ITALIANI
ALL’ESTERO
Nel
secondo dopo guerra vi sbarcarono un milione di persone da tutto il mondo. La
maggior parte italiani
Il 7 e l’8 luglio festa ad Halifax per
ricordare lo sbarco al Pier 21
TORONTO – E’ stato 50 o 60 anni fa. Ma non importa quanto
tempo è passato. Gli anni non hanno sbiadito il ricordo di quel momento: lo
sbarco al Pier 21 di Halifax, il molo dei sogni. Un momento impresso nella memoria
di tutti gli immigrati arrivati in Canada nel secondo dopo guerra. Quasi un
milione di persone provenienti da tutto il mondo. La maggior parte erano italiani.
Sbarcavano ad Halifax con le valigie di cartone, quasi tutti senza sapere una
parola d'inglese, ma con la speranza e la determinazione di dare ai loro figli
un futuro migliore di quello che avrebbero potuto avere in Italia. Lasciavano
alle spalle un Paese dove avevano fatto la fame e sbarcavano in una "terra
promessa". Dal 1928 al 1971 Pier 21 è stato la più grande porta d'accesso
al Canada, il luogo dove finiva un viaggio e ne cominciava un altro.
A sessant'anni di distanza il National Congress of Italian
Canadians (NCIC), il Canadian Italian Business and Professional Association
(CIBPA), l'Order of Sons of Italy of Canada e l'Italian Chamber of Commerce
di Toronto organizzano una festa per ricordare il momento dello sbarco, Pier
21 Summer Festa. Sabato 7 e domenica 8 luglio tutti gli immigrati sbarcati al
Pier 21 sono invitati a tornare ad Halifax con i passaporti, i documenti di
sbarco e le foto di quel momento. Fra loro c'era anche Dominic Campione, presidente
nazionale del Congresso nazionale degli italocanadesi. Era il 1960 quando è
sbarcato al Pier 21, aveva sei anni. Di quel giorno d'aprile ricorda tutto:
il freddo, la coda per la visita medica, il controllo delle valigie e le lacrime
dei connazionali che si vedevano sottrarre il formaggio o i salumi gelosamente
conservati per tutto il viaggio. Ma soprattutto non può dimenticare l'emozione
del momento in cui ha visto il Canada per la prima volta. “Il Canada è qui”,
su ogni nave c'era sempre qualcuno che avvistava la terra per primo e richiamava
tutti sul ponte. “Dopo undici giorni di nave vedere la terra era una grande
emozione - racconta Campione - Ricordo i volti e l'espressione della gente.
Si vedevano la gioia e la stanchezza, ma soprattutto la gioia. Dopo abbiamo
preso il treno e siamo arrivati a Toronto. Il pane era diverso, per noi non
sapeva di pane e ricordo che all'inizio mio padre diceva sempre: "Se dobbiamo
mangiare questo pane non ce la possiamo fare"”.
Roberto Sacco, invece, vice presidente del Cipba, è sbarcato
a Montreal il 4 giugno 1958: “Avevamo due valigie: una piena di vestiti e una
piena di formaggio. Per le posate non era rimasto spazio”. Parte dei soldi per
il biglietto erano arrivati proprio dal Canada. Li aveva spediti zio Guerino,
sbarcato al Pier 21 nove anni prima, il 30 gennaio del '49. Robert e la sua
famiglia avevano viaggiato in terza classe, praticamente nella stiva. “Il 7
luglio - dice Robert Sacco con emozione - torneremo ad Halifax, ma questa volta
in prima classe”.
“Sarà una grande emozione - dice Dominic Campione - Sarà
un momento di riflessione, ma anche una festa. Ci saranno la nostalgia e il
dolore del ricordo, ma anche la gioia di una promessa mantenuta”.
Pier 21 Summer Festa inizia sabato 7 luglio alle 2 p.m.
con un incontro con il consiglio del Pier 21. Gli immigrati, poi, potranno rivedere
i luoghi dell'accoglienza, come la dogana o il posto dove venivano fatte le
visite mediche. A seguire ci sarà la proiezione di Oceans of hope e di un film
che ripercorre la storia del Pier 21. La giornata si conclude con un ricevimento
e un viaggio in nave per riprovare l'emozione di vedere da lontano il molo,
che oggi è considerato una delle sette meraviglie del Canada. Domenica visita
ad Halifax e a Peggy's Cove. Per informazioni 416 383 0726. (Letizia Tesi-Corriere
Canadese/