INFORM - N. 134 - 13 luglio 2007


ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Il Dpef alla Commissione Affari Esteri del Senato

Previste maggiore risorse per la cooperazione allo sviluppo, la tutela dell’ambiente e la proiezione internazionale del sistema Italia

La delusione dei senatori Pollastri e Micheloni per la mancanza nel Documento di riferimenti sulle nostre comunità all’estero

 

ROMA - In questi giorni la Commissione Affari Esteri della Camera sta esaminando il Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) per gli anni 2008 -2011. La discussione, seguita per il governo dal vice ministro agli Esteri Franco Danieli, porterà alla definizione di un parere da inviare alla Commissione Bilancio. Il dibattito è stato introdotto dal relatore Antonio Polito (Ulivo) che ricordato come il Dpef fissi l’indebitamento netto per il 2007 al 2,5% del Pil. Una stima al ribasso, rispetto a quella dello scorso anno, che è principalmente dovuta al buon andamento della crescita economica e del gettito tributario. Alla luce di questo quadro tendenzialmente positivo nel Dpef, in cui si indica l’obiettivo del pareggio del bilancio entro il 2011, non prevede una manovra correttiva per il 2008, anche se questa opzione potrebbe essere utilizzata per interventi non previsti dalla legislazione vigente, come ad esempio gli accordi su previdenza e lavoro o il finanziamento del Fondo globale per la lotta all’Aids.

Per quanto riguarda la politica estera, dal Documento programmatico viene sottolineata la volontà del Governo di potenziare l’internazionalizzazione del sistema economico e produttivo del nostro paese e di rafforzare il ruolo e la presenza dell’Italia sullo scenario europeo, nelle relazioni transatlantiche, nell’area del Mediterraneo e nei confronti delle grandi economie emergenti dell’Asia. Sul fronte della cooperazione allo sviluppo, a cui il Dpef dedica un intero paragrafo, vengono previste risorse in più per raggiungere entro il 2008 un impegno finanziario pari allo 0,33% del Pil, con la prospettiva di arrivare allo 0,51% nel 2010. Investimenti aggiuntivi che saranno prevalentemente utilizzati per il continente africano. Il Documento di programmazione si occupa inoltre delle politiche ambientali, in questo ambito viene ricordato il “pacchetto energia” varato dalla Commissione europea e l‘adempimento degli aggiornamenti derivanti dal Protocollo di Kyoto, e dello sviluppo delle reti di trasporto transeuropee che utilizzeranno corridoi stradali, ferroviari e marittimi. Per quanto riguarda invece l’internazionalizzazione delle imprese dal Dpef viene evidenziato come a tutt’oggi l’Italia continui gradualmente a perdere quote sul mercato mondiale. Nel 2006 le esportazioni del nostro paese sul contesto economico globale sono infatti calate al 3,5%, rispetto al 3,7% registrato nel 2005.  A conclusione della sua relazione Polito ha suggerito di porre particolare attenzione, nell’ambito del parere da inviare alla Commissione Bilancio, alle relazioni transatlantiche, alla realtà delle grandi economie emergenti e allo sviluppo dei rapporti con i paesi dell'America Latina.

Nel corso del dibattito, dopo l’intervento del presidente della Commissione Lamberto Dini che ha sottolineato l'esigenza di confermare risorse idonee per l’attività internazionale dell’Italia e il rafforzamento del suo ruolo nei contesti multilaterali, il senatore dell’Ulivo Edoardo Pollastri, eletto nella ripartizione Sud America, ha osservato come dal Dpef siano inspiegabilmente assenti i richiami all’America Latina, sia con riferimento alla proiezione internazionale del nostro paese, sia per quanto concerne i rapporti dell’Italia con le economie emergenti. Pollastri, nell’esprimere il proprio rammarico per la mancanza di indicazioni sulle comunità italiane nel mondo, ha inoltre sottolineato la necessità di valorizzare, al fianco di organismi come la Sace e la Simest, le Camere di commercio italiane all’estero che possono costituire degli importanti volani per la penetrazione delle aziende italiane nei mercati esteri.

La necessità di porre maggiore attenzione alle relazioni con l’America Latina è stata sottolineata anche da Giorgio Mele del gruppo Sinistra democratica per il socialismo europeo (Sdse) che ha poi ricordato i crescenti legami dell’Italia con i paesi del Continente africano. Mele ha chiesto maggiore determinazione politica per il raggiungimento degli obiettivi finanziari, fissati a livello europeo ed internazionale, per la crescita della nostra cooperazione.

Anche Claudio Micheloni (Ulivo), presidente del Comitato per le questioni degli italiani nel mondo, ha espresso rammarico per la mancanza di idonei riferimenti circa i rapporti dell'Italia con le economie emergenti dell'America Latina. Micheloni ha  inoltre sottolineato l'inadeguatezza delle iniziative volte al rafforzamento della rete consolare. Un problema per il quale non sono previsti stanziamenti specifici e che quindi rimane circoscritto nei limiti delle disponibilità economiche del ministero degli Esteri. Micheloni ha anche rilevato come nel 2006 l'ammontare degli stanziamenti destinati dall’Italia per la politica estera, pari allo 0,24% del bilancio dello Stato e allo 0,11% del Pil, sia stato notevolmente più basso rispetto ad altri paesi dell’Unione europea. Ha infine auspicato un maggiore impegno del Governo in politica estera sul fronte delle criticità delle comunità italiane all'estero e della rete consolare. Il senatore di Rifondazione Comunista Francesco Martone, dopo aver chiesto chiarimenti sul ruolo delle forze armate italiane nel Mediterraneo ed in altre aree del mondo, ha auspicato l’avvio di una riflessione e volta a delineare il rapporto che corre tra le pertinenze della politica estera e la sfera di utilizzo dello strumento militare. 

Da Alfredo Mantica (An) è stato osservato come a tutt’oggi sia necessario rafforzare, oltre alla rete consolare, il ruolo dell'Italia come potenza culturale mondiale. Un salto di qualità, basato su una maggiore attenzione per gli Istituti italiani di cultura, da portare avanti anche attraverso l’elaborazione di meccanismi di flessibilità nell'ambito della gestione delle risorse esistenti. In questo contesto appare prioritaria una revisione organica del sistema contabile applicabile alle strutture diplomatiche, che preveda una gestione più snella ed orientata a criteri di efficienza, ed una nuova politica delle risorse umane che preveda l’utilizzo di personale assunto in loco. Chiesta da Mantica anche una revisione delle norme di gestione del patrimonio immobiliare italiano all'estero, di proprietà del demanio dello Stato, che consenta di razionalizzare la dislocazione delle sedi degli uffici diplomatici e consolari.(G.M.- Inform)

 


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