STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
Editoriale
de “L’Italiano” di oggi
Gian Luigi Ferretti: “Brogli o imbrogli?
“Sarei l'uomo più felice del mondo se venissero
dimostrati i brogli elettorali, che so esserci stati davvero, ma il
video di Repubblica non mi convince del tutto”
ROMA - Il bello
di essere il direttore di un giornale è che si ha la libertà di esprimere la
propria opinione, anche quando non è del tutto ortodossa.
A un giorno di
distanza parliamo un po’ del famoso video australiano pubblicato da “Repubblica”.
Che le elezioni
all’estero siano state caratterizzate da brogli diffusi lo sanno tutti. Alcuni
citano fatti, luoghi, circostanze. Il fatto è che solo in rarissimi casi è stato
fornito qualcosa di somigliante ad una prova.
Personalmente
so benissimo che molti hanno fatto i “furbi”; qualcuno è stato più bravo di
altri, meglio organizzato.
Da antico combattente
per il voto agli italiani all’estero sarei l’uomo più felice del mondo se questi
mascalzoni , chiunque essi siano, venissero smascherati. Con le loro azioni
criminali (perché di crimini si tratta, non dimentichiamolo) hanno minato seriamente
il concetto stesso di voto all’estero, che – è bene dirlo a chiare lettere –
o è per corrispondenza o non è.
Ora, a 15 mesi
di distanza dalle elezioni, viene fatto uscire con gran clamore un video che
dovrebbe dimostrare scorrettezze commesse dall’Unione in Australia.
Non posso fare
a meno di rilevare alcune stranezze.
Intanto chi lo
ha fornito è un candidato dell’Udeur, uno che non aveva la ben che minima possibilità
di essere eletto, uno che quindi non avrebbe dovuto prendersela più di tanto
e che dovrebbe essersi lasciata alle spalle quell’esperienza. Chissà invece
perché lo ha tirato fuori proprio ora da quel cassetto dove lo aveva tenuto
per così tanto tempo.
Chi lo ha pubblicato
è “Repubblica”, organo ufficioso di quell’Unione che sarebbe colpevole.
E veniamo alle
stranezze del video:
- Le schede sulla scrivanie non sembrano avere
piegature, salvo le prime due, quando
in realtà ricordo che, anche tentando di stirarle con le mani, rimanevano piegate
con un effetto che potremmo chiamare "a gondola";
- mi stupisce la mancanza di certificati elettorali
dalle riprese, dato che in quei giorni erano l'oggetto più ambito. A meno che
l'operazione non fosse così ben organizzata che il ruolo della persona ripresa
fosse soltanto quello di votare le schede, mentre ad un altro tavolo si procedeva
al doppio imbustamento ed all'inserimento del talloncino;
- il ragazzo infila la scheda votata nel plico
originale del consolato e non nella busta piccola. Vale comunque l’obiezione
del punto precedente. Ma allora perchè si riprende un solo tavolo?
Quanto mi piacerebbe
prendere in castagna i miei avversari politici, ma non per questo mi avvento,
come un cane affamato, su qualsiasi polpetta avvelenata.
Del video si
occupi la Magistratura alla ricerca della verità.
Io sospendo i giudizi e per ora mi fermo a riflettere. (Gian Luigi Ferretti-L’Italiano/Inform) http://www.litaliano.it