MISSIONARI ITALIANI ALL’ESTERO
Sequestro nelle Filippine di padre Bossi: “cauto ottimismo”
dei missionari del Pime
ROMA – Cauto ottimismo tra
i confratelli di padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime (Pontificio
istituto missioni estere ) rapito il 10 giugno scorso nelle Filippine.
All’agenzia AsiaNews padre
Luciano Benedetti, missionario del Pime a Zambonaga, ha ribadito “il cauto ottimismo
espresso ieri” . “Confido – ha detto - che ogni momento possa essere buono per
la liberazione di padre Giancarlo Bossi, anche se qui è calata la sera e finora
non ci sono stati sviluppi ulteriori alla vicenda”. Secondo padre Benedetti la liberazione del confratello
potrebbe avvenire “entro le prossime due settimane”, anche se, si è affrettato
ad aggiungere, non è possibile “fare previsioni sicure al riguardo”.
Padre Benedetti ha ricordato
“la volontà comune di cristiani e musulmani che chiedono una soluzione rapida
della vicenda” e sottolineato che la liberazione di padre Bossi – che è “amato
dalla popolazione” - contribuirebbe a
scongiurare il pericolo di una escalation “della tensione nel Paese”.
“Credo - ha concluso padre
Benedetti - che la raccolta firme congiunta di cristiani e musulmani lanciata
dall’artista Tomas Concepcion possa contribuire a creare una ventata di armonia
fra la gente”. Parlamentare ai tempi del governo del presidente Fidel Ramos,
sostiene che la numerosa comunità filippina in Italia deve “esercitare pressioni
sui musulmani” affinché salvaguardino la salute del missionario del Pime. Entro il 19 luglio l’artista si recherà a Zamboanga
per incontrare il vescovo Romulo Geolina Valles per proseguire il lavoro comune
mirato alla liberazione di padre Bossi. (