INFORM - N. 128 - 5 luglio 2007


ESTERI

Dal 9 al 12 luglio D’Alema in Sud Africa, Mozambico e Congo

In Sud Africa anche il ministro Bonino e delegazione di Confindustria guidata da Montezemolo

 

ROMA – Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, dal 9 al 12 luglio sarà in visita in Sud Africa, Mozambico e Congo.

In Sudafrica, il titolare della Farnesina avrà colloqui con il vice presidente Phumzile Mlambo-Ngcuka, con il ministro degli Esteri, signora Nkosazana Dlamini Zuma, e con il segretario generale dell'African National Congress. Con il titolare della Farnesina anche il ministro per il Commercio Internazionale Emma Bonino. Al seguito, una folta delegazione di Confindustria, guidata dal presidente Luca Cordero di Montezemolo. Al centro della visita i rapporti economici e commerciali ma anche quelli di cooperazione in ambito umanitario, scientifico e tecnologico, con particolare riferimento alla lotta all'Aids.

In Mozambico, D'Alema incontrerà il premier Luisa Dias Diogo e il ministro degli Esteri Alsinda Deabreu. Al Mozambico l'Italia ha fornito aiuti allo sviluppo per 700 milioni di euro negli ultimi 20 anni.

Con la visita in Congo il ministro D’Alema intende confermare il sostegno dell'Italia al completamento del processo di transizione democratica. Il capo della diplomazia italiana D'Alema incontrerà il presidente Joseph Kabila, il primo ministro Antoine Gizenga e i presidenti delle Camere.

Il vice portavoce della Farnesina Alessandro Cortese, secondo quanto riferito dall’Asca, ha evidenziato che la missione di D’Alema è “una riprova dell'attenzione con cui il governo italiano segue il continente africano”.  Cortese ha spiegato che l’idea che sta dietro a questa visita è “di porsi con un approccio innovativo nei confronti dell'Africa, cioèin maniera analoga al modo con cui ci stiamo relazionando con l'Asia e l'America Latina”. Si tratta, ha detto Cortese “di avere un rapporto non più basato esclusivamente sulla cooperazione, quindi un rapporto asimmetrico, ma più integrato, fondato su uno sviluppo delle relazioni in vari settori, senza trascurare un principio per noi importante che è quello della ownership del processo da parte dei Paesi africani”.

Cortese ha spiegato che sono tre le linee guida di “questa nuova politica italiana nei confronti dell'Africa”. Si punta innanzi tutto a “consolidare l'inversione di tendenza nell'aiuto pubblico allo sviluppo, che è stato accresciuto in maniera consistente nell'ultimo anno”. Poi, ad “individuare nuove opportunità di cooperazione economica” sia per far fronte ad alcune situazioni drammatiche, “come la povertà e l'Aids”, sia per sfruttare la crescita economica in Africa. Ed , infine, si mira a “rilanciare il dialogo politico con gli attori regionali, come nel caso del Sudafrica, con cui abbiamo dei rapporti particolarmente intensi in questo periodo poiche' entrambi i Paesi sono nel Consiglio di sicurezza”. (Inform)

 


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