POLITICA
E SOCIETA’
Franco Narducci parla della crisi della
politica italiana
“Gli scandali hanno una ricaduta negativa
all’estero e non passano fra l’indifferenza delle nostre comunità nel mondo”
ROMA - Dall’incontro nazionale degli amministratori aclisti,
appena conclusosi a Roma, è emersa la necessità di affrontare la crisi della
politica italiana attraverso una paziente ricostruzione dei legami con i cittadini
che parta dalla valorizzazione del territorio e delle risorse del volontariato.
Una lotta, volta alla creazione di nuove forme di partecipazione, che isoli
il pericoloso emergere in Italia dell’anti-politica. Una dimensione della nostra
società che ormai da anni viene alimentata dai continui scandali. Processi mediatici,
più o meno importanti, che quasi sempre però superano i confini nazionali e
fanno sentire i loro effetti anche all’estero. Su questo aspetto e sul problema
della crescente distanza che separa il cittadino comune dalla politica abbiamo
raccolto, a lato dell’incontro delle Acli, il parere del deputato dell’Ulivo
Franco Narducci, eletto nella ripartizione Europa.
Oggi nel nostro paese si parla molto della crisi dei
partiti e del progressivo distacco della popolazione dalla classe politica.
Lei crede che questo dibattito si basi su argomentazioni reali ?
E’ innegabile che in Italia vi sia distanza fra la politica
ed i cittadini e io credo che questo non sia solo un problema legato ai costi
della stessa attività politica. Non bisogna dimenticare che stiamo vivendo una
lunga transizione che è partita dagli scandali del 1992. Tutta questa vacuità
del ceto politico, che dovrebbe stare al servizio del paese, non ha fatto altro
che aumentarne le distanze dalla macro società italiana e, come avviene spesso
in questi casi, ci troviamo di fronte a del vero, ma anche a delle esagerazioni.
Oggi tutti parlano dei costi e dei privilegi dei politici, ma se io dovessi
fare un paragone fra la realtà politica italiana e quella di altri paesi europei
non troverei distanze abissali perché sono sicuramente sullo stesso piano. E’
invece vero che il differenziale fra il ceto politico e una parte consistente
del paese è, dal punto di vista delle retribuzioni, molto più marcato che non
in Germania, Francia o Inghilterra. Io comunque credo che il problema reale
dell’Italia si annidi nell’enormità dei tanti sprechi messi in atto che sicuramente
non hanno eguali in altri paesi.
Ma come si potrebbero limitare gli alti costi della pubblica
amministrazione e della politica che sottraggono risorse vitali al nostro
paese?
Non è solo la questione delle auto blu, ma bisogna ad
esempio capire che senso abbiano oggi nel mondo strumenti amministrativi come
le province che in Italia continuano ad aumentare di numero. Al contrario in
altri paesi, come
Ma il problema della disaffezione dei cittadini italiani
verso la politica quale ricaduta ha sulle collettività nel mondo e soprattutto
sulle nuove generazioni che spesso hanno difficoltà a gestire il rapporto con
il paese d’origine?
Per gli italiani all’estero la situazione è diversa,
anche perché i nostri connazionali nel mondo hanno avuto modo di selezionare
e votare direttamente i loro rappresentanti in Parlamento. In Italia, a causa
delle liste bloccate, questo non è avvenuto e credo che alla fine ciò abbia
aumentato ulteriormente il senso del distacco fra la politica e la società civile.
Le giovani generazioni italiane all’estero sono interessate prima di tutto alla
politica dei paesi di residenza e sviluppano il loro legame con l’Italia attraverso
altri processi. Sicuramente però anche i giovani connazionali nel mondo hanno
letto di vallettopoli e questo chiaramente non ha aumentato la loro considerazione
nei confronti del paese d’origine. Io credo che l’Italia dovrebbe finalmente
superare questo decennio di crisi e di scandali che si riflette negativamente
all’estero, intaccando la stima e l’affetto che strati della popolazione hanno
nei confronti del nostro paese. A testimonianza del fatto che tutto questo non
passa fra l’indifferenza delle nostre comunità nel mondo lo scorso lunedì sono
stato a Berna, insieme al senatore Micheloni e al deputato Farina, per discutere
del rapporto fra politica e morale in Italia e in Svizzera. Bisogna infatti
ricordare che i problemi legati alla gestione della cosa pubblica si manifestano
in tutti i paesi. A riprova di ciò basta ricordare lo scandalo dei finanziamenti
ai partiti tedeschi. In quella occasione Helmut Kohl, l’autore della riunificazione
tedesca, assunse su di sé con grande dignità tutte le responsabilità, evitando
così che lo scandalo travolgesse l’intera politica tedesca. (Goffredo Morgia
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