INFORM - N. 133 - 12 luglio 2007


VOTO ALL’ESTERO

Vittorio Coco (UDC Canada): “Brogli elettorali non soltanto in Australia ma anche in Canada”

 

TORONTO - Non mi meraviglia affatto il video scandalo inviato a "Repubblica" dall`Australia.  Sui presunti brogli elettorali non c`è soltanto l`Australia. C`è il Nord e Centro America, c`è l`America Meridionale e l`Europa.

Chi scrive è stato candidato al Senato della Repubblica per l’UDC e prima e durante le elezioni nella mia circoscrizione dell`America Settentrionale e Centrale ne ho viste di cotte e di crude.

Patronati adibiti a scuole per insegnare agli elettori come votare per l`Unione. Corrieri che andavano casa per casa a ritirare i plichi elettorali. E non è tutto: un gestore di Patronato candidato al Senato pare sia stato preso con le mani nel sacco da un giornalista della CBC mentre faceva votare la scheda a un elettore .

Ma la lista dei problemi non finisce qui. Sarebbe stupido pensare che soltanto quelli dell`Unione siano colpevoli di così delittuoso crimine. Il problema sta a monte. La legge elettorale così come  è stata concepita ha lasciato troppo spazio a presunti brogli. Il voto per corrispondenza si è prestato a troppi "loop holes", mettendo in condizione l`elettore di essere manipolato dai furbetti di turno. E di furbetti in questo mondo ce ne sono veramente tanti.

Guardando il video scandalo si ha la sensazione di vivere nel Far West.

Ora si dice che il video potrebbe essere stato manipolato. Certo io non sono un esperto in materia ma con l`esperienza fatta in prima persona, posso dire che di brogli ce ne sono stati eccome!

Come evitarli non sarà facile. I furbi di quartiere troveranno il modo per garantirsi i voti escogitando qualche altra diavoleria.

Che Dio ce la mandi buona. (Vittorio Coco, Segretario Politico UDC Canada)

Inform

 

 


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