GOVERNO
Il rapimento di padre Bossi costantemente
seguito dalla Farnesina e dalla Presidenza del Consiglio
“Così come per qualsiasi cittadino italiano
in situazioni di pericolo non si fanno distinzioni tra ruoli, luoghi o valutazioni
geopolitiche”
ROMA – “Il rapimento di padre Bossi è stato ed è costantemente
seguito dalla Farnesina e dalla Presidenza del Consiglio così come avviene per
qualsiasi cittadino italiano si trovi in situazioni di pericolo. Non si fanno
ovviamente distinzioni di sorta tra ruoli, luoghi o valutazioni geopolitiche.
E' da rigettare in toto la grave insinuazione che la tonaca di padre Bossi rappresenti
un discrimine negativo nelle scelte e nelle azioni del Governo”. Lo precisa
una nota della Presidenza del Consiglio, che replica così ad un editoriale di
“Famiglia cristiana”. Il settimanale cattolico, nel numero in distribuzione
da domani, punta l'indice contro l’operato del Governo e il “silenzio totale”
sul sequestro del missionario del Pime (rapito nelle Filippine il 10 giugno
scorso) “in questa Italia che si è appassionata ad altri
sequestri a diverse latitudini”. Nell’editoriale si legge anche che “non c'è
stata alcuna riunione del governo per padre Giancarlo non c'è stato
un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che ha convocato un vertice
segreto”
Da Palazzo Chigi l’immediata risposta. Con un lungo comunicato.
nel quale si sottolinea che “come richiesto
anche dagli stessi familiari del missionario che più volte hanno richiamato
tutti al senso di responsabilità e ad evitare polemiche si è cercato di evitare
ogni pubblicizzazione delle attività diplomatiche e di quelle dei servizi segreti
che anche in queste ore stanno continuando il loro lavoro per giungere alla
liberazione di Giancarlo Bossi. Sia il Ministero degli Esteri che il Sottosegretario
Enrico Micheli, titolare della delega ai servizi, hanno comunque a più riprese
fornito informazioni sull'evoluzione della vicenda. Non è dunque il Sottosegretario
alla Presidenza Enrico Letta, come erroneamente riportato nell'editoriale, a
dover seguire direttamente la vicenda”.
Inoltre, da Palazzo Chigi viene fatto osservare che “non
si può certo imputare al Governo se mediaticamente la vicenda ha avuto meno
rilievo di altre. Al contrario, si deve sottolineare come ci sia uno sforzo
congiunto, anche grazie alla disponibilità di un parlamentare dell'opposizione
(Margherita Boniver, di Forza Italia, ndr) per coronare positivamente gli sforzi
in atto. Così come è da rigettare in toto la grave insinuazione che la tonaca
di padre Bossi rappresenti un discrimine negativo nelle scelte e nelle azioni
del Governo”. La liberazione di padre Bossi, conclude la nota di Palazzo Chigi
“passa anche attraverso l'unità di intenti e lo spirito di collaborazione che
il Paese sa esprimere in momenti come questo. Ogni altra valutazione, giornalistica
o politica che sia, deve passare attraverso un serio esame di coscienza, ancor
prima delle opportune verifiche di ciò che ci si appresta a scrivere”. (