INFORM - N. 126 - 3 luglio 2007


DIRITTI

Il progetto, sostenuto dalla Regione Toscana, è partito tre anni fa

Corleone: centinaia di giovani toscani lavorano nei campi strappati alla mafia

Quest’anno è stata anche la prima volta degli studenti americani della Syracuse University

 

CORLEONE  - “Il primo giorno è stato un inferno, ore ed ore a strappare erbe attorno ai pomodori. Il campo non finiva più. Arrivavamo in cima alla collina e continuava. Ma è stato davvero bello”. Niccolò, stanco ma con gli occhi che traboccano evidente soddisfazione, racconta uno dei primi giorni di lavoro a Corleone. Ha sedici anni, studia al liceo classico ed è arrivato dalla Versilia il 20 giugno. Accanto a lui c’è Pietro di Firenze, Valentina e tanti altri, giunti da tante province toscane. Emozionati per la vigna messa a dimora in un campo confiscato al nipote di Totò Riina e che tra due anni sarà in produzione.  Emozionati per la palazzina che diventerà l’ostello dei giovani toscani. Emozionati per le persone e i luoghi visti in questi quindici giorni. Anche loro stanchi, ma soddisfatti.

Ora sono solo undici – un gruppo infatti è  già partito -  ma in media sono una quarantina i ragazzi che si alternano ogni quindici giorni a Corleone (Palermo). Ragazzi spesso già impegnati nel volontariato: quest’anno anche due gruppi dell’Agesci, l’associazione degli scout cattolici.

La loro voce è il miglior modo per capire cosa sono i campi antimafia. La loro presenza non è solo un aiuto concreto, manodopera che si aggiunge a quelle dei dodici soci lavoratori della cooperativa, ma un impegno e un gesto di solidarietà, un riflettore sempre accesso, un modo per rompere l’isolamento di una terra su cui, con fatica, si sta riaffacciando la speranza. Un ponte con i giovani del posto ed un investimento per il futuro.

La cooperativa di Corleone “Lavoro e non solo”, unq cooperativa sociale che su dodici lavoratori conta cinque inserimenti di soggetti svantaggiati, lavora a Corleone oramai da sei anni. Da tre anni sono arrivati i campi antimafia e i soggiorni dei ragazzi, organizzati dalla Regione Toscana, dall’associazione Libera di Don Ciotti e dell’Arci.

Uva e fichi d’india sono le colture di punta, ma perché vigne e piante entrino in produzione servono rispettivamente due e cinque anni. E così per trovare le risorse da investire e per andare avanti la cooperativa, nei 120 ettari di terreni ad oggi confiscati alla mafia, coltiva anche pomodori e grano che in assenza di industrie di trasformazione sul posto se ne vanno purtroppo lontano, ceci, melanzane, mandorle e lenticchie. L’agricoltura biologica, vera e non solo sulla carta, è un’altra sfida importante. L’anno scorso il fatturato è stato di 300 mila euro: la maggior parte dei prodotti è stata commercializzata attraverso l’Unicoop, parrocchie e case del popolo toscane hanno i resto.

Quest’anno i ragazzi che partecipano ai campi di lavoro, dieci, saranno 342.  Con gli studenti americani della Syracuse University in Florence che per la prima volta hanno partecipato al progetto sfiorano i quattrocento. Per scegliere i dodici ragazzi che ad aprile hanno partecipato al primo viaggio a Corleone l’università  americana che dal 1959 ha una sua sede in Italia  aveva bandito un vero e proprio concorso tra i suoi 350 studenti, chiamati a presentare un breve saggio sulla visione stereotipata che del Meridione italiano si ha negli Stati Uniti.  I 22 ragazzi ospiti da giovedì fino a stasera delle famiglie corleonesi sono invece gli studenti di un corso  sulla mafia italiana. . 

Le loro voci, assieme a quelle degli studenti italiani, parlano anche attraverso la rete. Un blog sul portale www.intoscana.it  della Fondazione regionale Sistema Toscana ne raccoglie infatti da mesi le testimonianze, assieme a foto, schede sui progetti, comunicati ed interviste ai protagonisti, compresi video ed audio.

Quest’anno i campi e le giornate di studio siciliane sono state dedicate a Pio La Torre, sindacalista della Cgil e segretario del partito comunista siciliano, ideatore e promotore della legge sulla confisca dei beni dei mafiosi ucciso venticinque anni fa. (wf/Inform)

 


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