STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Il commento di Tobia Bassanelli, direttore
di de.it.press (Webgiornale)
L’intervento
scolastico in Germania. Nessuna nuova ricetta dal Convegno di Stoccarda
Tenuto
lunedì a Stoccarda con il Viceministro Danieli il Convegno dell’Ambasciata sui
problemi scolastici degli alunni italiani in Germania. Di nuovo solo la chiarezza
della linea del Governo: si continua con gli Enti Gestori e con più sostegno
ai progetti che meglio realizzano il successo scolastico
FRANCOFORTE
- Lunedì 18 giugno si è tenuto nel municipio di Stoccarda una giornata di lavoro
dedicata all’integrazione scolastica dei giovani italiani in Germania.
“Ancora oggi
– scrive l’Ambasciata in un suo comunicato - le difficoltà scolastiche dei giovani
rappresentano un ostacolo alla piena integrazione della collettività italiana.
La percentuale dei ragazzi italiani indirizzati alle scuole differenziali è
doppia rispetto alla media. Resta molto basso il numero degli italiani che frequentano
il ginnasio (solo il 14% di tutto il ciclo superiore). Nonostante l’impegno
delle autorità scolastiche tedesche e le risorse stanziate dallo Stato italiano
per finanziare attività a favore degli scolari italiani in Germania, le statistiche
sono deludenti”.
Ecco spiegato
il senso e gli obiettivi del seminario di Stoccarda. “Per correggere questa
tendenza – spiega l’Amministrazione italiana - è stata organizzata una giornata
di lavori con responsabili ed esperti italiani e tedeschi per individuare le
strategie più efficaci per contribuire al successo scolastico degli alunni italiani”.
In effetti
sono stati presi in esame alcuni progetti in corso all’interno del sistema scolastico
tedesco, “quei progetti di integrazione che si sono dimostrati particolarmente
efficaci e che possono servire da modello”. L’obiettivo era quello
“di individuare best practices che conducano gradualmente i tassi di
successo scolastico degli alunni italiani a livelli più vicini a quelli dei
loro coetanei tedeschi”.
I lavori sono
stati introdotti dall’Ambasciatore d’Italia Antonio Puri Purini e dal Sindaco
di Stoccarda Wolfgang Schuster, cui sono seguiti gli interventi del Viceministro
degli Affari Esteri con delega per gli Italiani nel Mondo Senatore Franco Danieli,
del Direttore Generale degli Italiania all’estero Ambasciatore Adriano Benedetti
e del Presidente dell’Intercomites Germania cav. Stefano Lobello. Sono stati
sviluppati dalla relazione di inquadramento su “intervento formativo e successo
scolastico in condizioni di plurilionguismo” della prof.ssa Cristina Allemann-Ghionda
dell’Istituto di educazione comparata dell’Università di Colonia e da alcune
presentazioni di „best practices“ integrate nella scuola tedesca: i
“referenti di zona” e le “lezioni in tandem” nel Baden-Württemberg, gli
interventi di sostegno del Progetto Scuola di Francoforte nelle scuole di Offenbach,
Quali i risultati?
Era da ingenui aspettarsi svolte clamorose o l’individuazione dell’intervento
formativo che avviasse un processo di netto miglioramento della situazione insoddisfacente
degli alunni italiani. Secondo Danieli è stato comunque un incontro utile: ha
permesso agli operatori del settore di incontrarsi, di conoscersi, ha reso possibile
un reciproco scambio di idee. Anzi, questi incontri dovrebbero essere più frequenti,
l’Ambasciata – ha suggerito il Viceministro – dovrebbe garantire a questi appuntamenti
una certa periodicità.
Tutto qui?
Sì, o quasi. E’ stato annunciato l’accordo con l’Universitá locale per uno studio
interdisciplinare sulla comunità italiana di Stoccarda. Nei prossimi mesi il
Viceministro valuterà i progetti presentati per sostenere maggiormente quelli
che risultano più efficaci. Anche negli Enti Gestori dovrà cambiare qualcosa:
pare ci saranno sia controlli più severi e come maggior disponibilità di contributi
nei confronti degli Enti seri e competenti, che sanno realizzare interventi
di qualitá, accompagnati da chiaro successo.
Il Convegno
ha focalizzato bene l’intervento a sostegno dell’insegnamento della lingua e
della cultura italiana all’interno del sistema scuola della Germania, sottolineandone
il nesso con il successo scolastico, cosa di cui la controparte politica tedesca
dubita o che mette facilmente in discussione, anche perché ritiene prioritario
il problema dell’integrazione, cioè l’insegnamento del tedesco. Ma il tema del
successo scolastico degli alunni italiani come problema generale e diverso,
staccato dall’apprendimento dell’italiano o da una presenza italiana, con i
suoi molteplici e specifici meccanismi, è stato in gran parte trascurato o non
ugualmente puntualizzato.
Abbiamo poi
l’impressione che si ripeta l’errore degli aiuti individuali di anni addietro
nella Circoscrizione Consolare di Francorte. Puntando su progetti singoli si
può sicuramente migliorare la situazione in alcune scuole, quelle coinvolte
in questi interventi, ma non si intacca il rpoblema nel suo insieme, la stragrande
maggioranza degli alunni italiani e delle loro famiglie non viene né raggiunta
né aiutata. Se il lavoro degli Enti, dopo anni di interventi e di progetti,
non ha dato i frutti sperati, va ripensato in radice, non per bloccarlo, ma
per cambiarlo, per ottimizzarlo. I progetti in corso, come quelli presentati
al Convegno di Stoccarda, ritenuti i migliori sul mercato scolastico, possono
essere estesi a qualche altra scuola, possono raggiungere qualche altra cittá,
ma mai diventare una prassi generalizzata, per tutte le scuole dove ci sono
alunni italiani, anche solo per il semplice motivo che questo dal punto di vista
economico non è fattibile.
Andrebbe pensata
qualche iniziativa che raggiunga la collettività italiana nel suo insieme, e
non solo qualche piccolo brandello. Un piccolo esempio.
Al Convegno
è stato distribuito ai partecipanti il pieghevole dell’Ambasciata con la lettera
ai genitori “Nella scuola il futuro dei vostri figli” ed il Premio del Presidente
della Repubblica per i migliori alunni italiani in Germania.
Perché, invece
di affidarne la distribuzione a momenti occasionali o a poche sedi (Consolati,
Enti, Associazioni, Comites...) non si spedisce questo depliant a tutte le famiglie
italiane con figli minorenni? Sì, proprio come si fa col materiale elettorale
in occasione dei referendum o delle elezioni. Basterebbe una lettera per famiglia.
Ci sono certo
dei costi, ma forse inferiori rispetto a quelli per iniziative che raggiungono
poche centinaia di alunni. Il connazionale avrebbe inoltre l’impressione che
lo Stato non lo cerca solo in occasione delle elezioni, per averne il voto,
ma anche per problemi a lui molto più vicini, sentiti e importanti, come quello
del successo scolastico dei figli. (Tobia Bassanelli, de.it.press del 20 giugno
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