INFORM - N. 128 - 5 luglio 2007


GOVERNO

Il rapimento di padre Bossi costantemente seguito dalla Farnesina e dalla Presidenza del Consiglio

“Così come per qualsiasi cittadino italiano in situazioni di pericolo non si fanno distinzioni tra ruoli, luoghi o valutazioni geopolitiche”

 

ROMA – “Il rapimento di padre Bossi è stato ed è costantemente seguito dalla Farnesina e dalla Presidenza del Consiglio così come avviene per qualsiasi cittadino italiano si trovi in situazioni di pericolo. Non si fanno ovviamente distinzioni di sorta tra ruoli, luoghi o valutazioni geopolitiche. E' da rigettare in toto la grave insinuazione che la tonaca di padre Bossi rappresenti un discrimine negativo nelle scelte e nelle azioni del Governo”. Lo precisa una nota della Presidenza del Consiglio, che replica così ad un editoriale di “Famiglia cristiana”. Il settimanale cattolico, nel numero in distribuzione da domani, punta l'indice contro l’operato del Governo e il “silenzio totale” sul sequestro del missionario del Pime (rapito nelle Filippine il 10 giugno scorso)  “in questa Italia che si è appassionata ad altri sequestri a diverse latitudini”. Nell’editoriale si legge anche che “non c'è stata alcuna riunione del governo per padre Giancarlo  non c'è  stato un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che ha convocato un vertice segreto”

Da Palazzo Chigi l’immediata risposta. Con un lungo comunicato. nel quale si sottolinea che  “come richiesto anche dagli stessi familiari del missionario che più volte hanno richiamato tutti al senso di responsabilità e ad evitare polemiche si è cercato di evitare ogni pubblicizzazione delle attività diplomatiche e di quelle dei servizi segreti che anche in queste ore stanno continuando il loro lavoro per giungere alla liberazione di Giancarlo Bossi. Sia il Ministero degli Esteri che il Sottosegretario Enrico Micheli, titolare della delega ai servizi, hanno comunque a più riprese fornito informazioni sull'evoluzione della vicenda. Non è dunque il Sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta, come erroneamente riportato nell'editoriale, a dover seguire direttamente la vicenda”.

Inoltre, da Palazzo Chigi viene fatto osservare che “non si può certo imputare al Governo se mediaticamente la vicenda ha avuto meno rilievo di altre. Al contrario, si deve sottolineare come ci sia uno sforzo congiunto, anche grazie alla disponibilità di un parlamentare dell'opposizione (Margherita Boniver, di Forza Italia, ndr) per coronare positivamente gli sforzi in atto. Così come è da rigettare in toto la grave insinuazione che la tonaca di padre Bossi rappresenti un discrimine negativo nelle scelte e nelle azioni del Governo”. La liberazione di padre Bossi, conclude la nota di Palazzo Chigi “passa anche attraverso l'unità di intenti e lo spirito di collaborazione che il Paese sa esprimere in momenti come questo. Ogni altra valutazione, giornalistica o politica che sia, deve passare attraverso un serio esame di coscienza, ancor prima delle opportune verifiche di ciò che ci si appresta a scrivere”. (Inform)

 

 


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