INFORM - N. 122 - 26 giugno 2007


SINDACATI E PATRONATI

Servizi ai lavoratori migranti e nuove forme di cooperazione tra sindacati: a confronto le esperienze di Inas Cisl e DGB

 

ROMA - Oltre mezzo secolo di collaborazione a beneficio dei tanti italiani che, dal dopoguerra in poi, si sono trasferiti in Germania in cerca di lavoro e, in molti casi, vi hanno fondato una famiglia: fu infatti proprio l’Inas Cisl, 51 anni fa, il primo patronato ad inaugurare il rapporto con la centrale sindacale tedesca DGB. Rapporto che ha trovato conferma e nuovo slancio progettuale, in particolare sulle tematiche europee, in occasione della recente riunione del Consiglio di Amministrazione dell’Inas Germania, che ha fornito anche l’occasione per un intenso scambio di idee tra i rappresentanti dell’Inas, il vice presidente Sante Marzotto, il responsabile del Coordinamento sedi estere e politiche internazionali Gianluca Lodetti e il coordinatore dell’Inas Germania Natale Perugini, e alcuni membri della segreteria confederale del DGB: Klaus Beck e Amelie Buntenbach, responsabili rispettivamente dei settori Europa e Sicurezza sociale, e Volker Rossocha del Dipartimento migrazioni, nonché componente del CdA.

Il confronto , riferisce l’Inas , si è focalizzato in particolare sulla disamina della situazione attuale della mobilità in Europa, sulla base della constatazione condivisa che siamo oggi in presenza di un fenomeno sempre più complesso, variegato e in continua evoluzione, con nuovi protagonisti – tecnici, ricercatori, lavoratori distaccati, giovani - bisognosi, così come gli emigranti ‘tradizionali’, di informazioni corrette e complete sui loro diritti, l’assistenza sanitaria, la posizione pensionistica ecc., nel momento in cui si stabiliscono in un altro paese. Iniziare anche a livello sindacale a ragionare sui problemi di queste persone in termini veramente ‘europei’, pur nella diversità delle situazioni nazionali, permetterebbe di portare nell’azione dei sindacati un valore aggiunto in termini di tutela e consulenza alla persona, in linea con l’obiettivo più volte ribadito anche dalla CES, di far sì che mobilità e flessibilità diventino in tutto e per tutto opportunità e non sinonimi di incertezza, precariato e perdita di diritti. Un dilemma in cui, spesso, il discrimine è dato proprio dalla possibilità o meno di accedere a informazione e assistenza qualificate.

Partendo da queste premesse, DGB e Inas  hanno convenuto sull’opportunità di arrivare alla creazione di una sorta di network tra le strutture di servizio dei vari sindacati nazionali, che possa costituire la premessa per un servizio globale alla persona che si sposta da un paese all’altro della UE. In questo senso ha destato interesse l’ipotesi di un ‘Patronato europeo’, lanciata dall’Inas e condivisa dagli altri patronati del Ce.Pa. Il prossimo termine fissato dal sindacato europeo nel recente congresso di Siviglia, la conferenza organizzativa della CES che si terrà tra due anni, potrebbe costituire un orizzonte operativo anche per questo progetto, con l’obiettivo di presentarsi all’appuntamento con una proposta concreta in questo senso. La DGB, da parte sua, ha dichiarato, riferisce l’Inas, l’intenzione di inserire anche questo tra gli altri temi europei dei quali sta discutendo al momento - Costituzione e Carta dei diritti fondamentali, nuova direttiva comunitaria sul mercato dei servizi, possibilità di ‘esportare’ il sistema tedesco della cogestione tramite comitati paritetici alle aziende che si trasferiscono all’estero, ingresso della Turchia nella UE – stimolando il dibattito all’interno delle proprie strutture, a partire dai numerosi iscritti che hanno nel proprio retroterra esperienze di mobilità. (Inform)

 

 


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