ATTIVITA’ PARLAMENTARE
Il Dpef alla Commissione Affari Esteri
del Senato
Previste maggiore risorse per la cooperazione
allo sviluppo, la tutela dell’ambiente e la proiezione internazionale del sistema
Italia
La delusione dei senatori Pollastri e Micheloni
per la mancanza nel Documento di riferimenti sulle nostre comunità all’estero
ROMA - In questi
giorni
Per quanto riguarda
la politica estera, dal Documento programmatico viene sottolineata la volontà
del Governo di potenziare l’internazionalizzazione del sistema economico e produttivo
del nostro paese e di rafforzare il ruolo e la presenza dell’Italia sullo scenario
europeo, nelle relazioni transatlantiche, nell’area del Mediterraneo e nei confronti
delle grandi economie emergenti dell’Asia. Sul fronte della cooperazione allo
sviluppo, a cui il Dpef dedica un intero paragrafo, vengono previste risorse
in più per raggiungere entro il 2008 un impegno finanziario pari allo 0,33%
del Pil, con la prospettiva di arrivare allo 0,51% nel 2010. Investimenti aggiuntivi
che saranno prevalentemente utilizzati per il continente africano. Il Documento
di programmazione si occupa inoltre delle politiche ambientali, in questo ambito
viene ricordato il “pacchetto energia” varato dalla Commissione europea e l‘adempimento
degli aggiornamenti derivanti dal Protocollo di Kyoto, e dello sviluppo delle
reti di trasporto transeuropee che utilizzeranno corridoi stradali, ferroviari
e marittimi. Per quanto riguarda invece l’internazionalizzazione delle imprese
dal Dpef viene evidenziato come a tutt’oggi l’Italia continui gradualmente a
perdere quote sul mercato mondiale. Nel 2006 le esportazioni del nostro paese
sul contesto economico globale sono infatti calate al 3,5%, rispetto al 3,7%
registrato nel 2005. A conclusione della sua relazione Polito ha suggerito
di porre particolare attenzione, nell’ambito del parere da inviare alla Commissione
Bilancio, alle relazioni transatlantiche, alla realtà delle grandi economie
emergenti e allo sviluppo dei rapporti con i paesi dell'America Latina.
Nel corso del
dibattito, dopo l’intervento del presidente della Commissione Lamberto Dini
che ha sottolineato l'esigenza di confermare risorse idonee per l’attività internazionale
dell’Italia e il rafforzamento del suo ruolo nei contesti multilaterali, il
senatore dell’Ulivo Edoardo Pollastri, eletto nella ripartizione Sud America,
ha osservato come dal Dpef siano inspiegabilmente assenti i richiami all’America
Latina, sia con riferimento alla proiezione internazionale del nostro paese,
sia per quanto concerne i rapporti dell’Italia con le economie emergenti. Pollastri,
nell’esprimere il proprio rammarico per la mancanza di indicazioni sulle comunità
italiane nel mondo, ha inoltre sottolineato la necessità di valorizzare, al
fianco di organismi come
La necessità
di porre maggiore attenzione alle relazioni con l’America Latina è stata sottolineata
anche da Giorgio Mele del gruppo Sinistra democratica per il socialismo europeo
(Sdse) che ha poi ricordato i crescenti legami dell’Italia con i paesi del Continente
africano. Mele ha chiesto maggiore determinazione politica per il raggiungimento
degli obiettivi finanziari, fissati a livello europeo ed internazionale, per
la crescita della nostra cooperazione.
Anche Claudio
Micheloni (Ulivo), presidente del Comitato per le questioni degli italiani nel
mondo, ha espresso rammarico per la mancanza di idonei riferimenti circa i rapporti
dell'Italia con le economie emergenti dell'America Latina. Micheloni ha
inoltre sottolineato l'inadeguatezza delle iniziative volte al rafforzamento
della rete consolare. Un problema per il quale non sono previsti stanziamenti
specifici e che quindi rimane circoscritto nei limiti delle disponibilità economiche
del ministero degli Esteri. Micheloni ha anche rilevato come nel
Da Alfredo Mantica (An) è stato osservato come a tutt’oggi sia necessario rafforzare, oltre alla rete consolare, il ruolo dell'Italia come potenza culturale mondiale. Un salto di qualità, basato su una maggiore attenzione per gli Istituti italiani di cultura, da portare avanti anche attraverso l’elaborazione di meccanismi di flessibilità nell'ambito della gestione delle risorse esistenti. In questo contesto appare prioritaria una revisione organica del sistema contabile applicabile alle strutture diplomatiche, che preveda una gestione più snella ed orientata a criteri di efficienza, ed una nuova politica delle risorse umane che preveda l’utilizzo di personale assunto in loco. Chiesta da Mantica anche una revisione delle norme di gestione del patrimonio immobiliare italiano all'estero, di proprietà del demanio dello Stato, che consenta di razionalizzare la dislocazione delle sedi degli uffici diplomatici e consolari.(G.M.- Inform)