INFORM - N. 136 - 17 luglio 2007


MISSIONARI ITALIANI ALL’ESTERO

Sequestro nelle Filippine di padre Bossi: “cauto ottimismo” dei missionari del Pime

 

ROMA – Cauto ottimismo tra i confratelli di padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere ) rapito il 10 giugno scorso nelle Filippine.

All’agenzia AsiaNews padre Luciano Benedetti, missionario del Pime a Zambonaga, ha ribadito “il cauto ottimismo espresso ieri” . “Confido – ha detto - che ogni momento possa essere buono per la liberazione di padre Giancarlo Bossi, anche se qui è calata la sera e finora non ci sono stati sviluppi ulteriori alla vicenda”.  Secondo padre Benedetti la liberazione del confratello potrebbe avvenire “entro le prossime due settimane”, anche se, si è affrettato ad aggiungere, non è possibile “fare previsioni sicure al riguardo”.

Padre Benedetti ha ricordato “la volontà comune di cristiani e musulmani che chiedono una soluzione rapida della vicenda” e sottolineato che la liberazione di padre Bossi – che è “amato dalla popolazione”  - contribuirebbe a scongiurare il pericolo di una escalation “della tensione nel Paese”.

“Credo - ha concluso padre Benedetti - che la raccolta firme congiunta di cristiani e musulmani lanciata dall’artista Tomas Concepcion possa contribuire a creare una ventata di armonia fra la gente”. Parlamentare ai tempi del governo del presidente Fidel Ramos, sostiene che la numerosa comunità filippina in Italia deve “esercitare pressioni sui musulmani” affinché salvaguardino la salute del missionario del Pime.  Entro il 19 luglio l’artista si recherà a Zamboanga per incontrare il vescovo Romulo Geolina Valles per proseguire il lavoro comune mirato alla liberazione di padre Bossi. (Inform)

 


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