INFORM - N. 128 - 5 luglio 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Gli italiani di Johannesburg hanno salutato il console Vittorio Sandalli

 

JOHANNESBURG -  La comunità italiana di Johannesburg ha salutato ufficialmente domenica scorsa il console generale Vittorio Sandalli, in procinto di rientrare in Italia per fine mandato. Il pranzo d’addio al Club Italiano è stato preceduto dalla serata gastronomica organizzata dall’Associazione dei Siciliani, che si sono veramente superati nel valorizzare le specialità della cucina tradizionale della loro meravigliosa isola.

L’incontro di domenica, così come tutte le manifestazioni alle quali il console generale Sandalli ha partecipato negli ultimi tempi, ha dato la misura della stima e della simpatia che lo circondano e un tema ricorrente nei discorsi di addio è stato quello degli ottimi rapporti fra lui e la comunità che hanno caratterizzato i suoi quattro anni di permanenza nel Gauteng. Sarà, hanno detto tutti gli oratori che si sono alternati nel salutarlo, un console che tutti ricorderanno con grande nostalgia.

Gli anni di Sandalli sono stati infatti pieni di avvenimenti, dalla prima partecipazione alle elezioni politiche italiane alla decisione di trasferire Casa Serena da Lombardy East al Club Italiano, all’inaugurazione del monumento al lavoro italiano nel mondo, all’inaugurazione della nuova sede della Dante Alighieri e a tante altre iniziative comunitarie che hanno rinsaldato i legami fra le associazioni e hanno soprattutto creato un rapporto di stretta collaborazione fra loro e il consolato generale d’Italia.

Nel salutarlo i rappresentanti della comunità gli hanno donato un collage fotografico che gli ricorderà negli anni a venire i tanti progetti che hanno contrassegnato il suo quadriennio di lavoro a Johannesburg. Nelle foto il momento della consegna e il gruppo dei partecipanti. Si riconoscono, con il console generale e la signora Sandalli, il presidente dei campani Donato Barecchia, i consiglieri del CGIE Riccardo Pinna e Pino Nanna e il presidente del Comites Salvatore Cristaudi. (La Gazzetta del Sud Africa/Inform)

 


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