INFORM - N. 130 - 9 luglio 2007
PARTITI
Il
presidente di An della provincia di Potenza Gianni Rosa commenta i dati Istat
Basilicata: tra il 2005 e il 2006 emigrate 1967 persone, soprattutto
dalla provincia di Potenza
A partire sono per la maggior parte giovani,
con cultura e formazione scolastica medio alta
POTENZA - “I dati Istat recentemente pubblicati (v. Inform del 5 luglio http://www.mclink.it/com/inform/art/07n12806.htm
) sono l'ennesima conferma di un trend negativo della Basilicata che dura da
troppo tempo: tra il 2005 e il 2006, la nostra regione ha perso 2748 abitanti,
di cui 1967 emigrati, in partenza soprattutto dalla provincia di Potenza. Dato
ancora più sconfortante: ad emigrare sono, per la maggior parte, giovani, con
una cultura e una formazione scolastica medio alta, appartenenti ad un ceto
sociale medio: i famosi “talenti”, così come più volte definiti dalla politica
degli slogan del centrosinistra lucano”. Preoccupato e polemico il presidente
di An della provincia di Potenza Gianni Rosa. Che aggiunge: “Mancanza di lavoro,
disoccupazione, spopolamento dei comuni, da una parte, ricchezza di risorse
naturali e paesaggistiche, royalties derivanti dall’attività estrattiva nella
Val d’Agri, dall’altra: un paradosso che gli amministratori di centrosinistra
– polemizza ancora Rosa - continuano ad ignorare, probabilmente, impegnati a
conservare o riacquistare prestigio e popolarità. Perdere abitanti significa
perdere risorse, cultura, intelligenze; significa fiaccare ulteriormente una
regione costretta a confrontarsi con realtà più popolose e più sviluppate”.
La Federazione
provinciale di Potenza di An – sottolinea Rosa - ritiene improcrastinabile il
superamento delle contraddizioni relative alla situazione politica ed economica
della Basilicata, terra ricca di risorse il cui utilizzo non corrisponde ad
un adeguato livello di sviluppo e di qualità della vita dei cittadini, che fa
i conti con un inadeguato sistema politico che governa la quasi totalità della
regione. Per rilanciare lo sviluppo del territorio bisogna essere capaci di
individuare soluzioni precise e obiettivi ben chiari: superamento del gap infrastrutturale
esistente, modernizzazione della società, riorganizzazione e razionalizzazione
del sistema sanitario regionale, realizzazione di un’amministrazione pubblica
più efficace ed efficiente. Quindi, occorrono scelte politiche che incidano
significativamente sul rilancio economico delle attività produttive, sul problema
dell’occupazione, sul miglioramento della mobilità sul territorio, su una gestione
più efficace delle risorse energetiche ed idriche. Solo così si può evitare
lo sperpero delle risorse disponibili che sino ad oggi ha determinato povertà
per tanti, clientelismo per gli amici e sopravvivenza dorata per i politici”.
(Inform)
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