SINDACATI
E PATRONATI
Servizi ai lavoratori migranti e nuove
forme di cooperazione tra sindacati: a confronto le esperienze di Inas Cisl
e DGB
ROMA - Oltre mezzo secolo di collaborazione a beneficio
dei tanti italiani che, dal dopoguerra in poi, si sono trasferiti in Germania
in cerca di lavoro e, in molti casi, vi hanno fondato una famiglia: fu infatti
proprio l’Inas Cisl, 51 anni fa, il primo patronato ad inaugurare il rapporto
con la centrale sindacale tedesca DGB. Rapporto che ha trovato conferma e nuovo
slancio progettuale, in particolare sulle tematiche europee, in occasione della
recente riunione del Consiglio di Amministrazione dell’Inas Germania, che ha
fornito anche l’occasione per un intenso scambio di idee tra i rappresentanti
dell’Inas, il vice presidente Sante Marzotto, il responsabile del Coordinamento
sedi estere e politiche internazionali Gianluca Lodetti e il coordinatore dell’Inas
Germania Natale Perugini, e alcuni membri della segreteria confederale del DGB:
Klaus Beck e Amelie Buntenbach, responsabili rispettivamente dei settori Europa
e Sicurezza sociale, e Volker Rossocha del Dipartimento migrazioni, nonché componente
del CdA.
Il confronto , riferisce l’Inas , si è focalizzato in
particolare sulla disamina della situazione attuale della mobilità in Europa,
sulla base della constatazione condivisa che siamo oggi in presenza di un fenomeno
sempre più complesso, variegato e in continua evoluzione, con nuovi protagonisti
– tecnici, ricercatori, lavoratori distaccati, giovani - bisognosi, così come
gli emigranti ‘tradizionali’, di informazioni corrette e complete sui loro diritti,
l’assistenza sanitaria, la posizione pensionistica ecc., nel momento in cui
si stabiliscono in un altro paese. Iniziare anche a livello sindacale a ragionare
sui problemi di queste persone in termini veramente ‘europei’, pur nella diversità
delle situazioni nazionali, permetterebbe di portare nell’azione dei sindacati
un valore aggiunto in termini di tutela e consulenza alla persona, in linea
con l’obiettivo più volte ribadito anche dalla CES, di far sì che mobilità e
flessibilità diventino in tutto e per tutto opportunità e non sinonimi di incertezza,
precariato e perdita di diritti. Un dilemma in cui, spesso, il discrimine è
dato proprio dalla possibilità o meno di accedere a informazione e assistenza
qualificate.
Partendo da queste premesse, DGB e Inas hanno convenuto sull’opportunità di arrivare
alla creazione di una sorta di network tra le strutture di servizio dei vari
sindacati nazionali, che possa costituire la premessa per un servizio globale
alla persona che si sposta da un paese all’altro della UE. In questo senso ha
destato interesse l’ipotesi di un ‘Patronato europeo’, lanciata dall’Inas e
condivisa dagli altri patronati del Ce.Pa. Il prossimo termine fissato dal sindacato
europeo nel recente congresso di Siviglia, la conferenza organizzativa della
CES che si terrà tra due anni, potrebbe costituire un orizzonte operativo anche
per questo progetto, con l’obiettivo di presentarsi all’appuntamento con una
proposta concreta in questo senso.