INFORM - N. 128 - 5 luglio 2007


ISTAT

Crescono i residenti in Italia: 5 su 100 sono stranieri

Nel 2006 iscritte in anagrafe come provenienti dall’estero 297.640 persone; 75.230 le cancellazioni di persone residenti in Italia trasferitesi all’estero. Il 14% gli italiani che rientrano dopo un periodo di permanenza all’estero

 

ROMA – Nel 2006 è cresciuta dello 0,6% la popolazione residente in Italia rispetto al 2005. Soprattutto grazie agli immigrati. Il rapporto tra italiani e stranieri in Italia nel 2006 è di 5 immigrati ogni 100 residenti.

E' quanto emerge dal bilancio demografico annuale dell'Istat. Nel 2006 la popolazione complessiva risulta pari a 59.131.287 unità, mentre alla stessa data del 2005 era di 58.751.711 .

Nel 2006 si è registrato un incremento della popolazione residente di 379.576 unità, pari allo 0,6 per cento, dovuto quasi completamente alle migrazioni dall'estero e alle rettifiche post-censuarie.

Complessivamente, infatti, la variazione di popolazione è stata determinata dalla somma delle seguenti voci di bilancio: il saldo del movimento naturale pari a +2.118  unità, il saldo del movimento migratorio con l'estero pari a +222.410, un incremento dovuto alle rettifiche post-censuarie e al saldo interno pari a +155.048 unità.

Come già da diversi anni – sottolinea l’Istat , l’incremento demografico del nostro Paese è garantito da un saldo migratorio con l’estero positivo.

Nel corso del 2006 sono state iscritte in anagrafe come provenienti dall’estero 297.640 persone, mentre ammontano a 75.230 le cancellazioni di persone residenti in Italia trasferitesi all’estero .

Tra gli iscritti, gli italiani che rientrano dopo un periodo di permanenza all’estero rappresentano poco più del 14 per cento.

La larga maggioranza è costituita da cittadini stranieri, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro (oltre il 90 per cento), mentre la quota di stranieri è meno significativa nelle regioni del Mezzogiorno.

Viceversa, tra i cancellati per l’estero prevalgono gli italiani, che sono circa il 77 per cento del totale. Complessivamente, il bilancio migratorio con l’estero, pari a +222.410, è dovuto a un saldo fortemente positivo per gli stranieri, superiore a 237 mila unità, che compensa il saldo lievemente negativo relativo alla sola componente italiana (-15 mila unità). Il saldo relativo ai cittadini stranieri, pur consistente, è inferiore di circa 30 mila unità a quello dell’anno precedente.

Il Nord e il Centro presentano tassi migratori con l’estero superiori alla media nazionale. Viceversa, tutte le regioni del Mezzogiorno presentano valori ben inferiori alla media. Tuttavia, il bilancio con l’estero risulta positivo per tutte le regioni e il corrispondente tasso varia da 0,3 per mille in  Basilicata e Calabria a 6,4 di Trento, rispetto a una media nazionale del 3,8 per mille.

Nel corso del 2006 i trasferimenti di residenza interni hanno coinvolto circa 1 milione e mezzo di persone e, secondo un modello migratorio ormai consolidato, sono caratterizzati da uno spostamento di popolazione dalle regioni del Mezzogiorno (eccettuato l’Abruzzo) a quelle del Nord e del Centro. Il tasso migratorio interno oscilla tra il -4,4 per mille della Campania e il 4,6 per mille dell’Emilia-Romagna. La migratorietà interna è dovuta anche agli stranieri residenti nel nostro

Paese, che seguono una direttrice simile a quella delle migrazioni degli italiani, ma presentano una maggior propensione alla mobilità. Infatti, i cittadini stranieri, pur rappresentando il 5,0 per cento della popolazione, contribuiscono al movimento interno per circa il 15 per cento.

(per il rapporto integrale   http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/bildem/20070705_00/testointegrale.pdf ) (Inform)

 

 


Vai a: