Ce.Pa: “Sul pagamento delle pensioni all’estero
più chiarezza e meno disagi”
“Serve forte impegno dell’Inps per superare
le difficoltà che determinano disagi e proteste, che i patronati toccano con
mano ogni giorno”
ROMA - Pagamento delle pensioni all’estero: necessarie
“più chiarezza e meno disagi” dicono gli Istituti di patronato del CePa (Acli,
Inca, Inas e Ital)
In una nota il
CePa sottolinea che “riguardo l’adozione del nuovo sistema di pagamento delle
pensioni all’estero, pur in presenza di miglioramenti, permangono numerose difficoltà
e complessità, nonostante la costituzione del tavolo tecnico Inps-Ce.Pa e la
fattiva partecipazione dei rappresentanti di Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil e Ital-Uil
agli incontri che costantemente si tengono per monitorare le varie problematiche”
“Purtroppo -
– prosegue il CePa - le decisioni ed i provvedimenti adottati fino ad ora dall’Istituto
previdenziale sono ancora insufficienti, nonostante le rassicurazioni fornite
verbalmente. La nostra preoccupazione è ancora alta e i tentativi di dire che
tutto sta migliorando ci paiono poco convincenti e non contribuiscono affatto
a fare chiarezza e a raggiungere soluzioni rapide ed efficaci.
Dalle segnalazioni che riceviamo quotidianamente, rileviamo che sono
tuttora molti i pensionati residenti all’estero che ancora non hanno riscosso
le mensilità di maggio e giugno. Manifestiamo viva preoccupazione soprattutto
per i mancati pagamenti nei Paesi ad economia debole e nei casi in cui la pensione
costituisce l’unica forma di sostentamento”.
Per il CePa “la
rassicurante misura percentuale (1,2%) dei pensionati che non hanno riscosso
la mensilità di maggio 2007, indicata dall’Istituto in un comunicato stampa
che riporta l’incontro dei vertici dell’Inps con alcuni parlamentari eletti
all’estero, è priva di significati concreti” . Essa, si osserva, “non tiene conto del dato dettagliato per nazione
e non rende chiarezza, anche in virtù dei dati discordanti riportati nell’ambito
degli incontri al tavolo tecnico”. Il CePa prosegue: “Non sono ancora state
individuate le modalità di restituzione delle spese e degli oneri sostenuti
dai pensionati a titolo di commissioni bancarie per la riscossione degli importi
di pensione e riguardo ai numerosi casi di pensionati con conti correnti cointestati,
abbiamo ribadito in più occasioni che il modello pubblicato sul sito dell’Inps
non ha alcun valore legale”.
Per il Centro
patronati “si rende quantomai necessario predisporre e rendere disponibile,
in tempi rapidissimi, una procedura informatica (più volte richiesta) utilizzabile
dai Patronati all’estero, che consenta una rapida segnalazione dei dati, la
possibilità di effettuare le necessarie verifiche e le conseguenti eventuali
rettifiche della base anagrafica che, il più delle volte, è la ragione del mancato
pagamento delle rate di pensione”.
“E’ del tutto
evidente che non sono sufficienti, da
soli, la buona volontà e l’esperienza messe in campo dagli uffici di patronato,
che continuano ad essere all’estero l’unico punto di riferimento per i nostri
pensionati” , avverte il CePa. Che conclude con una sollecitazione: “Deve essere forte l’impegno dell’Inps per superare
in modo concreto le difficoltà che determinano disagi e proteste, davvero incresciosi,
che i patronati, presenti in prima linea, toccano con mano ogni giorno”. (Inform)