INAS
CISL
L’editoriale
di Corrispondenza Italia del 16 luglio 2007
Tutela personale e sindacato nel cuore,
per sfidare i cambiamenti
ROMA - I temi della Convention del patronato Inas e il
suo Bilancio sociale, focalizzati a Roma, alla presenza del Segretario Generale
della Cisl, Raffaele Bonanni, della dirigenza confederale e delle federazioni
di categoria, oltre che delle rappresentanze territoriali ed estere della nostra
rete organizzativa, sono oggetto di ampio resoconto in questo numero del nostro
notiziario. Qui vogliamo solo riprendere un filo ideale dei lavori, svoltisi
per tre giorni all’Auditorium di via Rieti, a Roma: quello del “fare insieme
per la tutela globale a 360 gradi del “popolo” che si rivolge a noi, avendo
nel cuore e nell’agire quotidiano la stella polare del sindacalismo Cisl, per
essere adeguatamente attrezzati a fronteggiare le sfide dei cambiamenti epocali
della nostra società sia nazionale che globale”.
L’insistenza ripetuta come un leit-motive è stata infatti
quella del “saper ascoltare, del saper accompagnare la gente che si rivolge
ai nostri sportelli, di saperla servire non solo con correttezza tecnica e professionale
ma con un caldo rapporto di cordiale partecipazione umana”.
Contrariamente a ciò che propaganda una velenosa (e non
certo disinteressata) vulgata, il patronato sindacale non è soltanto uno strumento
istituzionale che agisce nel solco di precise normative nei confronti delle
parti pubbliche, nel quadro di quei principi di sussidiarietà, anche organizzativa,
indispensabili per gestire la complessità della convivenza nelle società moderne,
plurali e diversificate nelle quali viviamo. Ma è anche strumento di iniziativa
sociale autonoma che cerca di rapportarsi in maniera originale a seconda dei
contesti locali e delle circostanze, sia entrando in rapporto convenzionale
con le altre strutture (non solo pubbliche) presenti nei territori, sia anche
coprendo le necessità e i vuoti di presenza che si evidenziano alla sua sensibilità
sociale e a quella dei suoi operatori. Non è un caso che l’70 per cento delle
attività del nostro Inas, ad esempio, non sono supportate da finanziamenti pubblici.
Questa è infatti la misura profonda di un “iceberg” che ha nella parte sommersa
la sua natura più vera di “corpo sociale intermedio” che si pone tra i bisogni
personali e familiari della gente e la struttura pubblica che necessariamente
agisce con criteri di generalità e astrattezza.
Questo contesto di difficoltà acuisce le sue problematiche
soprattutto all’estero. E ciò sia per la enorme disparità di situazioni che
vanno dai paesi più avanzati anche in termini di welfare state a paesi con strutture
precarie di sicurezza sociale; sia per la crescente insufficienza delle istituzioni
consolari, specie laddove ce ne sarebbe più bisogno; sia infine per la progressiva
individualizzazione delle condizioni di lavoro. Un fenomeno quest’ultimo , che
investe tutti i mercati; un fenomeno che occorre contrastare nelle sue degenerazioni
e negatività tramite un più marcato protagonismo delle confederazioni a livello
internazionale e globale; un fenomeno, infine, che per molti aspetti è oggettivo
(ci riferiamo alle professionalità tecnologiche emergenti, alla loro mobilità
geografica alla varietà delle condizioni contrattuali e previdenziali).
Si tratta di tematiche che l’Inas non scopre certo in
sede di convention organizzativa o in sede di bilancio (e prospettive) della
sua attività sociale. E in questo senso basta solo la citazione di progetti
che si stanno lentamente e costantemente facendo strada anche presso le organizzazioni
sindacali consorelle in Europa e nel mondo: parliamo, ad esempio, dell’ipotesi
di patronato europeo o di un “progetto giovani” rivolto alla domanda di nuovi
soggetti nobili: studenti, ricercatori, quadri, dirigenti, professionisti.
Senza abbandonare certo il terreno sul quale tradizionalmente
abbiamo costruito la nostra presenza e la nostra capacità di tutela, sono queste
le nuove sponde su cui puntiamo il timone affrontando i mari del nuovo secolo.
In piena fedeltà al nostro imprinting: col sindacato nel cuore! (Corrispondenza
Italia-