INFORM - N. 137 - 18 luglio 2007


COMMERCIO ESTERO

L’attivo della bilancia commerciale del made in Italy verso i paesi Ue passa da 2,8 milioni del 2006 ai 4,9 del 2007

 

ROMA - Si consolida l’export italiano sui mercati europei, all’interno di un quadro di crescita complessiva delle nostre vendite all’estero. Nei primi cinque mesi dell’anno le vendite verso i Paesi Ue crescono del 12,8% contro un aumento del 7,1% dello stesso periodo dello scorso anno.

A fronte di un tasso di crescita dell’import meno consistente il saldo della bilancia commerciale verso i paesi europei passa dal passivo di 1,3 miliardi di euro del 2006 all’attivo di 1,6 miliardi di quest’anno. Ancora più forte è la tendenza al recupero dei prodotti tipici del made in Italy e il saldo passa da 2,8 milioni dei primi cinque del 2006 ai 4,9 milioni di quest’anno. In testa la meccanica con un saldo positivo pari a 7,9 milioni rispetto ai 6,8 dello scorso anno.

Da rimarcare, secondo Assocamerestero, l’inversione di tendenza nelle velocità di crescita dell’export: mentre nello stesso periodo dello scorso anno erano i paesi extra UE a registrare performance di crescita maggiore (10% contro 7,1%) adesso l’incremento delle vendite al di fuori dell’Europa comunitaria è maggiore dello scorso anno (11,7%), ma inferiore al dato del mercato europeo.

“E’ possibile che le performance positive di crescita europea stiano favorendo anche una maggiore vendita da parte delle nostre imprese più piccole – commenta il presidente di Assocamerestero Edoardo Pollastri – che producono prodotti di qualità ma sono meno attrezzate per una competizione ‘a larga distanza’”. Del resto in Europa le nostre imprese riescono non solo a spuntare margini più elevati sui prodotti ma anche a far crescere le quantità vendute (+ 5% contro un +1,4% nell’extra UE).

Sui mercati extra UE, preoccupa la riduzione di quasi il 12% sul mercato statunitense, nostro quarto partner commerciale, pur a fronte di un aumento dei margini sui prodotti esportati.

Le performances dell’export italiano sui mercati europei confermano quanto già rilevato dall’indice di attrattività elaborato da Assocamerestero, che individua proprio nei Paesi europei quelli verso i  quali non solo le esportazioni italiane si sono rese maggiormente consistenti, ma che ritengono l’Italia partner privilegiato in termini di flussi commerciali e di investimento.

 


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