INFORM - N. 128 - 5 luglio 2007


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

L’editoriale di “Gente d’Italia”

Però, viva il Cgie

 

Servono soldi. Per far funzionare i consolati italiani nel mondo.  Ma le palanche non ci sono – comincia così il fondo con cui apre  Gente d’Italia il quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.- Il direttore per gli italiani all’estero Benedetti annuncia con soddisfazione l’operazione  'il consolato a casa', operazione che dovrebbe ridurre attraverso le nuove tecnologie le distanze fra l'utenza e gli uffici consolari".  In America Latina e non solo queste parole fanno sorridere. Molti italiani  riescono a mala pena  a sbarcare il lunario….

Al trionfalismo dell’ambasciatore Benedetti seguono “visite” a ripetizioni di Regioni italiane che “scoprono l’America”. Vagonate di invitati, delegazioni del made in Italy tutto-compreso. Il Piemonte, per esempio, è sbarcato in Sudamerica per “una serie di accordi bilaterali… Viaggi in “magnifica” e lauti pranzi. Bertinotti nel suo ultimo viaggio-scoperta sudamericano, con tanto di aereo di stato e decine di invitati al seguito, ha promesso mari e monti…

Le ambasciate devono poi “sopperire” con ricevimenti e pranzi per le delegazioni…

E il povero italiano di Tucuman o dell’interno dell’Uruguay deve aspettare mesi e mesi per poter parlare con l’impiegato di turno del consolato.

Mancano i soldi, mancano i mezzi… Ma non a tutti…

A nessuno è venuto in mente per esempio i milioni di euro che spende il Cgie? Biglietti aerei in prima classe, alberghi di lusso, riunioni “fantasma”, nel senso della partecipazione delle comunità… Fino a pochi mesi fa il centro-destra sparava a zero contro il Cgie, poi, è bastato far rientrare qualcuno, che si è “portato” qualche altro amico e… tutti zitti, il Cgie riprende le sue sortite.

Fra non molto verranno anche a Miami. “Sponsorizzati” dal locale Comites. Che ha fatto veramente tanto per la collettività di Miami… (Saremo proprio curiosi di ascoltare quali manifestazioni abbiano messo in pratica Sassi e compagni in questi anni del loro mandato).

Tutti a Miami, a settembre. Sole, mare, salsa  e … tanta collettività con tante bandiere e tanti italiani… ( sperando che il buon Dio tenga lontano gli uragani visto che  saremo in pieno  calendario di tormente tropicali). E così, mentre si preparano i festeggiamenti ( senza l’ausilio di agenzie turistiche  in loco perché lo vieta il regolamento del Cgie) in America latina non hanno i soldi per poter pagare impiegati e contrattisti dei consolati. E le pratiche di cittadinanza sono ormai  protocollate al 2020. L’ambasciatore Scalici ha chiesto 40mila euro per poter sopperire ai bisogni più immediati ( per avere un passaporto a Montevideo occorrono sei mesi, alla faccia della legge che recita 15 giorni). Ma gli hanno risposto picche.

I soldi per venire a Miami, in prima classe, però, ci sono. E non solo per quello…

E allora, viva il Cgie, e poi se gli italiani di Montevideo devono aspettare sei mesi per un loro sacrosanto diritto, avere il passaporto, ma chi se ne frega… (Gente d’Italia/Inform)

 


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