INFORM - N. 120 - 22 giugno 2007
ATTIVITA’
PASTORALE
Incontro delle Conferenze episcopali europee
sulle migrazioni
MINSK
- “La Chiesa
è preoccupata dei problemi sociali legati al fenomeno migratorio: illegalità,
disoccupazione, invecchiamento della popolazione nei paesi di partenza, traffico
di persone, disgregazione delle famiglie, bambini che crescono senza genitori... L’attività caritativa
e solidale dei cristiani è una risposta urgente e immediata a queste sfide”,
ma ad essa si deve aggiungere “un impegno politico e culturale”, una particolare
cura pastorale “dei diversi gruppi etnici” e la capacità di gestire “l’incontro
tra le diverse religioni, una novità per alcuni Paesi”. È quanto si legge nel
documento finale dei Segretari generali delle Conferenze Episcopali Europee
(Albania, Bielorussia, Bosnia e Erzegovina, Croazia, Germania, Inghilterra e
Galles, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo,
Romania, Russia, Scandinavia, Scozia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Ungheria,
Ucraina bizantina e Ucraina latina) al termine dell’incontro svoltosi a Minsk,
la capitale della Repubblica di Bielorussia, dal 14 al 18 giugno.
Tema
al centro dell’incontro le migrazioni, vero “segno dei tempi”. Si assiste -
si legge nel documento diffuso al termine -
ad “una reale mobilitazione universale dei popoli. Dopo la svolta del ‘89 dalla
Romania è emigrato circa il 15% della popolazione, specie giovanile. Sotto il
regime comunista era impossibile emigrare. In Albania si rischiava la fucilazione!
La Spagna in
passato era paese di emigrazione ora di immigrazione. Dieci anni fa aveva mezzo
milione di immigrati, ora ne ha oltre 4 milioni”.
I
Segretari dei Paesi dell’occidente europeo hanno realisticamente constatato
che l’immigrazione è anche una denuncia della malattia demografica in corso
nei propri paesi. In particolare le Conferenze Episcopali affrontano le questioni
pastorali poste dalla migrazione: l’assistenza pastorale ai diversi gruppi etnici
presenti nel paese, la valorizzazione del contributo portato da gruppi di altri
paesi alla vita della Chiesa locale, lo scambio di personale per la pastorale.
La
migrazione ha portato con sé anche la realtà ecumenica e l’incontro tra le religioni,
una novità per alcuni paesi. La Chiesa in questa opera ha la straordinaria chance
della sua universalità (o cattolicità): essa può sostenere una rete unica di
solidarietà e collaborazione pastorale tra paesi di partenza e paesi di arrivo.
Questa è una possibilità da valorizzare seriamente.
Durante
i lavori anche un incontro dei rappresentanti delle Conferenze Episcopali d’Europa
con Filaret, Metropolita ortodosso di Minsk e Slutsk ed Esarca del Patriarca
di Mosca di tutta la Bielorussia,
con la presenza del Nunzio Apostolico in Bielorussia l’Arcivescovo Martin Vidovic.
Un incontro svoltosi in un clima di cordialità fraterna. (Migranti press/Inform)
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