STAMPA
ITALIANA ALL’ESTERO
L’editoriale
di “Gente d’Italia”
Però, viva il Cgie
Servono soldi. Per far funzionare i consolati italiani
nel mondo. Ma le palanche non ci sono – comincia così il fondo con cui
apre Gente d’Italia il quotidiano delle
Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.- Il direttore per gli italiani all’estero
Benedetti annuncia con soddisfazione l’operazione 'il consolato a casa', operazione che dovrebbe
ridurre attraverso le nuove tecnologie le distanze fra l'utenza e gli uffici
consolari". In America Latina e non solo queste parole fanno sorridere.
Molti italiani riescono a mala pena a sbarcare il lunario….
Al trionfalismo dell’ambasciatore Benedetti seguono “visite”
a ripetizioni di Regioni italiane che “scoprono l’America”. Vagonate di invitati,
delegazioni del made in Italy tutto-compreso. Il Piemonte, per esempio, è sbarcato
in Sudamerica per “una serie di accordi bilaterali… Viaggi in “magnifica” e
lauti pranzi. Bertinotti nel suo ultimo viaggio-scoperta sudamericano, con tanto
di aereo di stato e decine di invitati al seguito, ha promesso mari e monti…
Le ambasciate devono poi “sopperire” con ricevimenti
e pranzi per le delegazioni…
E il povero italiano di Tucuman o dell’interno dell’Uruguay
deve aspettare mesi e mesi per poter parlare con l’impiegato di turno del consolato.
Mancano i soldi, mancano i mezzi… Ma non a tutti…
A nessuno è venuto in mente per esempio i milioni di
euro che spende il Cgie? Biglietti aerei in prima classe, alberghi di lusso,
riunioni “fantasma”, nel senso della partecipazione delle comunità… Fino a pochi
mesi fa il centro-destra sparava a zero contro il Cgie, poi, è bastato far rientrare
qualcuno, che si è “portato” qualche altro amico e… tutti zitti, il Cgie riprende
le sue sortite.
Fra non molto verranno anche a Miami. “Sponsorizzati”
dal locale Comites. Che ha fatto veramente tanto per la collettività di Miami…
(Saremo proprio curiosi di ascoltare quali manifestazioni abbiano messo in pratica
Sassi e compagni in questi anni del loro mandato).
Tutti a Miami, a settembre. Sole, mare, salsa e
… tanta collettività con tante bandiere e tanti italiani… ( sperando che il
buon Dio tenga lontano gli uragani visto che saremo in pieno calendario
di tormente tropicali). E così, mentre si preparano i festeggiamenti ( senza
l’ausilio di agenzie turistiche in loco perché lo vieta il regolamento
del Cgie) in America latina non hanno i soldi per poter pagare impiegati e contrattisti
dei consolati. E le pratiche di cittadinanza sono ormai protocollate al
2020. L’ambasciatore Scalici ha chiesto 40mila euro per poter sopperire ai bisogni
più immediati ( per avere un passaporto a Montevideo occorrono sei mesi, alla
faccia della legge che recita 15 giorni). Ma gli hanno risposto picche.
I soldi per venire a Miami, in prima classe, però, ci
sono. E non solo per quello…
E allora, viva il Cgie, e poi se gli italiani di Montevideo
devono aspettare sei mesi per un loro sacrosanto diritto, avere il passaporto,
ma chi se ne frega… (Gente d’Italia/