ESTERI
Dal 9 al
In Sud Africa anche il ministro Bonino
e delegazione di Confindustria guidata da Montezemolo
ROMA – Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, dal
9 al
In Sudafrica, il titolare della Farnesina avrà colloqui
con il vice presidente Phumzile Mlambo-Ngcuka, con il ministro degli Esteri,
signora Nkosazana Dlamini Zuma, e con il segretario generale dell'African National
Congress. Con il titolare della Farnesina anche il ministro per il Commercio
Internazionale Emma Bonino. Al seguito, una folta delegazione di Confindustria,
guidata dal presidente Luca Cordero di Montezemolo. Al centro della visita i
rapporti economici e commerciali ma anche quelli di cooperazione in ambito umanitario,
scientifico e tecnologico, con particolare riferimento alla lotta all'Aids.
In Mozambico, D'Alema incontrerà il premier Luisa Dias
Diogo e il ministro degli Esteri Alsinda Deabreu. Al Mozambico l'Italia ha fornito
aiuti allo sviluppo per 700 milioni di euro negli ultimi 20 anni.
Con la visita in Congo il ministro D’Alema intende confermare
il sostegno dell'Italia al completamento del processo di transizione democratica.
Il capo della diplomazia italiana D'Alema incontrerà il presidente Joseph Kabila,
il primo ministro Antoine Gizenga e i presidenti delle Camere.
Il vice portavoce della Farnesina Alessandro Cortese,
secondo quanto riferito dall’Asca, ha evidenziato che la missione di D’Alema
è “una riprova dell'attenzione con cui il governo italiano segue il continente
africano”. Cortese ha spiegato che l’idea
che sta dietro a questa visita è “di porsi con un approccio innovativo nei confronti
dell'Africa, cioèin maniera analoga al modo con cui ci stiamo relazionando con
l'Asia e l'America Latina”. Si tratta, ha detto Cortese “di avere un rapporto
non più basato esclusivamente sulla cooperazione, quindi un rapporto asimmetrico,
ma più integrato, fondato su uno sviluppo delle relazioni in vari settori, senza
trascurare un principio per noi importante che è quello della ownership del
processo da parte dei Paesi africani”.
Cortese ha spiegato che sono tre le linee guida di “questa
nuova politica italiana nei confronti dell'Africa”. Si punta innanzi tutto a
“consolidare l'inversione di tendenza nell'aiuto pubblico allo sviluppo, che
è stato accresciuto in maniera consistente nell'ultimo anno”. Poi, ad “individuare
nuove opportunità di cooperazione economica” sia per far fronte ad alcune situazioni
drammatiche, “come la povertà e l'Aids”, sia per sfruttare la crescita economica
in Africa. Ed , infine, si mira a “rilanciare il dialogo politico con gli attori
regionali, come nel caso del Sudafrica, con cui abbiamo dei rapporti particolarmente
intensi in questo periodo poiche' entrambi i Paesi sono nel Consiglio di sicurezza”.
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