ed eventualmente postale utilizzati.
Il rimborso elettorale non c’entra nulla. All’Udeur non
spetta alcun rimborso elettorale per la circoscrizione estero non avendo raggiunto
la percentuale minima di voti. Da Roma hanno contattato il Rajo esclusivamente
per fargli un favore ed evitargli di incorrere nelle sanzioni per la mancata
presentazione della rendicontazione. Lui non l’ha capito, il che spiega parecchio
del personaggio.
Passato il minuto, molti amici del centrodestra si stanno
accorgendo di essere bagnati e puzzolenti. Il falso di Sydney serviva a “sputtanare”
il voto all’estero. E c’è riuscito egregiamente.
Purtroppo devo amaramente constatare che ci sono cascati
anche quelli del mio partito. In buona fede, ma ci sono cascati e si sono affrettati
a presentare proposte di legge per modificare
«Aveva ragione Tremaglia”, continua il deputato, che
aggiunge: “si sa che diciotto “posti” sottratti alle lobby dei partiti sono
stati un durissimo colpo da digerire. Troppi “posti” persi per ampliare le amicizie,
le conoscenze, la clientela. Troppi “posti” sottratti ai collaboratori, ai portaborse,
alle segretarie. Troppe occasioni di “voti” sprecate per una armata definita
Brancaleone di diciotto, dodici deputati e sei senatori ».
Secondo Ferrigno, «l’occasione del video di Sydney sui
presunti brogli ha fatto sì che, finalmente, saltasse fuori, in tutta la sua
chiarezza, il progetto. Noi eletti all’estero – aggiunge - siamo stati definiti
non idonei a poter lavorare in Parlamento e la voce autorevole di Violante ha
fatto da megafono ed ha credito. Nessun partito, sia ben chiaro, spezzerebbe
una sola lancia in favore del voto all’estero. Abbiamo il fiato sul collo. Non
si vede l’ora che lasciamo queste poltrone. Un posto da deputato o da senatore
significa “fare politica” per le nomenclature dei partiti di Roma, significa
voti e, quindi, potere».
Il deputato, inoltre, si dice certo che “la nuova legge
elettorale andrà in questo senso” e avverte: “è ora di mobilitazioni da parte
della gente italiana all’estero se non vuole ritornare nel dimenticatoio”.
Nella migliore delle ipotesi, dicevamo. Perché bisogna
tener conto anche della peggiore: Il voto all’estero è tutto un pasticcio e
quindi va abolito. Lunedì vi abbiamo segnalato le dichiarazioni di alcuni “esperti”
in questo senso. (Gian Luigi Ferretti-L’Italiano/