INFORM - N. 125 - 2 luglio 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Nel secondo dopo guerra vi sbarcarono un milione di persone da tutto il mondo. La maggior parte italiani

Il 7 e l’8 luglio festa ad Halifax per ricordare lo sbarco al Pier 21

 

TORONTO – E’ stato 50 o 60 anni fa. Ma non importa quanto tempo è passato. Gli anni non hanno sbiadito il ricordo di quel momento: lo sbarco al Pier 21 di Halifax, il molo dei sogni. Un momento impresso nella memoria di tutti gli immigrati arrivati in Canada nel secondo dopo guerra. Quasi un milione di persone provenienti da tutto il mondo. La maggior parte erano italiani. Sbarcavano ad Halifax con le valigie di cartone, quasi tutti senza sapere una parola d'inglese, ma con la speranza e la determinazione di dare ai loro figli un futuro migliore di quello che avrebbero potuto avere in Italia. Lasciavano alle spalle un Paese dove avevano fatto la fame e sbarcavano in una "terra promessa". Dal 1928 al 1971 Pier 21 è stato la più grande porta d'accesso al Canada, il luogo dove finiva un viaggio e ne cominciava un altro.

A sessant'anni di distanza il National Congress of Italian Canadians (NCIC), il Canadian Italian Business and Professional Association (CIBPA), l'Order of Sons of Italy of Canada e l'Italian Chamber of Commerce di Toronto organizzano una festa per ricordare il momento dello sbarco, Pier 21 Summer Festa. Sabato 7 e domenica 8 luglio tutti gli immigrati sbarcati al Pier 21 sono invitati a tornare ad Halifax con i passaporti, i documenti di sbarco e le foto di quel momento. Fra loro c'era anche Dominic Campione, presidente nazionale del Congresso nazionale degli italocanadesi. Era il 1960 quando è sbarcato al Pier 21, aveva sei anni. Di quel giorno d'aprile ricorda tutto: il freddo, la coda per la visita medica, il controllo delle valigie e le lacrime dei connazionali che si vedevano sottrarre il formaggio o i salumi gelosamente conservati per tutto il viaggio. Ma soprattutto non può dimenticare l'emozione del momento in cui ha visto il Canada per la prima volta. “Il Canada è qui”, su ogni nave c'era sempre qualcuno che avvistava la terra per primo e richiamava tutti sul ponte. “Dopo undici giorni di nave vedere la terra era una grande emozione - racconta Campione - Ricordo i volti e l'espressione della gente. Si vedevano la gioia e la stanchezza, ma soprattutto la gioia. Dopo abbiamo preso il treno e siamo arrivati a Toronto. Il pane era diverso, per noi non sapeva di pane e ricordo che all'inizio mio padre diceva sempre: "Se dobbiamo mangiare questo pane non ce la possiamo fare"”.

Roberto Sacco, invece, vice presidente del Cipba, è sbarcato a Montreal il 4 giugno 1958: “Avevamo due valigie: una piena di vestiti e una piena di formaggio. Per le posate non era rimasto spazio”. Parte dei soldi per il biglietto erano arrivati proprio dal Canada. Li aveva spediti zio Guerino, sbarcato al Pier 21 nove anni prima, il 30 gennaio del '49. Robert e la sua famiglia avevano viaggiato in terza classe, praticamente nella stiva. “Il 7 luglio - dice Robert Sacco con emozione - torneremo ad Halifax, ma questa volta in prima classe”.

“Sarà una grande emozione - dice Dominic Campione - Sarà un momento di riflessione, ma anche una festa. Ci saranno la nostalgia e il dolore del ricordo, ma anche la gioia di una promessa mantenuta”.

Pier 21 Summer Festa inizia sabato 7 luglio alle 2 p.m. con un incontro con il consiglio del Pier 21. Gli immigrati, poi, potranno rivedere i luoghi dell'accoglienza, come la dogana o il posto dove venivano fatte le visite mediche. A seguire ci sarà la proiezione di Oceans of hope e di un film che ripercorre la storia del Pier 21. La giornata si conclude con un ricevimento e un viaggio in nave per riprovare l'emozione di vedere da lontano il molo, che oggi è considerato una delle sette meraviglie del Canada. Domenica visita ad Halifax e a Peggy's Cove. Per informazioni 416 383 0726. (Letizia Tesi-Corriere Canadese/Inform)

 

 


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