STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
Su
"La Voce d’Italia" l’editoriale del vice direttore Mauro Bafile
Brogli elettorali
CARACAS - Proprio non ci stanno. E lo dimostrano giorno
dopo giorno. La sconfitta elettorale brucia ancora. Forse più di prima. E visto
che la “spallata” resta una chimera e che il Partito Democratico rappresenta
una realtà destinata a rafforzare il Governo-Prodi, ecco che c’è chi grida di
nuovo ai “brogli elettorali all’estero”.
Pareva che oramai l’argomento fosse archiviato. E che
alla rabbia e alle frustrazioni per la sconfitta alle urna, avesse il sopravvento
il buon senso e la ragione. Non è così.
Nei giorni scorsi, su “Repubblica.it” è stato diffuso
un video di presunti brogli avvenuti in Australia, durante le ultime elezioni
politiche. Sarà la magistratura ad appurare la sua autenticità. Ma, intanto,
il video continua a far parlare.
Fermo restando che il voto degli italiani all’estero
è ormai una realtà e che questo è un diritto che più nessuno può negarci, è
altresì vero che all’estero, come d’altronde anche in Italia, non sono mancate
alcune irregolarità. Irregolarità, queste, che nel caso del Venezuela sono state
puntualmente denunciate su queste colonne. Dicevamo, appunto, irregolarità e
non brogli. Irregolarità che, seppur gravi, non lo sono così tanto da inficiare
le elezioni.
E’ necessario, e tutti ne siamo consapevoli, che l’esercizio
del voto all’estero venga rivisto e migliorato. Non solo per blindarlo dalle
possibili irregolarità che si possano presentare, ma soprattutto per renderlo
accessibile a tutti i connazionali all’estero.
Dalle ripetute denuncie della destra più recalcitrante,
le nostre Collettività all’estero devono trarne alcune lezioni. Innanzitutto
che proprio quelle frange politiche che ieri reclamavano il voto all’estero
come un diritto, pensando in un vero e proprio plebiscito per il centro-destra,
sono oggi quelle che gridano ai brogli e desiderano privare gli italiani fuori
d’Italia di un diritto sancito dalla Costituzione. E poi che, sempre nei settori
più reazionari, c’è chi considera le nostre Comunità “covi di delinquenti” o
masse di ignoranti esposte alla strumentalizzazione di persone senza scrupoli.
Ebbene, il voto degli italiani all’estero ha dimostrato
che le nostre Comunità non sono più masse nostalgiche legate ai ricordi del
passato, - leggasi spaghetti e mandolini - ma elettori consapevoli e maturi,
che votano secondo logiche del tutto simili a quelle dei cittadini nella madrepatria.
Per quel che riguarda, poi, il “covo di delinquenti” non si può evitare che
ognuno giudichi secondo il proprio metro.
Infine, c’è da sottolineare che gli anni dell’emigrazione
della valigia di cartone e dei connazionali ingenui è solo parte di un passato
di cui la nostra Collettività, seconde e terze generazioni incluse, vanno orgogliose.
Tanto è cambiato. Gli italiani fuori d’Italia sono industriali, commercianti,
professionisti affermati che “conoscono il mondo”, “vivono il mondo” e
seguono con interesse quanto accade in Italia. Ingannarli è difficile
perché nell’era della globalizzazione chi vive all’estero è forse più vicino
alla madrepatria di quanto lo siano gli italiani in Italia.
L’Italia, dentro e fuori d’Italia, è cambiata, lo ha
dimostrato alle urna. E non è gridando a presunti brogli elettorali che si possa
nascondere questa realtà; tantomeno cambiarla. (Mauro Bafile-La Voce d’Italia/