INFORM - N. 127 - 4 luglio 2007


DIRITTI UMANI

Montecitorio: al sudafricano Zackie Achmat il Premio Alexander Langer 2007

Il riconoscimento è stato consegnato al medico per la sua lunga battaglia contro l’Aids. Le preoccupazioni per un virus mortale che oggi colpisce soprattutto le donne  

Bertinotti: “Importante mantenere gli impegni presi per la lotta all’Aids”

Bafile: “Questa malattia globale miete le sue vittime fra i più deboli, dove cresce la povertà, l’emarginazione e la disuguaglianza”

 

ROMA - Si è svolta a Montecitorio la cerimonia per la consegna del Premio Alexander Langer 2007. Quest’anno il riconoscimento, che nel 2006 era stato assegnato all’ostetrica, scrittrice e poetessa indonesiana Ibu Robin Lim, è andato a Zackie Achmat, un medico sudafricano di origini indiane che si è distinto per il suo impegno nella lotta contro l’Aids. All’incontro, organizzato dalle deputate dell'Ufficio di Presidenza della Camera Giorgia Meloni, Mariza Bafile, Valentina Aprea, Titti De Simone e Silvana Mura con la collaborazione del Segretario di Presidenza Marco Boato, ha preso parte il Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Alla cerimonia erano presenti anche l’incaricato d’affari dell’ambasciata del Sud Africa, Duncan Febeselo, che ha portato i saluti dell’ambasciatore Lenin Magigwane Shope,  il sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi e Ingrid Facchinelli, presidente della Fondazione Alexander Langer Stiftung,

“L’Aids - ha affermato all’apertura dell’incontro la deputata eletta all’estero Mariza Bafile parlando a nome dell’Ufficio di Presidenza della Camera - è una malattia globale, che riguarda tutto il mondo. Ma è soprattutto tra le società e le comunità più deboli e vulnerabili che miete le sue vittime. Collettività che, accanto al peso di una crescente povertà, emarginazione e disuguaglianza devono subire anche quello di malattie, come l’Aids che si trasformano in vere e proprie pandemie”. La Bafile ha ricordato come a tutt’oggi le donne rappresentino un bersaglio privilegiato dell’infezione. In tutto il mondo il numero delle sieropositive si avvicina infatti al 50% del totale e nell’Africa Sub-Sahariana già il 57% dei malati è donna. Inoltre ben il 76% delle persone infettate dal virus in età tra i 15 e i 24 anni è costituita da ragazze. Drammatica in questo contesto anche la situazione dei bambini malati che vengono assistiti, non esistendo cure specifiche, con l’uso sperimentalmente e in dosi ridotte dei medicinali degli adulti. La Bafile, dopo aver rilevato che la lotta all’Aids ci mette di fronte al problema di bilanciare le prerogative delle case farmaceutiche in possesso dei brevetti internazionali con i diritti alla vita, alla dignità umana e alle cure sanitarie dei popoli, ha ripercorso la lunga lotta contro l’apartheid e l’Aids portata avanti da Zackie Achmat in Sud Africa. Una battaglia, condotta nella duplice veste di medico e sieropositivo, che ha spinto Achmat ha realizzare nel 1998 l’Ong TAC (Treatement Action Campaing). Un struttura che, grazie all’impegno di organizzazioni professionali di medici e infermieri, dei sindacati, dei giovani e delle  donne dei ghetti urbani, opera contro il monopolio e gli alti costi dei farmaci anti e retrovirali e per un diritto universale all’accesso alla cura. La lotta non violenta di Achmat, portata avanti in prima persona anche attraverso pericolose rinunce alla terapia antivirale, è stata determinante per garantire in Sud Africa il diritto d’accesso alle cure per tutti e per ottenere una sostanziosa riduzione dei prezzi dei  farmaci.

“Zackie Achmat - ha spiegato la Bafile - è riuscito a far uscire dall’ombra il dolore di migliaia di persone. La sua voce ha forato indifferenze e frontiere tessendo intorno al dolore un lungo filo di solidarietà. I malati di Aids, emarginati tra gli emarginati, grazie a lui non sono più soli e i loro diritti sono diventati i diritti di molti. Oggi - ha aggiunto la deputata - noi vogliamo far giungere la nostra solidarietà ai popoli più oppressi, a coloro che soffrono, a tutti quelli che, nel mondo, vivono in solitudine tragedie umane, che non hanno cibo, acqua, medicine, pace, libertà, né regimi democratici che ne garantiscano i diritti umani. A tutti loro, a Zackie Achmat, e ai malati di AIDS, noi vogliamo far giungere un forte messaggio: non siete soli”.

Lo stesso Achmat ha poi illustrato la difficile situazione sanitaria del Sud Africa - oggi in questo paese l’aspettativa di vita delle donne non supera i 40 anni -  ed ha chiesto alle nazioni di tutto il mondo, ed in modo particolare all’Italia, di rispettare gli impegni finanziari nei confronti del "Fondo Globale per la lotta all’Aids e alla Malaria". L’appello è stato raccolto dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti, che, dopo aver ricordato l’impegno politico di Alexander Langer scomparso il 3 luglio di 11 anni fa, ha spiegato che è allo studio della  Commissione Affari Esteri un progetto di legge volto a reperire risorse in più, rispetto a quelle erogate per la cooperazione, per il finanziamento del Fondo per la lotta all’Aids. Per quanto poi riguarda la non completa copertura finanziaria del Fondo per gli anni 2005 e 2006 e la spesa per il 2007,  Bertinotti ha assicurato il suo appoggio alle iniziative volte al recupero del debito e allo stanziamento di adeguate risorse nell’ambito della prevista programmazione economica del Governo. “Sarebbe importante - ha affermato Bertinotti - poter contribuire al mantenimento degli impegni presi per la lotta all’Aids su cui bisogna mantenere alta l’attenzione”(G.M.- Inform)

 


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