SOLIDARIETA’
“Il seme della cultura fa crescere i paesi
in via di sviluppo”
Seconda edizione del Master “Global development
and social justice”
ROMA - “Un progetto di solidarietà internazionale che
mette alla base la condivisione nei diversi aspetti che lo caratterizzano: nell’obiettivo
che propone, lo sviluppo che ha come protagonisti gli stessi beneficiari, nell’ispirazione
e nelle motivazioni, nel solco del mandato evangelico, della dottrina sociale
della Chiesa ed anche delle più moderne teorie economiche e, infine, nell’organizzazione,
perché impegna partner, pubblici e privati, confessionali e laici, in un obiettivo
di ampia portata”. Così mons. Mauro Parmeggiani, Segretario generale del Vicariato
di Roma, ha presentato il Master universitario “Sviluppo globale e giustizia
sociale”, nella conferenza che si è tenuta questa mattina presso la sede della
FAO di Roma.
Il Master “Global
development and social justice”, il primo in Italia indirizzato a studenti di
paesi in via di sviluppo, è organizzato dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione
con
Per il biennio 2007 - 2009 venti studenti provenienti
da Bulgaria, Camerun, Colombia, Costa d’Avorio, Filippine, India, Israele, Kenya,
Nigeria, Russia, Thailandia, Haiti, Bosnia Erzagovina, Indonesia e Ruanda, approfondiranno
le tematiche inerenti allo sviluppo sociale, la giustizia e la pace grazie alle
borse di studio assegnate dagli organizzatori e dagli sponsor del Master.
La presentazione ufficiale del Master ha visto la partecipazione
di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cooperazione
internazionale.
Vandana Shiva, della Fondazione di ricerca per
Queste economie, della natura e della solidarietà, permetto
all’uomo di star bene perché sono economie sane. Se abbiamo risorse naturali e rapporti solidali, possiamo
star bene anche con un dollaro al giorno, il famigerato indice di soglia della
povertà. Se tutto ha un costo, compresa l’acqua e le sementi, si è poveri anche
con trenta dollari al giorno.”.
Domenico Parisi, dell’Istituto di scienze e tecnologie
della cognizione del CNR, ha illustrato “il lato oscuro dello sviluppo”: quell’individualismo
estremo che l’occidente esporta insieme all’efficienza dei processi produttivi
e la tecnologia.
Lo sviluppo come processo multidisciplinare è stato al
centro dell’intervento del virologo dell’Università di Tor Vergata Carlo Federico
Perno che, parlando delle malattie causate dai virus, le ha definite paradigmatiche
nel mostrare i fallimenti delle politiche condotte fino ad oggi. “Negli anni
Ottanta si pensava di poter definitivamente sconfiggere le malattie infettive
poi, soprattutto con la diffusione dell’Aids, ci si è accorti che la salute
non può essere trattata separatamente da economia, sviluppo e tutti gli altri
indicatori di benessere. Le cure per l’Aids e la diffusione dell’HIV mostrano
evidentemente l’approccio diseguale alla tutela della salute tra paesi ricchi
e poveri”.
Maurizio Franzini, economista dell’Università “