INFORM - N. 127 - 4 luglio 2007


OPINIONI

Marcianò (Enas/Ugl) sul referendum elettorale

“Un contributo fondamentale a difesa della raccolta delle firme dovrebbe pervenire dai parlamentari eletti nella circoscrizione Estero”.

 

PERTH - Più che alle inutili e costosissime “missioni” che oltretutto sottraggono al Ministero degli Esteri  ingenti risorse a discapito delle rappresentanze diplomatiche, i parlamentari eletti all’estero dovrebbero presiedere e partecipare attivamente nelle loro ripartizioni per difendere la libertà, la democrazia e, soprattutto,  per riaffermare e  tutelare i principi ispiratori della Legge Tremaglia, a cui devono moltissimo,  messi in discussione dall’attuale sistema politico che, di fatto, sta rendendo marginale il coinvolgimento degli italiani all’estero all’importante iniziativa referendaria.

L’autoconservazione invocata da autorevoli rappresentanti del Governo per giustificare la scelta antireferendaria ci fa capire quanto sia preoccupante il livello di tenuta della nostra democrazia sempre più soggetta a “ricatti” e pressioni di microcomponenti politiche che si alternano nel ruolo di destabilizzatori della politica italiana. In questo contesto l’atteggiamento di apparente neutralità dimostrato dai rappresentanti eletti all’estero, in realtà, soddisfa le richieste di quei gruppi politici dell’attuale maggioranza che con la vittoria del movimento referendario sarebbero costretti a rivedere le loro strategie  o addirittura sparire dalla scena politica.

L’intervento dei parlamentari “esteri” a difesa del diritto d’informazione e tutela dell’istituto referendario potrebbe essere l’occasione per rialzarsi da una sempre più pericolosa caduta di consensi riconducibile alle disattese degli impegni elettorali, tra i quali, proprio la riforma della legge elettorale che nel programma dell’Ulivo venne classificata “un’emergenza nazionale”. (Ernesto Marcianò*-Inform)

* Responsabile Enas/Ugl Western Australia

 


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