INFORM - N. 133 - 12 luglio 2007


STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

Editoriale de “L’Italiano” di oggi

Gian Luigi Ferretti: “Brogli o imbrogli?

 “Sarei l'uomo più felice del mondo se venissero dimostrati i brogli elettorali, che so esserci stati davvero, ma il video di Repubblica non mi convince del tutto”

 

ROMA - Il bello di essere il direttore di un giornale è che si ha la libertà di esprimere la propria opinione, anche quando non è del tutto ortodossa.

A un giorno di distanza parliamo un po’ del famoso video australiano pubblicato da “Repubblica”.

Che le elezioni all’estero siano state caratterizzate da brogli diffusi lo sanno tutti. Alcuni citano fatti, luoghi, circostanze. Il fatto è che solo in rarissimi casi è stato fornito qualcosa di somigliante ad una prova.

Personalmente so benissimo che molti hanno fatto i “furbi”; qualcuno è stato più bravo di altri, meglio organizzato.

Da antico combattente per il voto agli italiani all’estero sarei l’uomo più felice del mondo se questi mascalzoni , chiunque essi siano, venissero smascherati. Con le loro azioni criminali (perché di crimini si tratta, non dimentichiamolo) hanno minato seriamente il concetto stesso di voto all’estero, che – è bene dirlo a chiare lettere – o è per corrispondenza o non è.

Ora, a 15 mesi di distanza dalle elezioni, viene fatto uscire con gran clamore un video che dovrebbe dimostrare scorrettezze commesse dall’Unione in Australia.

Non posso fare a meno di rilevare alcune stranezze.

Intanto chi lo ha fornito è un candidato dell’Udeur, uno che non aveva la ben che minima possibilità di essere eletto, uno che quindi non avrebbe dovuto prendersela più di tanto e che dovrebbe essersi lasciata alle spalle quell’esperienza. Chissà invece perché lo ha tirato fuori proprio ora da quel cassetto dove lo aveva tenuto per così tanto tempo. 

Chi lo ha pubblicato è “Repubblica”, organo ufficioso di quell’Unione che sarebbe colpevole.

E veniamo alle stranezze del video:

-  Le schede sulla scrivanie non sembrano avere piegature, salvo le prime due,  quando in realtà ricordo che, anche tentando di stirarle con le mani, rimanevano piegate con un effetto che potremmo chiamare "a gondola";

 - mi stupisce la mancanza di certificati elettorali dalle riprese, dato che in quei giorni erano l'oggetto più ambito. A meno che l'operazione non fosse così ben organizzata che il ruolo della persona ripresa fosse soltanto quello di votare le schede, mentre ad un altro tavolo si procedeva al doppio imbustamento ed all'inserimento del talloncino;

 - il ragazzo infila la scheda votata nel plico originale del consolato e non nella busta piccola. Vale comunque l’obiezione del punto precedente. Ma allora perchè si riprende un solo tavolo?

Quanto mi piacerebbe prendere in castagna i miei avversari politici, ma non per questo mi avvento, come un cane affamato, su qualsiasi polpetta avvelenata.

Del video si occupi la Magistratura alla ricerca della verità.

Io sospendo i giudizi e per ora mi fermo a riflettere. (Gian Luigi Ferretti-L’Italiano/Inform)  http://www.litaliano.it

 


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