COMMERCIO
ESTERO
L’attivo della bilancia commerciale del
made in Italy verso i paesi Ue passa da 2,8 milioni del 2006 ai 4,9 del 2007
ROMA - Si consolida l’export italiano sui mercati europei,
all’interno di un quadro di crescita complessiva delle nostre vendite all’estero.
Nei primi cinque mesi dell’anno le vendite verso i Paesi Ue crescono del
A fronte di un tasso di crescita dell’import meno consistente
il saldo della bilancia commerciale verso i paesi europei passa dal passivo
di 1,3 miliardi di euro del 2006 all’attivo di 1,6 miliardi di quest’anno. Ancora
più forte è la tendenza al recupero dei prodotti tipici del made in Italy e
il saldo passa da 2,8 milioni dei primi cinque del 2006 ai 4,9 milioni di quest’anno.
In testa la meccanica con un saldo positivo pari a 7,9 milioni rispetto ai 6,8
dello scorso anno.
Da rimarcare, secondo Assocamerestero, l’inversione di
tendenza nelle velocità di crescita dell’export: mentre nello stesso periodo
dello scorso anno erano i paesi extra UE a registrare performance di crescita
maggiore (10% contro 7,1%) adesso l’incremento delle vendite al di fuori dell’Europa
comunitaria è maggiore dello scorso anno (11,7%), ma inferiore al dato del mercato
europeo.
“E’ possibile che le performance positive di crescita
europea stiano favorendo anche una maggiore vendita da parte delle nostre imprese
più piccole – commenta il presidente di Assocamerestero Edoardo Pollastri –
che producono prodotti di qualità ma sono meno attrezzate per una competizione
‘a larga distanza’”. Del resto in Europa le nostre imprese riescono non solo
a spuntare margini più elevati sui prodotti ma anche a far crescere le quantità
vendute (+ 5% contro un +1,4% nell’extra UE).
Sui mercati extra UE, preoccupa la riduzione di quasi
il
Le performances dell’export italiano sui mercati europei
confermano quanto già rilevato dall’indice di attrattività elaborato da Assocamerestero,
che individua proprio nei Paesi europei quelli verso i quali non solo le esportazioni italiane si sono
rese maggiormente consistenti, ma che ritengono l’Italia partner privilegiato
in termini di flussi commerciali e di investimento.